Ribes nigrum: posologia, proprietà e controindicazioni 

Ribes nigrum: posologia, proprietà e controindicazioni 

Indice


Domande e risposte

Descrizione della pianta: habitat e cenni di botanica

La pianta di Ribes nigrum L., meglio conosciuta come ribes nero, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Grossulariaceae, la quale comprende arbusti, a volte spinosi, i cui frutti sono costituiti da capsule o bacche.
Senza dubbio il genere Ribes è il più rappresentativo di questa famiglia, popolato da diverse specie e ampiamente diffuso nelle regioni temperate dell’emisfero boreale.

Il ribes nero è un arbusto alto circa 1,5 metri, cresce spontaneamente in Europa (ad eccezione della regione mediterranea), ma è anche coltivato per i suoi frutti, spesso impiegati dall’industria alimentare per la preparazione, tra i vari usi, di sciroppi, gelatine e liquori. Questa pianta, durante la tarda estate, (agosto-settembre) produce i suoi frutti carnosi, delle bacche scure di forma sferica, da molti apprezzati per il loro sapore e profumo, e ricche di semi.
I piccoli fiori pendenti sono costituiti da cinque petali di colore bianco o verde, spuntano nella stagione primaverile, mentre le foglie, costituite da tre o cinque lobi, presentano un margine dentato e possiedono una pagina inferiore ricca di ghiandole secretorie che sprigionano un odore molto aromatico. 

Immagine di un rametto di ribes nigrum con foglie che crescono all'aria aperta

Introduzione all’impiego fitoterapico

Oltre all’uso alimentare questa pianta è nota e studiata per i diversi effetti benefici sull’uomo. In questo articolo verranno descritti i principali usi tradizionali e le recenti evidenze cliniche a supporto delle diverse proprietà.

Ribes nigrum L. è uno dei rari casi vegetali il cui l’impiego fitoterapico contempla l’uso di diverse parti della pianta. Di seguito verranno descritte le principali evidenze scientifiche suddivise sulla base delle tre principali parti studiate: foglie, olio dei semi e frutti.

Foglie 

Costituenti

La droga di Ribes nigrum L. è costituita dalle foglie essiccate, come descritto dalla monografia ESCOP (2017), e deve possedere un contenuto minimo di flavonoidi dell’1% (corrispondente al peso secco), espressi come isoquercitroside.
Diversi sono i costituenti molecolari che possono essere presenti al suo interno, tra questi ci sono mono e diglicosidi di canferolo, isoramnetina e quercetina (tra cui il già citato isoquercitroside); flavanoli monomerici (gallocatechina ed epigallocatechina); proantocianidine (soprattutto prodelfinidine di- e trimeriche); derivati dell’acido idrossicinnamico (tra cui acido clorogenico, caffeico e p-cumarico); acidi fenolici e tracce di un olio essenziale.

Proprietà e indicazioni

Immagine che raffigura un infuso di foglie di ribes nigrumLe foglie di ribes nero sono indicate come adiuvanti per il trattamento delle condizioni reumatiche, ma è bene evidenziare che non esistono studi diretti sull’uomo a supporto di queste proprietà. L’efficacia è ritenuta plausibile sulle base dell’esperienza umana accumulata durante la lunga tradizione d’uso, le indicazioni sono tuttavia supportate da alcuni studi condotti su cellule o modelli animali.

Quattro studi pubblicati tra il 1989 e il 2005, hanno dimostrato l’attività antinfiammatoria di un estratto di foglie di ribes contro l’edema indotto da carragenina nella zampa del ratto, con un’attività comparabile al farmaco antinfiammatorio indometacina. L’effetto si è manifestato in seguito sia alla somministrazione orale che per iniezione intraperitoneale (in quest’ultimo caso l’effetto è facilitato dal diretto superamento della barriera gastrointestinale).

