Eutirox (Levotiroxina Sodica): dosaggio ed effetti collaterali

Eutirox (Levotiroxina Sodica): dosaggio ed effetti collaterali

Indice

Domande e Risposte

Introduzione: che cos’è?

Eutirox è un farmaco che viene utilizzato per la terapia e la cura di varie malattie e patologie come stati di ipotiroidismo come gozzo, profilassi di recidive dopo strumectomia (asportazione totale o parziale di un gozzo), ipofunzione tiroidea, flogosi della tiroide (tiroidite) o in corso di terapia con antitiroidei.

Eutirox contiene come principio attivo il sale di sodio della Levotiroxina, un composto che appartiene alla categoria degli Ormoni tiroidei. 
Eutirox può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica ed è disponibile in compresse rotonde di colore biancastro contenenti diverse quantità di ormone: 25-50-75-88-100-112-125-137-150-175 o 200 microgrammi di Levotiroxina sodica.

Posologia: come si usa e come agisce?

Il trattamento con Eutirox deve essere seguito con attenzione da parte del medico, che potrà adeguare dosaggi e durata della terapia secondo le necessità del singolo paziente.
Le compresse vanno assunte preferibilmente con un sorso d'acqua al mattino a digiuno.

In linea di massima lo schema posologico è:
  • Gozzo: Adulti: 100-150 (200) microgrammi al giorno;
  • Ragazzi (fino a 14 anni): 50-100 (150) microgrammi al giorno;
  • Profilassi di recidive dopo strumectomia: 100 microgrammi al giorno.
Ipofunzione tiroidea:
Adulti: È richiesta particolare cautela quando viene iniziata una terapia con gli ormoni tiroidei nei pazienti anziani, nei pazienti con patologia coronarica e nei pazienti con ipotiroidismo grave o di lunga durata.
50 microgrammi al giorno come dose iniziale (per circa due settimane); aumento della dose giornaliera di 50 microgrammi ad intervalli di 14-15 giorni circa, fino alla dose di mantenimento di 100-200 (300) microgrammi al giorno: in media 2-2,5 microgrammi/kg peso corporeo al giorno.
Bambini: 0-6 mesi: 10 microgrammi/kg peso corporeo al giorno; 6-12 mesi: 8 microgrammi/kg peso corporeo al giorno; 1- 5 anni: 6 microgrammi/kg peso corporeo al giorno; 5-10 anni: 4 microgrammi/kg peso corporeo al giorno. Sciogliere le compresse in poca acqua in modo da ottenere una sospensione da assumere con un’ulteriore aggiunta di liquido. La sospensione deve essere preparata immediatamente prima di ogni somministrazione e assunta subito.
Flogosi tiroidea (tiroidite): 100-150 microgrammi al giorno. 
In corso di terapia con farmaci antitiroidei, è sufficiente la somministrazione di 50-100 microgrammi al giorno.

Immagine che mostra un modellino di tiroide in mezzo a blister di farmaciEutirox contiene Levotiroxina come sale di sodio. La tiroide (una ghiandola localizzata a livello del collo, davanti alla trachea, poco sopra lo sterno) produce diversi ormoni: (T1, T2, T3, T4 e calcitonina).
La levo-tiroxina (T4, un ormone poco attivo) e la triiodotiroxina (T3), due derivati aminoacidici iodati della tironina (una grossa glicoproteina tireoglobulinica) vengono prodotti dopo stimolo da parte della tireotropina o ormone stimolante la tiroide (TSH) prodotto dalla ipofisi (una ghiandola situata nel cranio). La produzione di TSH è a sua volta stimolata dall’ormone di rilascio dell’ormone tireotropo (TRH) che è prodotto dall’ipotalamo (un’altra ghiandola situata nella zona centrale interna ai due emisferi cerebrali). La secrezione di ormoni tiroidei segue un ritmo circadiano; i livelli più alti di T3 e T4 si raggiungono durante la notte e le prime ore del mattino, mentre i livelli più bassi si osservano nel primo pomeriggio fino a sera.
Nel sangue, gli ormoni T3 e T4 circolano legati a proteine di trasporto; una quota minore, invece, chiamata fT3 o fT4 è presente in forma libera (non legata) e può raggiungere i tessuti periferici. I livelli di T3 nel sangue dipendono (15%) dalla secrezione da parte della tiroide, ma soprattutto dall’azione di un enzima specifico, la deiodasi, che toglie una molecola di iodio dalla T4 (tiroxina) e la converte in T3 (85%). Dal punto di vista metabolico, quest'ormone è assai più attivo rispetto al T4, ma allo stesso tempo anche assai meno rappresentato nel sangue.

