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I migliori ospedali per Glaucoma

Che cos'è il glaucoma?
Il glaucoma è una grave malattia oculare che se non diagnosticata a curata per tempo può portare alla cecità. In Italia si conta circa mezzo milione di malati, ma considerando che questa patologia, in fase iniziale, è pressoché asintomatica, si stima che ne siano affette molte più persone.
La causa è legata ad un aumento della pressione oculare, a sua volta determinata da una eccessiva produzione di umor acqueo, il liquido che mantiene turgido il globo oculare. Nell’occhio sano, l’umor acqueo viene prodotto incessantemente nella quantità giusta, e gli eccessi vengono riassorbiti in modo tale che non si crei mai un accumulo di tale sostanza. Nel glaucoma, però, l’umor acqueo in sopravanzo non viene riassorbito, perché il sistema di drenaggio preposto a questa funzione (deflusso trabecolare) si inceppa, finendo per accumularsi nel bulbo oculare. La conseguenza è che si crea una pressione interna tale da danneggiare in modo irreversibile il nervo ottico. In passato la malattia era causa inevitabile di cecità, ma oggi, con la diagnosi precoce, è possibile intervenire con successo e salvaguardare la vista dei pazienti.

Tre tipologie di glaucoma
Il glaucoma è una malattia asintomatica, solo effettuando regolari controlli della pressione oculare – previsti nelle visite oculistiche di routine – è possibile scoprirla. Di glaucoma ne esistono tre tipologie, distinte a seconda della causa che provoca il fallimento del sistema di drenaggio. Dal momento che il tessuto che è preposto al riassorbimento dell’umor acqueo eccedente si trova nell’angolo interno dell’occhio – situato tra cornea e iride - il glaucoma può essere:
  • ad angolo aperto: si tratta di gran lunga della forma di glaucoma prevalente (80% del totale dei casi), in cui l’umor acqueo viene riassorbito solo in parte, provocando comunque un accumulo di liquido che fa aumentare la pressione oculare. Questa tipologia di glaucoma è del tutto asintomatica, finché i danni alla vista sono ormai irreversibili e la visione si appanna progressivamente;
  • glaucoma ad angolo chiuso: forma più severa, che comporta una totale chiusura dell’angolo di drenaggio causata da ostacoli quali neovasi sanguigni o cicatrici;
  • glaucoma ad angolo acuto: anche in questo caso la chiusura dell’angolo di drenaggio è totale e improvvisa, causata da traumi, farmaci o shock emotivi. I sintomi sono drammatici: forte dolore agli occhi, nausea e perdita della vista improvvisa.

Cause e fattori di rischio del glaucoma
Il glaucoma è una malattia che può avere molte cause, spesso concomitanti, e all’origine vi sono precisi fattori di rischio. Innanzi tutto la familiarità, che rappresenta il principale indicatore predittivo della possibilità di sviluppare la malattia dopo i 40 anni. Ma il fattore genetico non basta. Altre possibili cause e fattori di rischio o predisponenti sono:
  • miopie elevate con assottigliamento dello spessore della porzione centrale cornea e/o indebolimento del nervo ottico;
  • diabete;
  • stress ossidativo;
  • soffrire di forti emicranie;
  • traumi oculari;
  • specifica sensibilità del nervo ottico alla pressione oculare;
  • ipertensione;
  • assunzione di farmaci cortisonici per periodi prolungati;
  • disturbi della circolazione;
  • infine: le persone di etnia africana sono più vulnerabili al glaucoma. 

Diagnosi e trattamento del glaucoma
La diagnosi precoce rappresenta la cura migliore per il glaucoma, almeno per quello ad angolo aperto che è la forma più comune, perché consente di prendere provvedimenti prima che il nervo ottico venga danneggiato in maniera irreversibile. Pertanto è necessario sottoporsi a regolari visite oculistiche di controllo anche in assenza di sintomi dopo i 40 anni almeno una volta all’anno. Tali controlli sono obbligatori per chi abbia familiarità con la malattia o abbia uno o più fattori di rischio, quali il soffrire di diabete, avere una forte miopia o l’assumere farmaci cortisonici. 

Per la diagnosi di glaucoma è necessario misurare la pressione oculare (tonometria): l’occhio sano ha una pressione situata tra 14 e 16 millimetri di mercurio. Se tale pressione aumenta fino a superare i 21 millimetri di mercurio, è possibile che si tratti di glaucoma. Per averne la certezza occorre effettuare anche un esame del fundus oculi (fondo oculare), dello spessore della cornea (pachimetria) e infine l’esame del campo visivo computerizzato. 

Il trattamento del glaucoma dipende dalla fase della malattia, se precoce o avanzata. Per il glaucoma in fase iniziale è possibile tenere sotto controllo la pressione oculare utilizzando dei colliri specifici da usare per tutta la vita. Nei casi più seri è invece possibile il ricorso alla chirurgia con metodica laser o tradizionale. Nel primo caso lo scopo è quello di aprire o ampliare l’angolo di deflusso dell’umor acqueo e permetterne in tal modo il drenaggio. Nel secondo caso, invece, si procede ad una trabeculoplastica, che consiste nella creazione di un piccolo canale di “scolo” del liquido eccedente. L’opzione chirurgica tradizionale si prende in considerazione solo quale extrema ratio, qualora colliri e laser non avessero sortito effetto.
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