Per quanto riguarda la tradizione d’uso delle foglie come calmante della tosse e dell’asma bronchiale, esistono due studi più recenti sul ratto, pubblicati nel 2004 e 2005, che hanno mostrato effetti antinfiammatori a livello pleurico. Sebbene questi dati non possano essere direttamente collegati all’uomo, è plausibile supporre che alcuni principi attivi contenuti nelle foglie riescano a raggiungere l’apparato respiratorio, ma ulteriori conferme sono necessarie.

Studi condotti in vitro hanno mostrato che flavonoidi purificati dalle foglie di ribes nero riducono la sintesi e il rilascio di prostaglandine infiammatorie. Analogamente le prodelfinidine, purificate dalle foglie, hanno inibito l’azione della ciclossigenasi-2 (COX-2), enzima umano responsabile della produzione di prostaglandine infiammatorie e bersaglio di diversi farmaci antinfiammatori come i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)

Altre indicazioni derivanti dalla tradizione popolare suggeriscono l’impiego delle foglie di ribes nero per stimolare la diuresi, uno studio condotto nel ratto ha confermato questa proprietà a seguito di una somministrazione orale, ma i dati a supporto sono ancora scarsi. 

A scopo informativo esistono due vecchi studi su estratti di foglie (anni 70-80), condotti su due differenti modelli animali, che hanno mostrato una riduzione della pressione arteriosa, effetti che tuttavia non trovano nessun riscontro nell’uomo. Come descritto nella successiva sezione, invece, alcuni estratti del frutto di ribes nero confermano l’attività vasorilassante nell’uomo.

Preparazioni e dosi

Per il trattamento delle condizioni reumatiche nell’adulto è indicata l’assunzione orale di un infuso di foglie (20-50g/litro, per 15 minuti), in circa 250-500 ml al giorno. In alternativa è possibile assumere un estratto fluido (1:1), 5 ml due volte al giorno, prima dei pasti.

Effetti indesiderati

Non sono riportati casi di sovradosaggio o controindicazioni, è comunque raccomandato non assumere prodotti a base di ribes nero durante la gravidanza o allattamento.

Olio

Costituenti

I semi di Ribes nigrum L. contengono una significativa quantità di acidi grassi polinsaturi, molecole caratterizzate dalla presenza di doppi legami sulla catena lipidica. Tra i più abbondanti troviamo l’acido γ-linolenico della serie omega-6 (ω-6), in media compreso tra il 18 e 23% sul totale di acidi grassi, oltre ad acido α-linolenico (ω-3), linoleico (ω-6) ed oleico (ω-9).

Proprietà e indicazioni

Immagine che raffigura una boccetta di olio di ribes nigrumL’olio di ribes nero è una delle rare fonti vegetali di acido γ-linolenico (ω-6), che comprendono anche l’olio di enagra e di borragine. Questo composto è il precursore delle prostaglandine, una serie di molecole presenti nel nostro organismo coinvolte nella regolazione di diversi processi biologici tra cui: l’infiammazione, la pressione arteriosa e la sintesi di colesterolo.
Una carenza di acido γ-linolenico è caratteristica di alcuni disturbi e patologie, come la schizofrenia, l’alcolismo e le sindromi maniaco depressive.

Vari studi clinici hanno dimostrato che l’apporto di acido γ-linolenico con la dieta può essere utile in casi di artrite, obesità e disturbi cardiaci, ma molte ricerche sono state condotte con fonti naturali diverse dal ribes nero. Alcune eccezioni sono rappresentate dagli studi di seguito descritti.

In uno studio clinico randomizzato, eseguito su 24 pazienti con artrite reumatoide, l’olio di ribes nero, somministrato alla dose giornaliera di 10,5 g (corrispondenti a 2,5 g di acido γ-linolenico) per sei mesi, ha ridotto i sintomi della patologia rispetto al placebo. Non sono stati segnalati effetti indesiderati, tuttavia è stata riportata la difficoltà di alcuni pazienti nell’assumere grandi quantità di capsule giornalmente (15 capsule al giorno nel caso di questo studio). 