Gli ormoni tiroidei agiscono legandosi a recettori nucleari α e β che a loro volta si legano a specifiche sequenze presenti sul DNA modulando così la trascrizione di diversi geni e quindi anche la sintesi di diverse proteine. Entrambi i recettori sono presenti in diversi tessuti ma il loro livello di espressione varia nei vari organi.
Agendo su questi recettori, questi ormoni giocano un ruolo critico nella differenziazione cellulare durante lo sviluppo dell’organismo e aiutano a mantenere l’omeostasi termica e metabolica nell’adulto. Gli ormoni tiroidei regolano il metabolismo, cioè quel complesso di reazioni chimiche che avvengono nel nostro corpo indicando a quest’ultimo “quanto veloce deve lavorare” e come deve usare le sostanze alimentari per produrre energia. Gli ormoni tiroidei determinano un aumento del consumo di ossigeno, del metabolismo dei carboidrati, grassi e proteine, promuovono la crescita e la differenziazione dell'organismo immaturo e inibiscono la secrezione della tireotropina ipofisaria (controllando quindi la loro stessa secrezione).

I problemi alla tiroide derivano principalmente da disturbi autoimmuni che possono sia stimolare una produzione eccessiva di ormoni tiroidei (tireotossicosi) o causare una degenerazione della ghiandola tiroide e conseguente deficienza di ormoni tiroidei (ipotiroidismo)
Gli ormoni tiroidei, per garantire il corretto funzionamento delle varie funzioni fisiologiche, devono mantenersi entro certi limiti: T3 1,1-2,6 nmoli/L, fT3 3-8 pmoli/L; T4 60-150 nmoli/L, fT4 10-25 pmoli/L. I valori considerati normali possono variare tra i vari laboratori di analisi e in alcuni casi possono essere espressi come nanogrammi o microgrammi/dL con numeri completamente diversi. Si consiglia quindi di fare riferimento ai valori riportati sui reperti clinici e chiedere consiglio al proprio medico.

Con “eutiroidismo” si indica la condizione nella quale gli ormoni tiroidei (sia T3 sia T4) sono presenti in concentrazioni fisiologiche, cioè normali. Il paziente che ha eurotiroidismo, prende il nome di “eutiroideo”. Quindi, una persona “eutiroidea” ha una quantità normale di ormoni tiroidei T3 e T4.
Sia la triiodotironina sia la levotiroxina correggono le alterazioni dell'ipotiroidismo e quindi è oggi universalmente diffusa la pratica terapeutica di somministrare ormoni che offrono i vantaggi di una risposta diretta in rapporto alle effettive esigenze metaboliche del paziente. 
Per la terapia degli stati di ipotiroidismo è utile ricorrere alla Levotiroxina (T4), che è disponibile in diverse concentrazioni e quindi permette vari livelli di dosaggio. 

Fino al 2011 era disponibile in Italia la tiroide secca, prodotta dalla tiroide di maiale essiccata e polverizzata e poi formulata in compresse. 

