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I migliori ospedali per Ecografia delle anche nel neonato (screening lussazione congenita)

Cos'è?
L’ecografia delle anche è un esame strumentale di diagnostica per immagini sicuro e indolore, che con la metodica degli ultrasuoni permette di visualizzare l’interno di questa articolazione mediana del corpo. Nel caso dei neonati, questo esame è assai utile quando vi sia il sospetto di un problema ortopedico chiamato displasia evolutiva dell’anca. Durante l’esame ecografico, il macchinario a ultrasuoni emette onde sonore dirette verso la parte del corpo da analizzare e le immagini ricavate – in bianco e nero - vengono trasmesse e registrate su un computer collegato. Le immagini ecografiche mostrano le strutture interne dell’anca – articolazione del corpo che collega le ossa del bacino agli arti inferiori – inclusa la testa del femore e il suo acetabolo (una sorta di “guaina” che la contiene) nell’area pelvica. L’ecografia delle anche si può effettuare sui neonati a partire dai sei mesi di vita.

A cosa serve?
Il/la pediatra possono prescrivere l’ecografia delle anche quando sospettano un problema abbastanza comune nei primi mesi di vita del neonato: la displasia evolutiva dell’anca. Si tratta di una deformazione che si può verificare prima, durante o settimane dopo il parto. In un’anca normale, la testa del femore è perfettamente inserita all’interno dell’acetabolo, e quindi bacino e femore restano saldamente collegati anche quando il bambino compia movimenti rotatori o distenda la gamba. Nei neonati con displasia evolutiva dell’anca, invece, la testa del femore è instabile nell’acetabolo e tende a fuoriuscire. Nei casi più lievi, con una manovra pressoria si può far rientrare in sede l’osso (dislocazione dell’anca).

Nei casi più gravi, però, anca e testa del femore restano separati (lussazione dell’anca, spesso congenita, ovvero presente alla nascita). Le cause e i fattori di rischio che possono aumentare le probabilità di una displasia evolutiva dell’anca nel neonato sono:
  • Condizione di oligoidramnios in gravidanza. Si verifica quando nell’utero non c’è sufficiente liquido amitotico e il feto ha difficoltà a crescere e a muoversi 
  • Posizione podalica del feto in utero
  • Familiarità con questo difetto
La displasia evolutiva dell’anca colpisce con maggior frequenza le bambine rispetto ai bambini, specialmente se premature. I sintomi o le anomalie per cui il/la pediatra potrebbe prescrivere una ecografia delle anche del neonato/a nei primi mesi di vita sono:
  • Impossibilità del neonato, alla nascita, di estendere la coscia esternamente all’anca in modo normale
  • Un rumore simile ad un “crack” o la percezione manuale di un “click” durante i controlli di routine mentre il medico distende verso l’esterno la coscia del neonato/a (manovra di Ortolani)
  • Visibili discrasie nella lunghezza delle due gambe del neonato, ove una appaia più corta dell’altra
Come si svolge?
L’ecografia dell’anca si effettua di norma in un reparto radiologico ospedaliero o in un centro radiologico. I genitori devono accompagnare il loro neonato/a per rassicurarlo/a in ogni momento della procedura. Il piccolo/a dovrà essere spogliato degli indumenti nella parte inferiore del corpo, e privato anche del pannolino per il breve tempo della procedura medica e collocato di fianco su un lettino. Il tecnico radiologo applicherà del gel sull’anca del piccolo/a paziente, che serve per permettere alla sonda ecografica collegata con il computer di scorrere senza attrito sulla pelle e per amplificare la diffusione degli ultrasuoni. 

La procedura è del tutto indolore e innocua. La sonda viene delicatamente passata più volte sulla zona da analizzare in modo che gli ultrasuoni arrivino alle strutture più profonde dell’articolazione, e possano fornire informazioni sulla loro morfologia sotto forma di ritorno ecografico che viene poi convertito in immagini sullo schermo del monitor. Successivamente, il bimbo/a viene girato sull’altro fianco, in modo da poter procedere con l’esame anche dell’altra anca. L’ecografia in totale dura circa 20 minuti. L’esito dell’esame con il referto di solito sono pronti nel giro di qualche giorno, quando non direttamente al termine della procedura. Del resto le informazioni sullo stato di salute dell’anca del piccolo/a, con la diagnosi (eventuale) di displasia, arrivano “in diretta” semplicemente osservando le immagini sul monitor che il tecnico descriverà ai genitori.

Come preparare il neonato?
Il/la neonato/a sottoposto/a ad ecografia dell’anca non sente alcun dolore, al limite potrebbe infastidirsi per l’applicazione del gel sulla pelle, che risulta sempre piuttosto freddo, o sentirsi a disagio per l’oscurità dell’ambiente, necessario per poter visionare le immagini al computer. Se tutto ciò dovesse sfociare in un pianto non sarebbe comunque un problema, dal momento che non avrebbe conseguenze sugli esiti dell’esame. La tecnica ad ultrasuoni è del tutto innocua, e il bambino/a non dovranno essere sedati o subire anestesie di alcun tipo. Per tale ragione può essere utile cercare di mantenere il piccolo/a paziente rilassato anche durante la procedura. Basterà parlargli/le con voce calma e rassicurante guardandolo/a in volto, in modo da mantenere il contatto da vicino. 
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