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I migliori ospedali per Tumore maligno all'esofago

Che cos'è?
Il tumore all’esofago è una malattia che origina dalle cellule dell’esofago e può avere sia natura benigna che maligna. Seppur rari, i tumori maligni esofagei (i più comuni sono carcinoma a cellule squamose e adenocarcinoma) sono più frequenti di quelli benigni e sono estremamente aggressivi; infatti si tratta di tumori caratterizzati da una notevole mortalità (rappresentano una delle prime dieci cause di morte per cancro a livello mondiale).
Il cancro dell’esofago colpisce in particolar modo i soggetti di sesso maschile e nella stragrande maggioranza dei casi si sviluppa intorno ai 60 anni di età o oltre. È un tumore che, come quello dello stomaco, è molto diffuso in Asia.
 
Le cause
Come succede per molti altre tipologie di tumore, sono stati identificati fattori legati alla genetica, alla dieta (la dieta povera di frutta e verdura e ricca di grassi, così come un ridotto apporto di vitamina A), stile di vita e fattori infiammatori (il reflusso gastroesofageo, se non trattato, a lungo andare può determinare una infiammazione dell’esofago e causare il tumore dopo molti anni).
I principali fattori di rischio riconosciuti sono il consumo di alcol e il fumo di sigaretta, fattori che peraltro tendono a potenziarsi l’un l’altro nei soggetti che bevono e fumano tanto, aumentando il rischio di tumore fino a 100 volte di più rispetto a chi non beve e non fuma. È fondamentale dunque evitare l’assunzione esagerata di alcool o il fumo di sigaretta per poter prevenire la nascita del tumore.
  
I sintomi
Il tumore maligno dell’esofago può passare inosservato. Il primo e più comune sintomo che si presenta è la difficoltà nell’ingoiare, che in genere compare gradualmente, prima per i cibi solidi e poi anche per quelli liquidi, con la sensazione che si blocchino e facciano fatica a scendere nello stomaco. Altri sintomi frequenti sono il bruciore al petto o alla gola, raucedine, il dolore al torace, perdita di peso e di appetito, difficoltà a parlare o cambiamento del tono della voce, difficoltà a respirare, nausea, vomito, dolori ossei. Al tatto è possibile a volte anche toccare i linfonodi ingrossati al collo, segno di aggressività del tumore e di stadio più avanzato.
 
Diagnosi
Il tumore dell’esofago dev’essere valutato tramite l’esofagoscopia, ovvero tramite l’introduzione in gola di un tubicino flessibile con videocamera che permette al medico di osservare il tumore da vicino e prelevarne un pezzo da poter analizzare al microscopio. Quasi sempre viene effettuata anche una radiografia del torace per escludere altre malattie, e una TAC e/o una PET per poter valutare l’estensione e la grandezza del tumore, oltre a eventuali metastasi a distanza.
 
Terapia
Sono stati fatti progressi nel trattamento del tumore dell’esofago. Chiaramente la terapia dipende dallo stadio di avanzamento del tumore dell’esofago al momento della diagnosi. Per i tumori più facilmente aggredibili esiste la terapia endoscopica, con traumi minimi per il paziente e con bassi rischi di complicanze.
Per i casi più gravi c’è la chirurgia. Può essere asportato una parte o l’intero esofago, a volte insieme a parte dello stomaco e i linfonodi vicini. Quasi sempre insieme alla chirurgia vengono associate chemioterapia e radioterapia.
 
Come scegliere la struttura sanitaria
Per l’intervento chirurgico "tumore maligno all’esofago" il Ministero della Salute fornisce il numero di interventi effettuati dalla struttura presa in considerazione, indice di esperienza dell’ospedale. 
 
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