Avvertenze e precauzioni

L’assunzione di Eutirox è controindicata nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti e nei pazienti con insufficienza surrenalica non trattata, insufficienza ipofisaria non trattata e tireotossicosi non trattata, o ipertiroidismo (tiroide iperattiva) non trattato.
Il trattamento con Eutirox non deve essere iniziato nei pazienti che hanno avuto infarto miocardico acuto, miocardite acuta o pancardite (infiammazione contemporanea delle tre tuniche del cuore: endocardio, miocardio e, più raramente, pericardio. Spesso si osserva nel periodo acuto della malattia reumatica).
L’associazione di levotiroxina e di un farmaco antitiroideo per l’ipertiroidismo è controindicata durante la gravidanza.
Eutirox va usato con cautela e sempre sotto stretto controllo medico.
Prima di iniziare una terapia con ormoni tiroidei, o prima di eseguire un test di inibizione della funzione della tiroide, bisogna escludere o trattare le seguenti affezioni: insufficienza coronarica, angina pectoris, infarto miocardico, miocardite, insufficienza cardiaca, arteriosclerosi, ipertensione, insufficienza ipofisaria o surrenale, autonomia della ghiandola tiroidea. 

Quando si inizia la terapia con la levotiroxina in pazienti a rischio di disturbi psicotici, si raccomanda di iniziare con una dose bassa di levotiroxina e di aumentare lentamente il dosaggio all’inizio della terapia. Monitorare con attenzione il paziente. Se si presentano segni di disturbi psicotici, si deve considerare un aggiustamento della dose di levotiroxina. 
Prestare attenzione nella somministrazione di levotiroxina a pazienti con una storia nota di epilessia. Crisi epilettiche sono state segnalate raramente in associazione alla terapia con levotiroxina sodica e possono essere correlate all’effetto dell’ormone tiroideo sulla soglia convulsiva. 
È importante eseguire un monitoraggio frequente dei livelli degli ormoni tiroidei nei pazienti con insufficienza coronarica, scompenso cardiaco o tachiaritmie in modo da non rischiare di indurre ipertiroidismo (anche lieve). 
Il sovradosaggio può causare effetti indesiderati gravi o addirittura mortali. 

Gli ormoni tiroidei non devono essere somministrati per la riduzione del peso. Nei pazienti eutiroidei, il trattamento con levotiroxina non determina riduzione del peso. La levotiroxina ad alti dosaggi non deve essere associata con sostanze usate per la riduzione di peso, ad es. farmaci simpatico-mimetici. 
Sono stati riportati rari casi di disfunzione epatica, quindi è consigliabile ridurre il dosaggio o sospendere il trattamento qualora, nel corso della terapia, comparissero febbre, debolezza muscolare o anormalità dei test di laboratorio per la funzionalità epatica
Pazienti affetti da insufficienza surrenale possono reagire sfavorevolmente alla Levotiroxina; pertanto è consigliabile iniziare una terapia a base di corticosteroidi prima del trattamento con Eutirox. La causa di un ipotiroidismo secondario deve essere stabilita prima della somministrazione della terapia sostitutiva e, ove necessario, deve essere iniziata una terapia sostitutiva per un’insufficienza surrenalica compensata. Nei casi in cui si sospetta un’autonomia tiroidea, bisogna eseguire il test del TRH oppure una scintigrafia durante la soppressione della tiroide, prima di instaurare la terapia. 
Nelle donne in postmenopausa con ipotiroidismo ed un rischio elevato di osteoporosi bisogna evitare un aumento dei livelli sierici di levotiroxina al di sopra di quelli fisiologici; pertanto, la funzionalità tiroidea deve essere strettamente monitorata. 

