I migliori ospedali per Visita oculistica

Quando si fa?
I sintomi che spingono le persone a prenotare una visita dall'oftalmologo, lo specialista degli occhi, sono abbastanza facili da individuare: offuscamento della vista, difficoltà nel leggere libri, difficoltà nel vedere nitidamente da lontano oppure visione sfocata ai lati. Questi sono alcuni dei segnali che indicano una perdita graduale della vista.
 
La miopia (difetto nella visione da lontano) e la presbiopia (difetto nella visione da vicino) sono i difetti più comuni che possono affliggere gli occhi. Ma non sono i soli. Tra gli altri difetti della vista troviamo anche:
  • ipermetropia;
  • astigmatismo.
Oltre ai difetti della vista, ci sono poi anche patologie che possono interessare gli occhi:
  • la cataratta (una malattia del cristallino, che si opacizza, creando un offuscamento della visione);
  • la maculopatia (che comporta la visione deformata degli oggetti e difficoltà nel distinguere i colori);
  • il glaucoma (una malattia che causa un danneggiamento del nervo ottico);
  • la sindrome di Sjögren (una malattia rara invalidante detta anche malattia dell'occhio secco);
  • il tumore maligno all’occhio;
  • la degenerazione maculare senile;
  • la retinopatia diabetica;
  • la miopia degenerativa;
  • la retinite pigmentosa;
  • il distacco della retina.
La vista subisce un calo con l’avanzare dell’età, intorno ai 50 anni sarebbe quindi consigliato recarsi dall’oftalmologo, anche nel caso in cui non si fosse presentato alcun problema. Tra le patologie che si possono presentare a quest'età e che si potrebbero adeguatamente controllare prendendole per tempo ci sono: la cataratta, la degenerazione maculare senile e il glaucoma.

Come si svolge?
L’obiettivo della visita è quello di valutare lo stato di salute degli occhi e di diagnosticare possibili patologie oculari, prescrivendone la terapia più adatta.

La visita inizia con il classico scambio paziente-dottore, che consente a quest’ultimo di ricevere informazioni circa la storia clinica del paziente e le sue abitudini (fumo e consumo di alcol influiscono sullo stato di salute degli occhi). Una volta ottenuto il quadro clinico del paziente si passerà alla visita vera e propria: l’oftalmologo testerà i livelli di acutezza visiva, il campo visivo (l'ambiezza di visione) e lo stato dell’occhio (pressione oculare e dilatazione del fondo oculare), aiutandosi con l'uso di particolari strumenti e di lenti.

Per questo, oltre all'esame dell’acuità visiva (esame della vista) che indaga la capacità di mettere a fuoco e distinguere oggetti lontani e vicini in modo da prescrivere la giusta lente di correzione, sono spesso effettuati altri due esami: la tonometria, che consiste nella misurazione della pressione intraoculare, utile per diagnosticare il glaucoma, e l’esame del fondo oculare (detto anche fondus oculi) grazie al quale è possibile indagare lo stato di salute del vitreo, della retina e del nervo ottico.

Una volta conclusa questa fase, se il medico è riuscito a individuare la patologia, passerà alla prescrizione della terapia. Qualora, invece, non si riuscisse ad arrivare a una diagnosi, possono essere prescritti altri esami che consentono una maggiore ispezione e analisi dello stato di salute dell’occhio, come ad esempio l'autorefrattometria, che consente di individuare i difetti di refrazione.

Come ci si prepara e precauzioni
La visita oculistica non prevede preparazioni particolari, tranne portare con sè i referti e le analisi precedenti per verificare variazioni dello stato di salute dell'occhio.
Tuttavia si consiglia sempre di farsi accompagnare e di portare con sè un paio di occhiali da sole scuri: l'esame del fondus oculi prevede l'inserzione nell'occhio di gocce che dilatano la pupilla, per permettere una buona visione del fondo dell'occhio. Queste gocce hanno un effetto che può durare qualche ora. Per cui dopo l'esame si diventa fotosensibili (sensibili alla luce), non si riesce a mettere a fuoco gli oggetti, e di sicuro non si può guidare!

Curiosità
Oculista e oftalmologo sono sinonimi, entrambi i termini indicano il medico che si occupa della salute dell'occhio.
Da non confondere invece con l'ortottista e l'ottico:
  • l'ottico è abilitato a misurare e vendere occhiali o lenti a contatto, sulla base di prescrizioni fatte dall’oculista. Non può diagnosticare una malattia, prescrivere farmaci o infondere (iniettare negli occhi) nessun tipo di farmaco;
  • l'ortottista non è un medico ma un professionista della visione che si dedica alla valutazione e alla riabilitazione dei disturbi della visione, ad esempio si occupa di strabismo e dell’ambliopia (occhio pigro) e di quei disturbi della vista che possono essere ridotti o controllati grazie a un buon allenamento dell'occhio.
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