Gli acidi grassi della serie ω-3, come l’acido α-linolenico e derivati, hanno mostrato attività antiaggregante piastrinica e ipolipemizzante e, seppur presenti in quantità non elevate nell’olio di ribes nero, potrebbero contribuire a un’attività protettiva vascolare del preparato. Uno studio clinico condotto con olio di ribes nero, in pazienti sani e colpiti da infarto, ha dimostrato un’inibizione dell’aggregazione piastrinica e un maggiore effetto anticoagulante, mentre un secondo studio ha migliorato la composizione di acidi grassi dei globuli rossi di pazienti colti da ictus.

Uno studio clinico condotto in 15 donne sane ha mostrato come il consumo per via orale di olio di ribes nero sia in grado di ridurre i valori di colesterolo LDL, mentre uno studio osservazionale, su più di duemila pazienti dislipidemici, ha associato l’assunzione di capsule di olio di ribes all’abbassamento dei valori di trigliceridi in pazienti iperlipidemici con basso BMI.
Infine, è stato più volte ipotizzato che l’acido γ-linolenico possa manifestare un effetto antinfiammatorio sulle cellule che mediano il processo infiammatorio nelle patologie croniche cutanee, come dermatite e psoriasi. Nonostante diversi studi clinici siano stati condotti, sono emersi dati altalenanti. Al momento le revisioni sistematiche relative all’integrazione della dieta con acido γ-linolenico (olio di enagra o borragine) per le patologie infiammatorie della cute, hanno sottolineato la mancanza di evidenza scientifica a supporto di questo trattamento.

Preparazioni e dosi

Non esiste una posologia consigliata per l’olio di semi di ribes nero. Per confronto, l’olio di enagra è somministrato in capsule per uso orale titolate nel contenuto di acido γ-linolenico (maggiore rispetto all’olio di ribes nero). L’EMA suggerisce l’uso di 4-6 g/die di acido γ-linolenico per il trattamento dell’eczema nell’adulto e 2-4 g/die nel bambino (da 1 a 12 anni), per un periodo di almeno tre mesi (olio di enagra). 

Effetti indesiderati

Non sono segnalati casi di effetti indesiderati per l’olio di ribes a differenza del consumo di olio di enagra per cui sono stati riportati casi clinici che suggeriscono il potenziale epilettogeno dell’olio di enagra, tuttavia la causalità resta incerta e non confermata.
Altri effetti avversi, la cui frequenza non è nota, riguardano nausea, feci morbide, mal di testa e, in alcuni rari casi, rash cutanei.

Frutti

Costituenti

I frutti di ribes nero contengono diversi costituenti tra cui: flavonoidi, acidi grassi polinsaturi (caratteristici dei semi, inclusi nei preparati ottenuti dal frutto), carboidrati, acidi organici non volatili, tannini (sia condensati che idrolizzabili) e stilbenoidi.
Tra i flavonoidi più abbondanti troviamo gli antociani, mediamente presenti in quantità circa quattro volte superiori rispetto ad altri frutti, fino a 300 mg per 100 g di frutto. Di questo gruppo i composti maggiormente rappresentativi sono i glicosidi di delfinidina e cianidina. Nel frutto sono presenti anche flavonoli come quercetina, miricetina e canferolo (e loro forme glicosilate). Altre analisi hanno rilevato un alto contenuto di minerali, come potassio, calcio magnesio e ferro.

Proprietà e indicazioni

Immagine che ritrae bacche di ribes nigrum crescere su un ramoIn tempi recenti sono aumentati gli studi che valutano le proprietà dei frutti di ribes nero e sono stati condotti alcuni studi clinici che hanno messo in luce alcune proprietà benefiche del frutto o di alcune sue componenti. Un concentrato di antocianine derivanti dal frutto di ribes nero migliora la circolazione, diminuisce la fatica e la rigidità muscolare, in soggetti sottoposti a lavori sedentari.