Immagine che raffigura il collo di una donna che sta effettuando un'ecografia della tiroideLa levotiroxina non dovrebbe essere somministrata negli ipertiroidismi se non come integrazione concomitante in corso di terapia antitiroidea dell’ipertiroidismo. 
Dopo aver iniziato la terapia con levotiroxina, in caso di passaggio ad altro prodotto a base di levotiroxina, si raccomanda di aggiustare il dosaggio a seconda della risposta clinica individuale e dei test di laboratorio. 
Nell’ipotiroidismo primario devono essere utilizzati per monitorare la terapia i soli livelli di TSH (misurati con un metodo sensibile). La frequenza dei controlli del TSH, durante la fase di aggiustamento della dose, dipende dalla situazione clinica, ma è generalmente raccomandata ad intervalli di 6-8 settimane fino a raggiungere i livelli desiderati. In particolare, nei pazienti affetti da carcinoma differenziato della tiroide che iniziano il trattamento in seguito a tiroidectomia ed eventuale terapia radioisotopica, si raccomanda il dosaggio del TSH a distanza di 2 mesi dall’inizio del trattamento per confermare l’avvenuta soppressione del TSH e visite di controllo dopo circa 6 e 12 mesi. Nei soggetti giudicati in remissione completa di malattia è consigliabile che il livello di soppressione del TSH venga adattato sulla base del giudizio medico.
Nei pazienti nei quali i livelli del TSH abbiano raggiunto il livello desiderato ed in coloro cui sia stato cambiato il prodotto a base di Levotiroxina o il dosaggio, la concentrazione del TSH dovrebbe essere controllata dopo 8-12 settimane e la posologia adattata in accordo ai risultati ottenuti. Una volta raggiunta la dose di mantenimento, i controlli clinici e biochimici dovranno essere ripetuti ogni 6-12 mesi sulla base del giudizio medico. 

Per i pazienti diabetici trattati con insulina o con ipoglicemizzanti orali e in pazienti in terapia anticoagulante, dovranno essere effettuati controlli di laboratorio sistematici per evidenziare eventuali fenomeni di interazione e adattare quindi la posologia giornaliera.
Popolazione pediatrica: I genitori di bambini che ricevono il farmaco tiroideo devono essere avvisati che nei primi mesi di terapia può verificarsi una perdita parziale dei capelli, ma tale effetto è generalmente transitorio e si risolve solitamente nella successiva ricrescita.

Eutirox contiene lattosio, pertanto i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Eutirox nei diversi dosaggi contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente è ‘senza sodio‘.

Non sono noti effetti sulla capacità di guidare i veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, a causa della possibile insorgenza di cefalea si consiglia prudenza nella guida di veicoli o nello svolgimento di attività che richiedono particolare vigilanza.

