I migliori ospedali per Riparazione monolaterale di ernia inguinale con innesto o protesi

Cos'è?
L’ernia inguinale è la tipologia di ernia più diffusa, e si verifica quando una piccola porzione di intestino o di tessuto adiposo fuoriesce dal canale inguinale, in un punto in cui la muscolatura addominale sia particolarmente debole. L’ernia inguinale si manifesta quindi come una sorta di bozzo o rigonfiamento che sporge dall’interno coscia o, nel caso degli uomini, come un ingrossamento del testicolo. L’ernia inguinale, può essere monolaterale (è il caso qui trattato) o anche bilaterale, e colpisce prevalentemente gli uomini, sia a causa dell’invecchiamento, che a seguito di sforzi o allenamento fisico intenso. La tumefazione in genere compare quando si sta in piedi o si compie uno sforzo, e scompare in posizione distesa. Può essere dolorosa. Una caratteristica di questa condizione patologica è quella di tendere a ripresentarsi, e in questo caso si parla di ernia inguinale recidivante.

Una volta insorta, l’ernia è irreversibile e, anzi, può peggiorare, per questo si opta per la riparazione chirurgica, in modo da riportare in sede la porzione di intestino protrusa ed effettuare un’ernioplastica. Le possibili complicanze di un’ernia inguinale non trattata sono:
  • Ostruzione: si verifica quando una porzione dell’intestino rimane bloccata nel canale inguinale causando sintomi quali nausea, vomito, mal di stomaco, oltreché dolore nella zona dell’inguine, dove si trova l’ernia
  • Strangolamento: è una complicanza piuttosto seria, determinata dal fatto che la porzione di intestino intrappolata nel canale inguinale non viene più irrorata di sangue e va in necrosi. Necessita di intervento chirurgico d’urgenza
In generale, quindi, l’intervento di riparazione di un’ernia inguinale bilaterale come monolaterale serve anche per evitare questo tipo di complicanze. Resta la possibilità di una recidiva. Sia le ernie primitive che le recidive pertanto necessitano di riparazione chirurgica, ma le tecniche possono essere diverse. 

Le tecniche chirurgiche di riparazione
Esistono due possibili vie chirurgiche per la riparazione di un’ernia inguinale monolaterale primitiva o recidiva:
Chirurgia aperta: prevede l’uso del bisturi per effettuare un piccolo taglio a livello addominale e riparare l’ernia
Chirurgia laparoscopica: tecnica molto meno invasiva che comporta un maggior grado di difficoltà da parte dei chirurghi per essere eseguita alla perfezione, la quale si effettua tramite tre microincisioni nella zona ombelicale o inguinale, attraverso le quali il/a chirurgo/a introduce gli strumenti operatori ed esegue la riparazione dell’ernia. L’intervento in laparoscopia può a sua volta, essere effettuato con due tecniche innovative: 
  • TAPP (Trans-Addominale Pre-Peritoneale). Nella prima fase dell’intervento, dopo aver praticato le tre microincisioni nella zona dell’ernia, per penetrare nella cavità addominale, si incide il peritoneo e si riposiziona in sede la porzione di intestino protrusa. Nella seconda fase, si rinforza la zona della muscolatura addominale indebolita con una retina e si sutura definitivamente il foro con delle graffette metalliche.
  • TEP (Totalmente Extra-Peritoneale). Questa tecnica, la più all’avanguardia nel trattamento dell’ernia inguinale, permette di ripararla senza incidere la cavità peritoneale e di inserire una rete protesica di rinforzo. Una volta che l’operazione sia conclusa, le microincisioni vengono suturate con punti riassorbibili o colla chirurgica in modo che le cicatrici risultino pressoché invisibili.
La scelta della tecnica dell’intervento di riparazione dipende sia dall’età e dalle condizioni generali di salute del paziente, che dal tipo e dalle dimensioni dell’ernia monolaterale, se quindi primitiva o recidiva, ma in entrambi i casi si tratta di un’operazione che comporta pochissimi rischi e complicanze, una delle quali è proprio la possibilità che l’ernia si riformi nello stesso punto. In generale la tecnica laparoscopica preferita per la riparazione di ernie inguinali monolaterali è la TEP anche in anche in caso di recidive. Tuttavia, la chirurgia aperta per un’ernia monolaterale primitiva è ancora opzione preferita, specie nei pazienti anziani. Nella maggior parte dei casi l’intervento si risolve in giornata o con un breve ricovero, e il recupero post operatorio è abbastanza rapido. 

Come si svolge l'intervento?
L’intervento di riparazione dell’ernia inguinale monolaterale in chirurgia aperta comporta tempi un pochino più brevi rispetto a quello in laparoscopia e si può eseguire in giornata. Questo perché in genere è sufficiente l’anestesia locale, che si effettua iniettando l’anestetico in zona spinale. Si “entra” anteriormente a livello addominale praticando un’incisione nella zona dell’inguine di circa 6-8 cm. Successivamente, si ripara l’ernia riportando in sede i tessuti fuoriusciti, si applica quindi una rete biocompatibile nel foro (ernioplastica), infine si sutura con punti riassorbibili. Il tutto si risolve in circa mezzora.
In caso di ernia strangolata, però, l’intervento si complica un pochino perché si deve procedere alla rimozione della parte di intestino danneggiata, e ciò comporta una degenza di alcuni giorni, fino ad un a settimana. Nell’intervento semplice, invece, che si esegue in day-surgery, il paziente può rientrare a casa accompagnato, ma dovrà stare a riposo e seguire le indicazioni farmacologiche, di igiene e comportamentali fornite dal personale ospedaliero. 

Questo implica il doversi attenere ad una dieta leggera e ricca di fibre per prevenire il rischio di stipsi (forzare l’intestino, infatti, potrebbe compromettere la cicatrizzazione della ferita e favorire una recidiva), curare scrupolosamente la lesione e astenersi da attività fisiche intense. Il recupero post operatorio avviene in tempi diversi a seconda delle condizioni generali del paziente, ma in genere si ha una guarigione completa tra le due e le sei settimane dopo l’operazione. 
L’intervento in laparoscopia, invece, è sconsigliato ai pazienti anziani, o che abbiano complicanze per cui sia preferibile evitare l’anestesia totale. In caso di ernia inguinale monolaterale sia primitiva che recidiva si preferisce la TEP alla TAPP, e raramente si esegue in day-surgery. Per sicurezza del paziente si preferisce il ricovero di un giorno. 

Questo tipo di intervento di riparazione dell’ernia inguinale monolaterale si esegue in anestesia generale, e prevede che si pratichino tre micro incisioni a livello ombelicale, attraverso cui si fanno arrivare in sede di ernia gli strumenti chirurgici. Sebbene la riparazione dell’ernia inguinale con ernioplastica eseguita con tecnica laparoscopica comporti una degenza ospedaliera, per quanto breve, offre in positivo una ripresa post operatoria assai più rapida di quella che segue l’intervento in chirurgia aperta. 

Inoltre, sotto il profilo estetico, l’esito è decisamente migliore, dato che delle tre incisioni non resta praticamente traccia a un mese di distanza. Essendo l’intervento meno invasivo per il paziente, il dolore è minore, anche perché questa tecnica non comporta lo “stiramento” dei tessuti addominali che si verifica con la tecnica chirurgica tradizionale, pertanto anche l’assunzione di analgesici potrebbe non essere necessaria. Nel giro di pochi giorni è di norma possibile riprendere le attività quotidiane e lavorative, sempre senza sforzi, e curare la propria igiene in autonomia. 
 
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