I centri specializzati in Infiltrazioni ecoguidate in acido ialuronico all'anca - 3 strutture hanno dichiarato di trattare la specializzazione cercata

Cos'è
L’infiltrazione ecoguidata all’anca è una tecnica innovativa per il trattamento dell’artrosi lieve o moderata che colpisca questa articolazione del corpo generando dolore e riduzione della funzionalità. Iniettando direttamente nella capsula articolare una soluzione a base di acido ialuronico – sostanza simile a un gel denso che ha una spiccata proprietà lubrificante – è possibile alleviare il dolore e la rigidità dell’anca senza intervenire chirurgicamente, ma semplicemente con una terapia di tipo conservativo.
L’infiltrazione viene effettuata in modalità ecoguidata: significa che tutta la procedura viene visualizzata su un monitor grazie all’ausilio della sonda ecografica, strumento che in modo non invasivo e del tutto innocuo per il corpo umano permette al medico di seguire con precisione l’avanzamento dell’ago verso la zona articolare da infiltrare. Quella dell’anca, infatti, è un'articolazione complessa, riccamente innervata e vascolarizzata, ed è indispensabile poter contare sulla visione delle sue strutture interne in modo da guidare l’ago esattamente nello spazio articolare dove si effettuerà l’infusione del farmaco. L’iniezione ecoguidata di acido ialuronico è rapida, indolore, senza controindicazioni, e gli esiti, in termini di sollievo per il paziente e di recupero della funzionalità articolare, molto buoni. Si tratta di un trattamento ripetibile nel tempo. 

A cosa serve
L’acido ialuronico (HA) utilizzato per questo tipo di trattamento, è una sostanza sintetica biocompatibile che imita il liquido articolare prodotto naturalmente dalle cellule sinoviali. Tale liquido, che ha una funzione lubrificante e che permette alle ossa articolari di scorrere le une sulle altre senza attrito, con l’età tende a ridursi, ma è soprattutto il processo artrosico che accentua il fenomeno. Per questo, effettuare periodicamente delle infiltrazioni di HA può rappresentare una buona opzione terapeutica che consente di non dover intervenire chirurgicamente. Tuttavia, l’infiltrazione ecoguidata di acido ialuronico è indicata per i casi moderati di coxartrosi (artrosi dell’anca), ovvero in fase iniziale o intermedia perché, quando il processo degenerativo che questa malattia articolare da usura comporta produce danni più severi, l’opzione da considerare è quella chirurgica, con l’eventuale applicazione di una protesi. Infatti, l’iniezione di HA nella capsula articolare va intesa come procedura che consente di “oliare” un meccanismo che sia diventato un po’ troppo rigido, un meccanismo ancora “buono” (almeno in parte) che faccia attrito nel momento in cui viene mosso e che abbia bisogno di essere solo lubrificato per funzionare correttamente. 

A chi si rivolge
Il trattamento conservativo rappresentato dall’infiltrazione ecoguidata di acido ialuronico all’anca è indicato per i pazienti che soffrano di coxartrosi lieve o moderata, sia giovani che anziani. La procedura può essere utilizzata  anche con intenti palliativi nei pazienti in attesa di un intervento di artroprotesi dell’anca, o che non possano sottoporvisi, e in chi soffra di forti dolori localizzati e legati a un deterioramento dell’articolazione. In termini di beneficio, questa tecnica conservativa garantisce scomparsa del dolore e recupero della piena funzionalità articolare nel breve e nel medio termine (dai tre ai nove mesi). Per quanto riguarda invece la tempistica, essa può variare sia a seconda del tipo di AH scelto per l’infiltrazione (più o meno denso), che della condizione del soggetto. Pertanto, è possibile praticare due infiltrazioni ravvicinate (entro un mese l’una dall’altra), per benefici a lungo termine, o tre infiltrazioni a distanza (ovvero una ogni 4 mesi), o due (una ogni sei mesi) per “coprire” tutto l’anno. Per essere considerati idonei all’infiltrazione ecoguidata di AH all’anca è necessario sottoporsi ad accurata visita ortopedica e accludere una radiografia dell’anca.

Come si svolge
L’uso della metodica ad ultrasuoni per accompagnare l’infiltrazione di acido ialuronico all’anca permette di iniettare il farmaco esattamente nello spazio articolare, senza margine di errore come poteva accadere in passato. Questa procedura medica non prevede nessuna preparazione particolare. Il paziente si stende sul lettino, in posizione supina ma con il fianco leggermente ruotato, e la zona da trattare viene isolata e disinfettata con una soluzione iodata. Successivamente, viene preparato il farmaco da iniettare e si fa scorrere la sonda ecografica (ecografo), in corrispondenza del collo femorale, ovvero del punto in cui la testa del femore si immette nell’osso del bacino. Quindi, in contemporanea, si introduce l’ago nell’anca e si accende la sonda, in modo che sul monitor del computer collegato, sia possibile visualizzare il percorso dell’ago stesso. Quando raggiunge lo spazio articolare l’acido ialuronico viene iniettato.
In tutto l’operazione non dura più di 15 minuti, ed è pressoché indolore. Subito dopo è possibile riprendere le normali attività quotidiane. Come anticipato, non ci sono controindicazioni a questo tipo di trattamento, anche se non si effettua laddove siano presenti infezioni (ad esempio erpetiche) nella zona da trattare (semmai, si attende che siano guarite). L’assunzione di anticoagulanti orali potrebbe rappresentare un’altra controindicazione, pertanto è necessario parlarne con i medici. Dopo l’infiltrazione qualche paziente lamenta un leggero senso di pesantezza all’arto corrispondente, disturbo del tutto fisiologico che scompare nel giro di pochi giorni. 

 

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