Interazioni ed effetti indesiderati

Farmaci antidiabetici: La levotiroxina può ridurre l’effetto dei farmaci ipoglicemizzanti. Monitorare frequentemente i livelli ematici di glucosio all’inizio di una terapia a base di ormoni tiroidei ed il dosaggio del farmaco antidiabetico deve essere aggiustato, ove necessario.
Inibitori di pompa protonica: (rabeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo) Nell'uso a lungo termine, gli inibitori di pompa protonica possono alterare l'assorbimento di levotiroxina.
Inibitori delle proteasi (ad es. ritonavir, indinavir, lopinavir): possono avere un’influenza sull’effetto della levotiroxina. Si raccomanda uno stretto monitoraggio dei parametri ormonali tiroidei. Se necessario, la dose di levotiroxina deve essere aggiustata.
Fenitoina: La fenitoina può avere un’influenza sull’effetto della levotiroxina spiazzando la levotiroxina dalle proteine plasmatiche determinando un’elevata frazione di fT4 e fT3. A sua volta, la fenitoina aumenta la metabolizzazione epatica della levotiroxina. Si raccomanda uno stretto monitoraggio dei parametri ormonali tiroidei.
Derivati cumarinici: (warfarin, acenocumarolo) Gli effetti della terapia anticoagulante possono essere potenziati, dato che la levotiroxina spiazza i farmaci anticoagulanti dalle proteine plasmatiche e ciò può aumentare il rischio di emorragia, ad es. sanguinamento gastrointestinale o nel sistema nervoso centrale, specialmente nei pazienti anziani. Quindi, è necessario monitorare regolarmente i parametri della coagulazione all’inizio e durante una terapia tiroidea concomitante. Ove necessario, il dosaggio del farmaco anticoagulante deve essere aggiustato.
Antidepressivi triciclici: Levotiroxina aumenta la sensibilità recettoriale alle catecolamine accelerando quindi la risposta agli antidepressivi triciclici (come amitriptilina, imipramina).
Preparati a base di digitale: Se la terapia a base di levotiroxina viene iniziata in pazienti trattati con digitale, la dose di digitale può richiedere un aggiustamento. Con il procedere del trattamento, i pazienti ipertiroidei possono necessitare di un aumento graduale della dose di digossina, poiché inizialmente i pazienti sono relativamente sensibili alla digossina. 
Agenti simpatomimetici: Gli effetti degli agenti simpatomimetici (come adrenalina) sono potenziati.
Alcuni farmaci intensificano l’effetto della levotiroxina quando vengono utilizzati in associazione: I salicilati, il dicumarolo, la furosemide ad alte dosi (250 mg), il clofibrato, la fenitoina e altre sostanze possono spiazzare la levotiroxina dalle proteine plasmatiche, determinando quindi un’elevata frazione fT4.
Altri farmaci possono ridurre l’effetto della levotiroxina: 
Orlistat. Si può verificare ipotiroidismo e/o un ridotto controllo dell’ipotiroidismo quando orlistat e levotiroxina vengono assunti insieme. Ciò può essere dovuto a un diminuito assorbimento di sali di iodio e/o levotiroxina. I pazienti che assumono la levotiroxina devono rivolgersi al medico prima di iniziare il trattamento con orlistat, poiché può essere necessario assumere orlistat e levotiroxina ad orari diversi e può essere necessario aggiustare la dose della levotiroxina. Inoltre, si raccomanda di monitorare il paziente controllando i livelli ormonali nel siero.
Sevelamer: può ridurre l’assorbimento della tiroxina. Pertanto, all’inizio o alla fine del trattamento concomitante si raccomanda di monitorare i pazienti per i cambiamenti della funzione della tiroide. Se necessario, la dose di levotiroxina deve essere modificata.
Inibitori della tirosino chinasi (imatinib, sunitinib): possono ridurre l’efficacia della levotiroxina. Pertanto, all’inizio o alla fine del trattamento concomitante si raccomanda di monitorare i pazienti per i cambiamenti della funzione della tiroide. Se necessario, la dose di levotiroxina deve essere modificata.
Resine a scambio ionico (colestiramina): inibiscono l’assorbimento della levotiroxina sodica. La levotiroxina sodica deve pertanto essere assunta 4-5 ore prima della somministrazione di colestiramina. Lo stesso vale per il colestipol.
Alluminio, ferro e sali di calcio: farmaci contenenti alluminio (gli antiacidi, il sucralfato) possono ridurre l’effetto della levotiroxina. Per questo motivo, i farmaci contenenti levotiroxina devono essere somministrati almeno 2 ore prima della somministrazione dei farmaci contenenti alluminio. Lo stesso si applica ai farmaci contenenti ferro e sali di calcio.
Propiltiouracile, glucocorticoidi, beta-simpaticolitici, amiodarone e mezzi di contrasto contenenti iodio: Queste sostanze inibiscono la conversione periferica di T4 a T3. L’amiodarone, a causa della quantità elevata di iodio che contiene, può scatenare sia un ipertiroidismo sia un ipotiroidismo.
Sertralina, clorochina/proguanil: Queste sostanze diminuiscono l’efficacia della levotiroxina ed aumentano i livelli serici di TSH.
Medicinali che inducono gli enzimi epatici: I barbiturici ed altri farmaci induttori enzimatici a livello epatico possono aumentare la eliminazione epatica della levotiroxina.
Estrogeni: Donne che utilizzano contraccettivi contenenti estrogeni o donne in postmenopausa che assumono una terapia ormonale sostitutiva (raloxifene) possono avere un maggior fabbisogno di levotiroxina.
Farmaci antiepilettici: Durante il trattamento con Eutirox non va somministrata difenilidantoina per via endovenosa. La cosomministrazione con carbamazepina può ridurre i livelli plasmatici di levotiroxina libera.
Composti contenenti soia: I composti contenenti soia possono diminuire l’assorbimento intestinale di levotiroxina. Può essere quindi necessario un aggiustamento della dose di Eutirox, in particolare all’inizio o alla fine del periodo di assunzione di integratori a base di soia.
Chinloni: Si raccomanda un intervallo di almeno 6 ore tra la somministrazione di levotiroxina e di ciprofloxacina per via orale dato che questa può ridurre i livelli di levotiroxina. Monitorare attentamente i test di funzionalità tiroidea.

