Modifica la ricerca

I migliori ospedali per Telopeptide C-terminale del collagene tipo 1 (CTX)

Cos’è
Il telopeptide C-Terminale del collagene di tipo 1, in sigla CTX, è uno specifico marker del ricambio osseo, misurabile nel siero (plasma) sanguigno, utile per la diagnosi e il monitoraggio di patologie dello scheletro, in particolare dell’osteoporosi. Il telopeptide è un peptide, ovvero un composto di otto aminoacidi che a loro volta sono il prodotto della degradazione del collagene delle ossa da parte degli osteoclasti.
Queste cellule specializzate hanno il compito di scomporre il tessuto osseo e in particolare la matrice ossea extracellulare, la quale a sua volta è prevalentemente fatta di fibre di collagene di tipo 1, sintetizzate dall’osso stesso. Può sembrare un po’ complicato, ma per capire a cosa serva misurare il CTX è necessario partire dalla fisiologia delle ossa. Durante tutta la vita lo scheletro umano subisce un processo metabolico di rimodellamento che comporta fasi di degradazione (ossia di perdita di materiale osseo mediata dagli osteoclasti) e di ricostituzione dello stesso da parte di altre cellule chiamate osteoblasti.
In questo modo le ossa del corpo umano mantengono per buona parte della vita le stesse dimensioni e la stessa robustezza. L’intero processo metabolico di rimodellamento dura 90 giorni, per poi riprendere da capo. Tuttavia, per ragioni fisiologiche legate all’invecchiamento o quando ci si ammala di specifiche patologie dello scheletro, il ciclo si sbilancia a favore del riassorbimento dell’osso con la conseguenza che la perdita di materiale osseo non viene rimpiazzata da un analogo processo di ricostruzione.
Così le ossa diventano più sottili, fragili e vulnerabili alle fratture. Per capire se una persona è a rischio di fragilità ossea è utile dosare la concentrazione dei frammenti peptidici di collagene del tipo 1 liberati nel plasma sanguigno proprio durante il processo di degradazione. Se i valori sono superiori alla norma significa che c’è un problema di demineralizzazione, che il collagene di cui è fatto il 90% della matrice ossea si sta consumando e non riesce più ad assorbire il calcio che rende forte e stabile l’osso stesso.
Il dosaggio sierico del CTX avviene con un semplice prelievo di sangue.


A cosa serve?
La prescrizione di un esame come il dosaggio ematico del telopeptide C-terminale del collagene di tipo 1 (CTX), ovvero di un marker del riassorbimento osseo, di solito si rende necessaria quando vi sia il sospetto di una malattia degenerativa dello scheletro come l’osteoporosi e nel controllo della stessa durante le terapie. Non si tratta dell’unico marcatore osseo indicato, altri dosaggi plasmatici utili a capire lo stato di demineralizzazione dello scheletro attraverso il monitoraggio del metabolismo osseo sono:
  • Vitamina D
  • Osteocalcina (un ormone peptidico)
  • Calcio e fosforo
  • Paratormone (PTH), un ormone che si occupa di regolare (e mantenere stabili) i livelli di calcio circolanti
  • Fosfatasi alcalina, la misurazione nel sangue di un enzima dello scheletro che ha il compito di fissare il calcio nelle ossa
Altro esame strumentale fondamentale per la diagnosi e il monitoraggio dell’osteoporosi è la MOC, che misura la densità minerale ossea e ci informa se lo scheletro sta perdendo massa e si sta indebolendo.
L’osteoporosi è una malattia degenerativa che colpisce con più frequenza le donne dopo la menopausa, ma che in generale rappresenta un importante fattore di rischio per fratture spontanee anche negli uomini anziani. I sintomi principali, che possono quindi spingere lo/la specialista in reumatologia o ortopedia a prescrivere i succitati esami e nello specifico il dosaggio del CTX sono:
  • Incurvamento progressivo della colonna vertebrale
  • “Rimpicciolimento” dello scheletro con la conseguenza che i soggetti colpiti sembrano diventare più minuti e piccoli di statura
  • Dolore alla schiena, in particolare alla zona lombare, e in generale a tutte le ossa
  • Microfratture spontanee (sintomo tardivo), più comunemente a carico di polso, femore, vertebre
Altra patologia degenerativa cronica dello scheletro (rara) che insorge in età adulta e per la cui diagnosi è utile il dosaggio del CTX, oltre ad altri test specifici, è la sindrome (o morbo) di Paget, anche definita osteite deformante.


Come si leggono i risultati?
Il dosaggio del sangue del telopeptide C-terminale del collagene di tipo 1 può dare diversi esiti, dai quali è possibile capire chi sia a rischio di osteoporosi. I valori normali di riferimento sono i seguenti:
  • Donne in età fertile: da 0,14 a 1,35 ng/ml (nanogrammi per millilitro di sangue)
  • Donne in post menopausa: da 0,11 a 0,74 ng/ml
  • Uomini: da 0,11 a 0,75 ng/ml
Valori superiori a quelli considerati normali sono indicatori di un rischio di osteoporosi tanto maggiori quanto più elevato sarà il dosaggio.


Come ci si prepara?
L’esame per la misurazione dei livelli di CTX è un marker osseo e si esegue previo prelievo di sangue. Per sottoporvisi è necessario presentarsi al laboratorio analisi a digiuno di almeno 8 ore, durante le quali è consentito bere un pochino d’acqua. L’esito dell’esame arriva in circa una settimana.
Leggi di più
10761076107610761076107610761076107610761076107610761076107610761076107610761076