I migliori ospedali per Ernia del disco

Cos'è
L’ernia del disco è una delle prime cause di mal di schiena nella popolazione mediamente giovane (tra i 30 e i 50 anni di età). Si verifica quando uno o più dischi intervertebrali subiscano uno schiacciamento da un lato causando forti dolori e difficoltà nel movimento. Il disco intervertebrale è una sorta di cuscinetto ammortizzatore posto tra una vertebra e l’altra, rivestito di materiale fibroso e resistente (detto anulus) che racchiude un nucleo polposo morbido, simile a gelatina, il quale tende a fuoriuscire proprio in caso di schiacciamento, di pressione unilaterale. L’ernia del disco può essere di tre tipi a seconda della gravità del problema, ovvero possiamo avere:
  1. ernia protrusa: si tratta del caso più lieve, che spesso si risolve spontaneamente, caratterizzato da una fuoriuscita del nucleo morbido del cuscinetto dalla sua sede, ma permanendo all’interno dell’anulus;
  2. ernia espulsa: il nucleo polposo fuoriesce anche dal guscio fibroso, che pertanto subisce una lacerazione;
  3. ernia migrata: si tratta del caso più grave, in cui il nucleo polposo fuoriuscito non resta in prossimità del disco intervertebrale di appartenenza, ma si sposta (“migra”) lungo la colonna vertebrale.
Il trattamento dell’ernia discale dipende dalla gravità della stessa e dalle condizioni generali del paziente. 

I sintomi
Il sintomo principale dell’ernia del disco è il dolore. Può essere forte, acuto e localizzato nel punto della colonna in cui si è verificata l’ernia. Tale sensazione dolorosa è determinata dall’irritazione che il nucleo polposo fuoriuscito produce sulle terminazioni nervose o che la pressione meccanica dell’osso vertebrale direttamente a contatto con le radici nervose comporta. In ogni caso, alla sintomatologia dolorosa si associa anche la limitazione funzionale, che può essere più o meno accentuata anche a seconda della zona della colonna interessata dalla discopatia.
E in particolare:
L’ernia cervicale produce dolore e rigidità del collo, nonché indebolimento (inteso come perdita di forza e di presa) dell’arto di riferimento. Infatti, a seconda del lato del disco in cui si è verificata la compressione si può avere dolore, perdita di sensibilità e di capacità estensiva del braccio destro o sinistro.

L’ernia lombare, invece, può comportare lombalgia (dolore alla parte bassa della schiena), ma anche essere causa di sciatalgia, ovvero comportare l’infiammazione del nervo sciatico, una delle nevralgie più dolorose e limitanti che esistano. Oltre al dolore, in questo casi i sintomi sono anche difficoltà a muovere la gamba di riferimento e perdita di sensibilità.

Cause e fattori di rischio
L’ernia del disco è un disturbo della colonna che può avere diverse cause, tra cui:
  • postura scorretta, eventualmente associata a deviazione della colonna;
  • sovraccarico funzionale (ad esempio compiere in modo ricorrente sforzi fisici che comportano una compressione laterale dei dischi intervertebrali);
  • movimenti meccanici ripetitivi eseguiti per lavoro o svago (es. durante allenamenti sportivi quotidiani).
Si tratta di condizioni che vanno a sollecitare in modo sistematico le vertebre di alcune aree della colonna. Dalla continua pressione esercitata sulla porzione laterale del disco intervertebrale scaturisce l’ernia, determinata proprio dalla fuoriuscita del nucleo polposo dalla sede centrale. Quando il guscio fibroso del disco si lacera, ecco che dalla semplice protrusione, si arriva all’espulsione del nucleo morbido. Fattori di rischio dell’ernia discale sono, pertanto:
  • età: con il passare degli anni il disco intervertebrale tende ad assottigliarsi, perdendo turgore e quindi diventando più vulnerabile alla pressione delle vertebre;
  • professione: alcuni lavori che comportano movimenti meccanici ripetitivi o sovraccarico funzionale possono predisporre all’ernia del disco;
  • ereditarietà;
  • sedentarietà: la mancanza di moto favorisce una rigidità della colonna e lo “schiacciamento” dei dischi intervertebrali.
Diagnosi e cure
La diagnosi di ernia del disco spetta allo/a specialista in ortopedia, anche solo attraverso una visita obiettiva e qualche prova funzionale. Possono risultare utili a confermare il sospetto di ernia discale esami strumentali quali la radiografia o la risonanza magnetica. Per quanto riguarda i trattamenti, essi dipendono dalla gravità dell’ernia stessa. Per lenire il dolore nella fase acuta dell’infiammazione, si può ricorrere all’automedicazione con analgesici e antinfiammatori da banco, ma anche l’applicazione del ghiaccio sulla parte può donare un certo sollievo. L’ortopedico/a può effettuare ambulatorialmente infiltrazioni localizzate di acido ialuronico o cortisonici per migliorare la funzionalità della colonna e ridurre l’infiammazione dei nervi. Il riposo, però, resta la cura migliore, dal momento che nei casi più contenuti l’ernia tende a riassorbirsi da sola. Ma a seconda della severità del problema, le soluzioni proposte sono diverse. Per ernie protruse o espulse in parte, si può optare per le terapie conservative che consentono di tenere a bada il dolore e favorire una risoluzione spontanea dell’ernia che includono:
  • ozono-ossigeno terapia;
  • massoterapia; 
  • mobilizzazioni manuali da parte di un/a fisioterapista;
  • trattamenti osteopatici o kinesiologici;
  • trattamento percutaneo, tra cui la radiofrequenza con agoelettrodo.
Quando l’ernia sia espulsa o migrata, in caso di ernie ricorrenti o refrattarie ad altro tipo di trattamento, può essere necessario ricorrere alla chirurgia. L’intervento di rimozione del disco danneggiato, può essere associato a discoplastica, che prevede l’inserimento di un disco protesico nuovo, e si può eseguire in due modalità principali: una microdiscectomia tradizionale con tecnica chirurgica più invasiva, e una microdiscectomia endoscopica, in cui la stessa operazione avviene tramite l’inserimento di un endoscopio e di microbisturi fatti arrivare in sede tramite minuscole incisioni laterali. All’intervento deve seguire un periodo di riposo e una successiva fase riabilitativa. L’attività fisica regolare e la ginnastica posturale devono rientrare necessariamente nelle abitudini di vita di chi sia stato colpito da ernia del disco, con o senza intervento, per prevenire le recidive e mantenere in salute la colonna vertebrale.
 
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