Immagine di Eutirox, il farmaco che agisce sull'ipotiroidismoNel corso della terapia con levotiroxina devono essere monitorati gli opportuni parametri clinici e di laboratorio. Quando il limite di tollerabilità individuale alla levotiroxina sodica viene superato o dopo un sovradosaggio, è possibile che compaiano i seguenti sintomi tipici di ipertiroidismo, specialmente se la dose viene incrementata troppo velocemente all’inizio della terapia:
Patologie cardiache (tachicardia, palpitazioni, aritmie cardiache, manifestazioni anginose, insufficienza cardiaca, infarto miocardico);
Patologie del sistema nervoso (cefalea, pseudotumori cerebrali, tremore, irrequietezza, insonnia, agitazione. Crisi epilettiche sono state segnalate raramente in associazione alla terapia con levotiroxina);
Patologie vascolari (ipertensione, vampate di calore); Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo (debolezza muscolare, crampi della muscolatura scheletrica, craniostenosi nel lattante e chiusura prematura dell'epifisi nel bambino); Patologie gastrointestinali (appetito aumentato, dolore addominale, nausea, diarrea, vomito); Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche (dispnea); Disturbi del metabolismo e della nutrizione (perdita di peso); Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella (alterazioni del ciclo mestruale);
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione (rossore, febbre e iperidrosi);
Sono state riportate anche intolleranza al calore e perdita transitoria dei capelli nei bambini. In tali casi il dosaggio giornaliero deve essere ridotto oppure il farmaco deve essere sospeso per alcuni giorni. La terapia può essere ripresa con cautela quando le reazioni avverse si sono risolte; Disturbi del sistema immunitario (in caso di ipersensibilità possono verificarsi reazioni allergiche. Sono stati riportati casi di angioedema).

È importante segnalare le reazioni avverse sospette che si possono verificare dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, in quanto questo permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del farmaco stesso. Agli operatori sanitari, ma anche ai pazienti, è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.vigifarmaco.it/.

Sovradosaggio

Un livello elevato di T3 è un indicatore di sovradosaggio più affidabile che non livelli elevati di T4. Dopo un sovradosaggio si manifestano i sintomi di una brusca accelerazione del metabolismo. Un sovradosaggio di levotiroxina può provocare ipertiroidismo e può causare sintomi di psicosi acuta, specialmente nei pazienti a rischio di disturbi psicotici
In caso di sovradosaggio, si consiglia di sospendere il trattamento con le compresse e di eseguire gli opportuni esami.

La sintomatologia dovuta ad effetti beta-simpaticomimetici intensi (tachicardia, ansia, agitazione ed ipercinesia) può essere migliorata dall’assunzione di un betabloccante. La plasmaferesi può essere di aiuto nel caso di dosi massicce.
In pazienti predisposti sono stati riportati casi isolati di convulsioni quando è stato superato il limite individuale di tolleranza. Sono stati riportati diversi casi di morte improvvisa per arresto cardiaco in pazienti con una storia di abuso che durava da parecchi anni.