Per quanto concerne i possibili effetti a livello cardiovascolare, il consumo di 500 mL di un succo di frutti di Ribes nigrum L. ha ridotto la presenza di alcuni marker infiammatori del plasma, tra cui la proteina c-reattiva, in pazienti con problemi di circolazione alle arterie periferiche. Tuttavia, un ulteriore indagine condotta su soggetti sani, con un altro succo contenente antocianine di ribes nero, non ha mostrato effetti benefici sui marker infiammatori o sulla reattività vascolare misurata tramite laser doppler.

Due ricerche cliniche hanno valutato il potenziale delle antocianine dei frutti nei confronti di disturbi oculari. Molti studi hanno dimostrato che la cianidina, uno dei maggiori antociani presenti nel frutto di ribes nero, è in grado di migliorare la rigenerazione della rodopsina, una delle proteine responsabili della vista, migliorando anche l’adattamento al buio. Un concentrato in polvere di antocianine di ribes nero, somministrato oralmente in 12 volontari sani tramite capsule, ha causato vasodilatazione dei vasi oculari, aumentando il flusso sanguigno dell’occhio e diminuendo l’affaticamento. Inoltre, in 28 pazienti giapponesi affetti da allergia da polline di cedro, l’assunzione del medesimo preparato in capsule ha portato benefici al sistema naso-oculare, in termini di sintomatologia allergica.

Infine, uno studio ha valutato l’effetto di un succo di frutti di ribes nero sulla formazione di calcoli renali. Il consumo di succo ha alcalinizzato le urine di 12 soggetti sani, aumentando l’escrezione di acido citrico e ossalico, abbassando il rischio di formazione di calcoli.

Preparazioni e dosi

Non esistono indicazioni di posologie per i preparati del frutto di ribes nero.

Effetti indesiderati

Negli studi valutati non sono stati riportati casi di effetti indesiderati.

Gemme

Immagine che ritrae gemme di ribes nigrumCostituenti

Attraverso la macerazione in glicerolo e alcol di gemme fresche di Ribes nigrum L. si ottengono dei preparati chiamati gemmoderivati, che nel caso del ribes nero hanno un contenuto di polifenoli più elevato rispetto ai frutti della stessa pianta, oltre che diversi oli essenziali (come sabinene, δ-3-carene e terpinolene).

La composizione di questi preparati è molto influenzata dallo stadio di sviluppo della gemma e dal genotipo della stessa pianta, quindi risulta difficoltoso stabilire una composizione di riferimento univoca. Flavan-3-oli, come epigallocatechina ed epicatechina, e diversi flavonoli (glicosidi della quercetina) diminuiscono con l’aumentare dello sviluppo della gemma, al contrario degli acidi fenolici, tra cui spicca l’acido clorogenico. Anche il contenuto totale di fenoli è maggiore nei primi stadi di sviluppo della gemma.

Proprietà e indicazioni

I gemmoderivati di Ribes nigrum L. sono molto utilizzati in gemmoterapia, per la loro attività antinfiammatoria, al fine di stimolare il rilascio di cortisolo dalla corteccia surrenale, spesso in combinazioni con altri gemmoderivati. Gli studi che descrivono queste proprietà sono però molto datati, in genere svolti negli anni 70 e 80 e non beneficiano di nessun supporto dalla medicina ufficiale.

È giusto sottolineare che a dimostrazione di questa attività non esistono ricerche recenti, nemmeno in modelli animali, gli unici studi presenti in letteratura mostrano proprietà antibatteriche, specialmente per la componente di olio essenziale delle gemme, svolti rigorosamente in vitro.

