I migliori ospedali per Intradermoreazione con PPD (intradermoreazione con tubercolina secondo Mantoux)

Cos'è?
La intradermoreazione con PPD è un semplice e innocuo test cutaneo – meglio conosciuto come test della tubercolina con metodo Mantoux – utilizzato per scoprire se un paziente sia entrato in contatto con il germe della tubercolosi (bacillo di Koch) e risulti pertanto positivo a questa grave malattia infettiva (TB). Per effettuare il test si inietta nel braccio del paziente una dose standard di tubercolina sottocutanea. Se entro le 72 ore il punto del braccio in cui sia stato inoculato il fluido non produce reazione – tipicamente un arrossamento con eventuale comparsa di edema – l’esame si considera negativo e ciò in genere significa che il paziente non ha contratto la TB. Tuttavia, l’esito del test di Mantoux non è sempre attendibile. Chi, infatti, sia entrato in contatto con il bacillo di Koch di recente, potrebbe comunque risultare negativo perché la reazione alla tubercolina si innesca in chi abbia presente nel corpo il batterio della tubercolosi da un certo periodo di tempo. In taluni casi (quelli più a rischio), quindi, è opportuno ripetere il test dell’intradermoreazione con PPD perché esiste il rischio di un falso negativo.

A chi si rivolge?
Questo tipo di esame non è più molto comune, perché la tubercolosi – sebbene ancora presente nel territorio italiano – non ha più quella incidenza di un tempo e la sua pericolosità come malattia infettiva è andata riducendosi grazie alle profilassi preventive, al miglioramento delle condizioni igieniche e alle cure disponibili. Tuttavia, può essere necessario sottoporsi ad un test di Mantoux quando una persona:
  • Sia entrata in contatto con soggetti ammalati di tubercolosi (fase acuta dell’infezione)
  • Sia vissuta per un certo periodo di tempo in una regione del mondo in cui la tubercolosi sia molto diffusa
  • Lavori in ambienti o con soggetti che possono aver contratto la tubercolosi (carceri, ospedali, centri di accoglienza eccetera)
  • Sia immunodepressa e quindi a rischio di contrarre infezioni di vario tipo e malattie tra cui la tubercolosi. Ad esempio, questa profilassi è indicata nei malati di AIDS
La forma latente di TB che viene intercettata dal test della tubercolina, è la prima fase di contagio della malattia. Quanto il germe – il bacillo di Koch – entra nel corpo di una persona, rimane latente (quindi non prolifera) per qualche tempo, talvolta persino per anni. In questa fase non è possibile trasmettere il batterio (non si è contagiosi), non si è malati, e i polmoni non vengono attaccati dal microrganismo. Tuttavia, si può risultare positivi alla tubercolina e in questo caso di può debellare il germe impendendo che diventi attivo con una terapia a base di un unico farmaco da assumersi per alcuni mesi. Se, però, la TB in fase latente non viene diagnosticata, il bacillo inizia a moltiplicarsi e si entra nella fase attiva della tubercolosi, quella pericolosa. Il batterio crea dei focolai nei polmoni danneggiandoli e iniziano a comparire i sintomi, tra cui tosse e malessere generale. La TB in fase attiva è altamente contagiosa e la trasmissione avviene per via aerea. Per curare l’infezione conclamata è necessario assumere diversi farmaci per un tempo di almeno sei mesi. 

Come si svolge?
Il test di Mantoux - intradermoreazione con tubercolina – si effettua sottoponendo il paziente all’inoculazione, per via sottocutanea attraverso un ago sottilissimo, di 0,1 Unità internazionali di PPD (Derivato Proteico Purificato), ovvero di estratto di terreno colturale del bacillo di Koch, il batterio che provoca la tubercolosi. L’iniezione si effettua nella parte interna dell’avambraccio. Il PPD, comunemente chiamato tubercolina, innesca una reazione immunitaria ritardata – che quindi insorge nel giro di 72 ore – in chi abbia in corpo il germe in fase latente, con un arrossamento della parte e la eventuale comparsa di un pomfo, simile a quello che sin forma dopo la puntura di un insetto. Il controllo si effettua 3 giorni dopo il test. La intradermoreazione con la tubercolina – test di Mantoux – non è un esame pericoloso, e anche qualora positivo, la minima reazione allergica scompare dopo una settimana. 

Cosa succede dopo?
Subito dopo essere stato sottoposto al test di Mantoux con la tubercolina, il paziente non dovrà sfregarsi il braccio nella zona trattata al fine di non invalidare l’esame stesso, quindi per almeno 72 ore. Inoltre:
  • Non si deve coprire l’avambraccio con bende, cerotti o altro
  • Non ci si deve grattare
  • Se la cute dovesse prudere in quel punto si potrebbe ottenere sollievo poggiandovi sopra – senza premere – un panno freddo
Dopo tre giorni, il paziente si presenta in ambulatorio per il controllo della eventuale reazione immunitaria, che consiste nel visionare e misurare il diametro del pomfo (qualora presente) e le infiltrazioni nel punto in cui il PPD è stato iniettato. In caso di negatività del test la cute apparirà integra o vi sarà appena un accenno di rossore dovuto alla sensibilità cutanea all’inoculo della tubercolina senza significato patologico. Tuttavia, in alcuni casi, si potrebbe rendere necessario ripetere l’esame.

Qualora, invece, il test fosse positivo, significa che molto probabilmente il paziente è entrato in contatto con il bacillo della tubercolosi, ma non è possibile stabilire quando si è verificato il contatto, che potrebbe essere avvenuto anche molto tempo prima e in luoghi diversi. È importante sottolineare che la persona positiva al test e senza segni di malattia non è contagiosa per gli altri. Per la certezza della diagnosi, però, sono necessari altri esami di supporto, tra cui una radiografia del torace e specifiche analisi del sangue, quali il test IGRA, ossia il test di rilascio dell’interferone gamma.
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