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I migliori ospedali per Neurologia d'urgenza e Stroke Unit

Cosa sono?
L’unità operativa di neurologia d’urgenza è un dipartimento ospedaliero facente parte della medicina d’emergenza-pronto soccorso specializzata nel trattamento tempestivo delle patologie neurologiche acute. In questo senso, opera in contiguità e dialogo con le Stroke Unit (unità di cura cerebrovascolare), strutture interamente dedicate alla cura del paziente colpito da ictus cerebrale. Una Stroke Unit, infatti, nasce come reparto autonomo focalizzato sul trattamento integrato dell’ ictus ischemico o emorragico acuto, in cui un team multidisciplinare composto da medici e paramedici si prende cura in toto del paziente colpito da questo grave evento vascolare al fine di preservare, nei limiti del possibili, le sue facoltà neurologiche e intellettive, ma prima di tutto cercando  di salvargli la vita. Le due unità possono trovarsi in un unico polo ospedaliero, oppure vi può essere una distanza geografica tale da poter essere colmata in poco tempo con i mezzi disponibili. Nelle unità operative di neurologia d’urgenza e nelle Stroke Unit il paziente con ictus in corso viene preso in consegna da personale medico infermieristico formato ad hoc, per essere sottoposto alle necessarie indagini diagnostiche strumentali – quali TC o RM dell’encefalo, angio TC o angio RM, EcocolorDoppler TSA e/o Doppler transcranico – alla valutazione neurologica e a tutti gli eventuali trattamenti, incluso quello chirurgico e la successiva riabilitazione, giudicati necessari a seconda dei casi, della severità dell’ictus e della tempestività della presa in cura. 

A chi si rivolgono?
La neurologia d’urgenza e la Stroke Unit si rivolgono al paziente colpito da evento cerebrovascolare (ictus) acuto, di natura emorragica o ischemica. L’ictus, in generale, è il danno cerebrale che si verifica a causa di un mancato afflusso di sangue al cervello, che può avere due cause: l’occlusione o la rottura di una delle arterie cerebrali.  Vediamo le differenze.
  • Ictus ischemico (o infarto cerebrale), è la forma più diffusa di ictus (circa l’85% di tutti gli eventi), e anche il meno grave, specialmente se trattato con tempestività. Si determina a causa della occlusione improvvisa di una delle arterie che trasportano il sangue al cervello per varie cause, spesso per la presenza di trombi o emboli che ostruiscono il vaso in qualche punto e bloccano la circolazione
  • Ictus emorragico. Questo evento acuto è senza dubbio il più severo, perché è determinato dalla rottura di un’arteria cerebrale. Tra le cause una pressione sanguigna troppo elevata, la rottura di un aneurisma o malformazioni cerebrovascolari
  • Esiste anche un tipo di ictus “minore”, detto TIA (Attacco Ischemico Transitorio), determinato da una occlusione solo temporanea di un’arteria cerebrale, o da un suo restringimento (stenosi).
In ogni caso, il mancato afflusso di sangue in un o più parti del cervello, produce un danno alle cellule neuronali che se non trattato con tempestività diventa irreversibile e può condurre alla morte, o causare forti disabilità. 

I 5 sintomi di un ictus ischemico da riconoscere sono:
  • Debolezza o insensibilità di un arto o di entrambi di uno stesso lato del corpo
  • Improvviso afflosciamento della pelle e della palpebra di un lato del viso.
  • Offuscamento della vista da un occhio, o visione sdoppiata
  • Incapacità di esprimersi, di parlare, o di intendere le parole degli altri e/o confusione mentale
  • Disorientamento
  • L’ictus emorragico si manifesta in modo ancor più drammatico con forte mal di testa, svenimento, perdita dell’equilibrio con improvvisi sbandamenti, cecità ecc.
Come funzionano?
Il paziente che arrivi in neurologia d’urgenza con il sospetto di ictus viene rapidamente preso in consegna dal team di specialisti della più vicina Stroke Unit. Il tempo rappresenta un fattore determinante nel trattamento di questo evento cardiovascolare: non dovrebbero trascorrere infatti più di sei ore, meglio se tre, dall’ictus ischemico, e il minor tempo possibile da quello emorragico. In questo lasso di tempo il paziente viene sottoposto alle necessarie indagini diagnostiche e si stabilisce il trattamento d’elezione, che nel caso dell’ictus ischemico è rappresentato dalla trombolisi

Questo intervento ha lo scopo di sciogliere il trombo (coagulo di sangue), che ha provocato l’ostruzione dell’arteria, somministrando per via endovenosa delle sostanze trombolitiche e permettendo in tal modo al sangue di tornare ad affluire normalmente al cervello. Oltre alla trombolisi, altre terapie farmacologiche possono prevedere la somministrazione di anticoagulanti e/o antiaggreganti. Non sempre queste terapie sono però sufficienti a fermare il danno cerebrale o a riaprire l’arteria occlusa, e in questi casi si ricorre alla chirurgia, e nello specifico si sottopone il paziente ad un’angioplastica o ad una endoarteriectomia carotidea, per ripulire dall’interno i vasi ostruiti. 

In caso di ictus emorragico, invece, per bloccare l’emorragia  può essere necessario un intervento chirurgico, diversamente si opta per un trattamento farmacologico con la somministrazione, per endovena, di sostanze che facilitino il riassorbimento del sangue. Un ictus, anche qualora trattato con tempestività, può comunque comportare danni di qualche tipo, e può essere necessario sottoporre il paziente a  terapia riabilitativa per il recupero delle facoltà motorie, cognitive, verbali o di altro tipo compromesse dall’anossia. Anche questo tipo di trattamento viene assicurato dall’equipe di specialisti presenti nella Stroke Unit. La riabilitazione può iniziare in regime di ricovero, e proseguire in day hospital successivamente.  
 
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