Gravidanza e allattamento

Il trattamento con la levotiroxina deve essere mantenuto costante, specialmente durante la gravidanza e l’allattamento. I dosaggi necessari possono anche aumentare durante la gravidanza. Poiché gli aumenti di TSH sierico possono avvenire già dalla quarta settimana di gravidanza, le donne gravide che assumono levotiroxina dovrebbero dosare il loro TSH in ogni trimestre e valutare i valori con il proprio medico al fine di confermare che tali valori si trovino entro l'intervallo di riferimento specifico per quel trimestre di gravidanza. Un livello elevato di TSH sierico deve essere corretto con un aumento della dose di levotiroxina. Poiché i livelli post-parto di TSH sono simili ai valori pre-concezionali, il dosaggio di levotiroxina dovrebbe ritornare a quello precedente la gravidanza immediatamente dopo il parto. Il valore di TSH sierico deve essere controllato 6-8 settimane dopo il parto. 

Dosi eccessivamente alte di levotiroxina durante la gravidanza possono avere un effetto negativo sullo sviluppo fetale e postnatale
La levotiroxina è secreta nel latte materno durante l’allattamento ma le concentrazioni raggiunte alle dosi terapeutiche raccomandate non sono sufficienti a causare lo sviluppo di ipertiroidismo o la soppressione della secrezione di TSH nel neonato. Durante la gravidanza, la levotiroxina non deve essere somministrata in associazione con farmaci per l’ipertiroidismo (farmaci antitiroidei), poiché l’aggiunta di levotiroxina può rendere necessaria una dose più elevata di farmaco antitiroideo che passa attraverso la placenta inducendo quindi ipotiroidismo nel neonato.
Poiché i farmaci antitiroidei, contrariamente alla levotiroxina, possono attraversare la placenta in quantità sufficienti ad esplicare degli effetti farmacologici, una terapia concomitante con levotiroxina che richieda un dosaggio superiore di farmaco antitiroideo potrebbe indurre ipotiroidismo nel feto
Conseguentemente, nell’ipertiroidismo in gravidanza i farmaci antitiroidei devono essere sempre somministrati in monoterapia.

Note (modalità di conservazione, validità)

Le compresse da 25, 50, 75, 100, 125, 150,175, 200 microgrammi hanno una validità di 3 anni. Le compresse da 88, 112, 137 microgrammi hanno una validità di 18 mesi.
Conservare a temperatura inferiore a 25°C nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Tenere il farmaco fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
Non gettare alcun farmaco nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i farmaci che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Domande e risposte

L'assunzione di EUTIROX provoca perdita di peso?
Gli ormoni tiroidei non devono essere somministrati per la riduzione del peso. Nei pazienti con livelli di normali di ormoni tiroidei, il trattamento con levotiroxina non determina riduzione del peso. La levotiroxina ad alti dosaggi non deve essere associata con sostanze usate per la riduzione di peso, ad es. farmaci simpatico-mimetici.
Quali sono gli effetti collaterali? 
Quando il limite di tollerabilità individuale alla levotiroxina sodica viene superato o dopo un sovradosaggio, è possibile che compaiano i seguenti sintomi tipici di ipertiroidismo, specialmente se la dose viene incrementata troppo velocemente all’inizio della terapia: patologie cardiache, del sistema nervoso, crisi epilettiche, patologie vascolari, del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo, patologie gastrointestinali o respiratorie, disturbi del metabolismo e della nutrizione, patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella, patologie sistemiche, disturbi del sistema immunitario.
A quale dosaggio dovrei prendere EUTIROX? 
Il dosaggio deve essere deciso assieme al medico curante.
In collaborazione con
Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Prof. Stefano Bellosta, è un Professore Associato di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica.

È docente dei moduli di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia e di Farmacotossicologia dei farmaci biotecnologici per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, e tiene lezioni alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e al Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie cardiovascolari e neurodegenerative, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Data di pubblicazione: 11 luglio 2020
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