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I migliori ospedali per Fondo oculare (esame del fundus oculi)

Che cos'è?
L’esame del fondo oculare – o fundus oculipermette all’oculista di valutare lo stato di salute di retina e di papilla, la testa del nervo ottico che quando in sofferenza, appare più “sbiadita” e come “incavata”, nonché di controllare lo stato del corpo vitreo del bulbo oculare. Per capire esattamente cosa si vada ad osservare con questo esame non invasivo, dobbiamo però riferirci all’anatomia dell’occhio. Cos’è il “fondo oculare”? Partiamo dalla parte visibile del nostro occhio: essa è costituita dalla cornea che riveste il “bianco” della sclera e soprattutto il cerchio centrale costituito dall’iride (la parte colorata), e dalla pupilla, attraverso la quale entra la luce che si riflette sul cristallino, una sorta di “lentina” posta proprio dietro la superficie corneale. Bene, dal cristallino le immagini riflesse si “proiettano” sul fondo oculare, ovvero sulla retina, una struttura costituita di cellule fotosensibili al cui centro è presente una zona particolarmente reattiva agli impulsi luminosi chiamata macula, responsabile della visione centrale. Tra il cristallino e la retina troviamo una vasta porzione del bulbo oculare “riempita” di una sostanza gelatinosa chiamata “umor vitreo”, che in buona sostanza garantisce il turgore all’occhio. Nella retina la luce viene convertita in impulsi elettrici che attraverso il nervo ottico giungono nella parte del cervello deputata alla visione e ci permette di vedere le immagini del mondo esterno.

Pertanto l’osservazione della retina è una parte fondamentale dell’esame dell’occhio e della vista, perché è in grado di verificarne in modo diretto le condizioni. Come si svolge l’esame? Preliminarmente al paziente vengono instillate delle gocce oculari al fine di dilatare al massimo la pupilla. Questo è necessario perché l’oculista possa arrivare a vedere la retina, dato che, come abbiamo visto, la pupilla è la parte dell’occhio da cui la luce penetra. La dilatazione della pupilla ha una durata variabile ma in genere si va da un minimo di 15 minuti ad un massimo di un’ora. Successivamente l’oculista può dirigere verso l’interno dell’occhio un fascio di luce a diverse intensità e colori attraverso uno strumento chiamato oftalmoscopio. Cosa si osserva?
  • Il corpo vitreo
  • La retina nella sua interezza, ovvero composta da porzione centrale (macula) e da area periferica, nonché i vasi sanguigni presenti
  • La testa del nervo ottico
Durante l’esame al paziente viene chiesto di collaborare spostando lo sguardo in diverse direzioni al fine di permettere allo specialista di osservare il fondo oculare in ogni angolatura.

La procedura in sé non è dolorosa e non è invasiva. Tuttavia a esame concluso il paziente potrà sperimentare un certo fastidio alla luce (fotofobia) dovuta al fatto che la pupilla rimane dilatata per le ore successive. Questo comporta l’impossibilità a guidare e pertanto quando ci si prenota per una visita oculistica con esame del fundus oculi è meglio farsi accompagnare e munirsi di occhiali scuri per il rientro a casa.


A cosa serve?
L’esame del fondo oculare fa parte dei controlli oculistici di routine a cui bambini e adulti dovrebbero sottoporsi regolarmente. Nello specifico, visualizzare retina, macula e papilla, oltre al corpo vitreo, è utile soprattutto per scoprire patologie e anomalie di queste parti dell’occhio, ad esempio:
  • Degenerazione maculare senile (malattia progressiva dell’occhio dovuta ad invecchiamento che comporta la riduzione e la distorsione del campo visivo)
  • Patologie vascolari della retina come la retinopatia diabetica
  • Distacco del vitreo, che può perdere aderenza alla retina, in genere a causa dell’invecchiamento e con maggiore probabilità nei soggetti fortemente miopi
  • Emorragia vitreale o sanguinamento intraoculare
  • Degenerazioni della retina e distacco di retina, una condizione molto grave che se non trattata tempestivamente può comportare cecità
  • Glaucoma, malattia provocata da un eccessivo aumento della pressione oculare che può portare alla perdita della vista se non diagnosticata e curata a dovere
  • Neuropatia ottica ischemica anteriore (infarto della testa del nervo ottico)
  • Edema della papilla ottica, ovvero della testa del nervo ottico che collega quest’ultimo al bulbo oculare
  • Tumori cerebrali

Come si evince, una eterogenea categoria di malattie o condizioni pre patologiche che in molti casi necessitano di controlli ulteriori e monitoraggio costante.


A chi si rivolge?
Dal momento che l’esame fundus oculi fa parte delle normali visite oculistiche di controllo, si rivolge a tutti, adulti e bambini. Un controllo della vista e degli occhi, infatti, anche in assenza di patologie o difetti visivi conclamati, è consigliata almeno una volta ogni due anni. Dopo i 40 anni e in presenza di difetti visivi (in particolare di forti miopie), il controllo del fondo oculare con osservazione della retina è indicato una volta all’anno. In età più avanzata o nei soggetti diabetici, ipertesi o con precedenti patologie oculari o che abbiano sofferto danni alla retina, i controlli con l’esame del fundus oculi dovranno essere più ravvicinati, secondo le indicazioni dello specialista.
Infine, si raccomanda un tempestivo esame della retina in presenza di sintomi quali:
  • Visione improvvisa di bagliori/lampi di luce (fosfeni)
  • Improvvisa comparsa sul campo visivo di “mosche volanti” (miodesopsie)
  • Improvvisa alterazione/distorsione della visione
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