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I migliori ospedali per Capillaroscopia con videoregistrazione

Che cos'è?
La capillaroscopia con video registrazione, o videocapillaroscopia è una tecnica diagnostica assolutamente non invasiva e non dolorosa, che permette di analizzare in vivo, la circolazione dei piccoli vasi sanguigni subungueali della mano grazie all’ausilio di uno strumento ad alta tecnologia ma di piccole dimensioni chiamato videocapillaroscopio. Con questo esame è quindi possibile analizzare sia l’architettura generale dei vasi sanguigni, che dettagli minimi di specifiche strutture capillari. Le indicazioni principali per l’applicazione di questa tecnica di screening estremamente sofisticata coinvolgono un ampio spettro di patologie reumatiche e dermatologiche tra cui:
  • La sindrome (o fenomeno) di Reynaud primaria e secondaria, anomalia del sistema circolatorio periferico
  • La sclerodermia (o sclerosi sistemica), una malattia del tessuto connettivo di natura autoimmune
  • Dermatomiosite e polimiosite, malattie reumatiche sistemiche rare.

Nel caso dei disturbi reumatologici questo tipo di indagine diagnostica con strumenti digitali ad alta definizione può infatti rilevare specifiche anomalie vascolari che consentono agli specialisti di classificare in modo molto preciso la tipologia di disturbo e l’evoluzione della stessa nel tempo.

La videocapillaroscopia è altresì usata anche per lo studio di patologie extra reumatiche tra cui:
  • Complicanze del diabete mellito
  • Acromegalia
  • Ipertiroidismo
  • Sindrome X cardiaca o angina microvascolare (AMV)
  • Cirrosi biliare primitiva, malattia cronica dei piccoli dotti biliari
  • Morbo di Crohn
  • Psoriasi
  • Febbre familiare mediterranea


Come si svolge?
Come anticipato, la videocapillaroscopia analizza la rete di capillari che irrora l’epidermide delle dita delle mani nella zona subungueale, quindi sotto le unghie. Perché viene selezionata proprio questa porzione delle nostre mani? La ragione risiede nel fatto che in tale area i piccoli vasi sono disposti in modo parallelo sottocute, e pertanto osservarne la morfologia risulta più semplice. Come anticipato, questa tecnica diagnostica non invasiva utilizza uno o più strumenti ottici – in genere uno stereomicroscopio o un videocapillaroscopio provvisto di sonda – al quale si sottopongono tutte le dita di una mano, ad eccezione dei pollici, per essere scrupolosamente studiate. Le anomalie vascolari vengono opportunamente riprodotte in immagini ingrandite e proiettate su monitor o direttamente in filmato e archiviate su supporto digitale al fine di andare a costituire documentazione utile allo specialista per giungere ad una prima diagnosi o nei successivi follow up. Come si svolge l’esame?

La preparazione prevede che il paziente si astenga dal bere caffè/bevande eccitanti e dal fumare nelle 4 ore che precedono la capillaroscopia al fine di non influenzare la dilatazione venosa.

In sede di esame, il paziente viene fatto sedere o distendere e si attende che la mano da analizzare si sia “acclimatata” (ovvero che non ci siano fenomeni di vasocostrizione o di vasodilatazione da troppo caldo o troppo freddo). La temperatura ambientale ideale per procedere alla capillaroscopia è di 20-22°C. A quel punto è possibile posizionare il palmo sulla superficie di osservazione. Preliminarmente si applica un olio (tipicamente di cedro) per rendere la pelle più “trasparente” e quindi aumentare la visibilità della rete vascolare sottocutanea. Ogni dito viene esaminato usando due diverse scale di ingrandimento: una di + 50, sufficiente per esaminare la morfologia generale della rete capillare subungueale; la seconda molto più potente, nell’ordine di + 200-300, per ottenere immagini ingrandite di ogni singolo capillare. Tutte le immagini ottenute vengono poi, come anticipato, registrate su supporto digitale per essere rianalizzate e confrontate nel tempo con i risultati di capillaroscopie successive, soprattutto in caso di patologie reumatiche croniche sistemiche con andamento ingravescente. Stesso discorso quando parliamo della capillaroscopica con registrazione video.


A chi si rivolge?
La capillaroscopia con videoregistrazione è un esame specifico per la diagnosi e il monitoraggio soprattutto delle malattie reumatiche sistemiche, ma in generale, come abbiamo visto, può rappresentare un validissimo aiuto per la valutazione di complicanze vascolari di patologie extra reumatiche di eterogena natura, come malattie metaboliche, neurologiche, cardiocircolatorie e del tessuto connettivo. Per tale ragione si rivolge a tutto coloro che abbiano una sintomatologia di tipo reumatico-articolare, dermatologica periferica, e circolatoria. Ad esempio nel caso della sindrome di Reynaud, il sintomo principale è rappresentato da un cambiamento nella colorazione della pelle derivante da successive sequenze di vasocostrizioni e di vasodilatazioni. Proprio per questa specifica patologia, che a sua volta presenta molteplici varianti e che può essere secondaria (ad altre patologie) o presentarsi primaria, la capillaroscopia rappresenta la tecnica diagnostica d’elezione. L’esame si avvale di numerosi parametri da considerare e pertanto può essere considerato estremamente attendibile nel permettere il raggiungimento di una diagnosi.

Le immagini, video registrate su supporto digitale, devono essere interpretate dallo specialista.

Trattandosi di una tecnica non invasiva, che si basa sull’osservazione, non è prevista una preparazione particolare, così come non ci sono controindicazioni.

Tuttavia, in previsione dell’esame, è opportuno astenersi da qualunque trattamento estetico alle unghie nelle tre settimane precedenti, perché eventuali microtraumi potrebbero portare a dei falsi positivi.
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