Conclusione

Ribes nigrum L. si è dimostrata una pianta ricca di potenziale salutistico, in diverse sue componenti, come foglie, semi e frutti.
Le foglie, come infuso, sono state impiegate per tradizione d’uso come diuretico o antireumatico, ma è soprattutto il trattamento sintomatico dei dolori articolari che ha ritrovato maggiore riscontro a livello scientifico. I frutti trovano oggi indicazione per il trattamento dei sintomi legati alla fragilità capillare venosa, ma diversi sono gli studi clinici che ne identificano nuovi benefici, anche in campo oculare. Infine, l’olio derivato dai semi è una delle poche fonti vegetali di acido γ-linolenico (ω-6), un acido grasso che oltre ad essere essenziale, quindi necessario nella nostra dieta, porta dei benefici evidenziabili a livello cardiovascolare e cutaneo. L’impiego delle gemme, per quanto possa affascinare, non ha nessuna prova scientifica allo stato attuale che ne dimostri l’efficacia terapeutica.

 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Monografia: Ribes nigri folium – Black Currant Leaf
    Sito: https://escop.com
    Editore: ESCOP – European Scientific Cooperative On Phytotherapy 
    Anno: 2017
  • Libro: Farmacognosia e fitoterapia: basi farmacologiche ed aspetti applicativi. 
    Autori: Mazzanti G, Dell’Agli M, Izzo A. 
    Editore: Piccin 
    Anno: 2020
  • Libro: Botanica Farmaceutica, IX Edizione. 
    Autori: Maugini E, Maleci Bini L, Mariotti Lippi M. 
    Editore: Piccin 
    Anno: 2014
  • Libro: Fitoterapia: impiego razionale delle droghe vegetali
    Autori: Capasso F, Grandolini G, Izzo A. 
    Editore: Springer 
    Anno: 2006

Domande e risposte

Le foglie di Ribes nigrum L. possono essere utili per il trattamento di dolori reumatici? 
Le foglie del ribes nero possono contribuire a ridurre l’infiammazione, grazie all’azione di diverse molecole in grado di indurre effetti positivi, anche in seguito al consumo orale. In questo ambito molti esperimenti sono stati condotti su modelli animali e in vitro, tuttavia nonostante manchino chiare evidenze sull’uomo, non si può ignorare la lunga tradizione d’uso, la quale risulta sufficiente per individuare il trattamento dei dolori reumatici come principale indicazione d’uso delle foglie di ribes nero.
Ci sono controindicazioni per l’uso di ribes nero? 
Ad oggi, non sono stati segnalati casi di gravi effetti collaterali dovuti all’assunzione di preparati di Ribes nigrum L., ma nonostante ciò, a scopo precauzionale, è sconsigliata la somministrazione a bambini e a donne in gravidanza o durante l’allattamento. Data la mancanza di dati di interazione, l’associazione di preparati di ribes nero con altri prodotti di origine naturale va ponderata in base alla situazione, così come l’associazione di ribes nero con altre terapie farmacologiche, da valutare preventivamente con il proprio medico. 
Quali sono gli effetti positivi associati al consumo di olio di semi di Ribes nigrum L.?
Gli effetti positivi associati al consumo di olio di ribes nero sono ricondotti principalmente alla presenza di acido γ-linolenico. Le evidenze sull’uomo hanno mostrato una riduzione dei parametri infiammatori a livello cardiovascolare, sia come antiaggregante piastrinico che ipolipemizzante. Gli effetti antinfiammatori in altri distretti, come quello cutaneo, sembrano richiedere concentrazioni più elevate. 
Il consumo del frutto di ribes nero può avere effetti benefici nell’uomo? 
I dati finora raccolti attribuiscono agli antociani presenti nel succo di Ribes nigrum L. effetti vasorilassanti. Pur non essendo indicata una chiara posologia, a causa della variabilità del contenuto di antociani dovuta anche al metodo di preparazione, il succo sembra apportare benefici soprattutto a livello oculare. 
In collaborazione con
Enrico Sangiovanni

Enrico Sangiovanni

Il Dott. Enrico Sangiovanni, lavora come Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Farmacologiche presso l’Università degli Studi di Milano. Attualmente è docente a contratto del modulo di Biologia vegetale per il corso di Laurea a ciclo unico in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani ed è autore e co-autore di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico e di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri.
Data di pubblicazione: 06 giugno 2020
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