Moment (Ibuprofene): che cos'è, come si usa e come agisce?

Moment (Ibuprofene): che cos'è, come si usa e come agisce?

Indice

Domande e Risposte

Introduzione: che cos’è?

Moment contiene come principio attivo l’Ibuprofene, un farmaco che appartiene alla categoria dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).
I FANS sono tra i farmaci più utilizzati per il trattamento del dolore di qualsiasi origine e rappresentano la categoria di più largo impiego nel trattamento delle malattie reumatiche.
L’ibuprofene è un farmaco di sintesi con una attività analgesica (riduce il dolore), antinfiammatoria (riduce l’infiammazione), con una spiccata attività antipiretica (abbassa la febbre). L’attività analgesica è di tipo non narcotico ed è 8-30 volte superiore a quella dell’aspirina (acido acetilsalicilico).
Ibuprofene è un potente inibitore della sintesi delle prostaglandine.

Moment è indicato per il trattamento dei dolori di varia origine e natura di grado da lieve a moderato (dismenorrea, mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori osteo-articolari e muscolari, dolori mestruali, cefalea e dolore post-operatorio). È anche un coadiuvante nel trattamento sintomatico degli stati febbrili e influenzali.

Moment è disponibile in diversi dosaggi e forme farmaceutiche:
  • Bustine di granulato per soluzione orale aromatizzate all’arancio contenenti 200 mg di principio attivo (in confezione di colore rosa);
  • Compresse orodispersibili da 200 mg;
  • Compresse masticabili da 200 mg;
  • Compresse rivestite da 200 mg (confezione di colore arancione); 
  • Capsule molli di colore rosso contenenti 200 mg
  • Gocce per soluzione orale da 20g/100ml.
  • È disponibile anche la specialità chiamata Momentact, acquistabile in compresse, capsule molli o bustine di granulato per soluzione orale nel dosaggio di 400 mg
Consulta le indicazioni per l'assunzione di questo farmaco in pazienti infettati da coronavirus COVID-19:
Assunzione di FANS e coronavirus COVID-19

Posologia: come si usa e come agisce?


COME AGISCE
Immagine che ritrae un ginocchio infiammatoL’ibuprofene ha una azione antiinfiammatoria dovuta soprattutto all'inibizione della sintesi delle prostaglandine dal loro precursore (l’acido arachidonico), alla stabilizzazione della membrana lisosomiale con inibizione della liberazione di enzimi, all'attività antibradichininica e all'attività antiaggregante piastrinica, tutti coinvolti nella patogenesi dei fenomeni infiammatori. Il meccanismo d'azione dei FANS è correlato alla riduzione della sintesi delle prostaglandine mediante inibizione dell'enzima cicloossigenasi. Nello specifico, inibisce la trasformazione dell'acido arachidonico negli endoperossidi ciclici, prostaglandine (PG) G2 e PGH2, precursori delle PGE1, PGE2, PGF2 e PGD2 e anche della prostaciclina (PGI2) e dei trombossani (TxA2 e TxB2).

Inoltre, l'inibizione della sintesi delle prostaglandine può interferire con altri mediatori quali le chinine, provocando una azione indiretta che va a sommarsi all'azione diretta. Dati sperimentali indicano che l'ibuprofene può inibire gli effetti dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l'uso regolare, a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basse dosi. Un uso occasionale di ibuprofene non dovrebbe causare alcun effetto di rilievo clinico.

Nell’uomo, l’ibuprofene ha un effetto antipiretico, riduce il dolore e il gonfiore provocati dall’infiammazione. Inoltre, l’ibuprofene inibisce in modo reversibile l’aggregazione piastrinica indotta da ADP e collagene.
Alcune proprietà biochimiche di ibuprofene, in particolare l’effetto inibitorio sulla sintesi di istamina e sul rilascio di serotonina, l’inibizione degli effetti della bradichinina e dell’incremento della permeabilità capillare possono anche contribuire ai suoi effetti clinici.

L’ibuprofene inibisce la sintesi renale delle prostaglandine. Nei pazienti con una funzionalità renale normale questo effetto non ha una particolare rilevanza. Nei pazienti con insufficienza renale cronica, scompenso cardiaco o insufficienza epatica così come in condizioni che comportano modifiche del volume del plasma, l’inibizione della sintesi delle prostaglandine può portare a insufficienza renale acuta, ritenzione di liquidi e insufficienza cardiaca.

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POSOLOGIA
Adulti e adolescenti oltre i 12 anni: 
  • Bustine: 1-2 bustine, due-tre volte al giorno. Sciogliere il contenuto della bustina in un bicchiere di acqua mescolando con un cucchiaino fino a dissoluzione e bere immediatamente la soluzione. Non superare la dose di 1200 mg (6 bustine) al giorno;
  • Compresse o capsule: 1-2 compresse o capsule, due-tre volte al giorno. Sciogliere la compressa in bocca senza acqua, quindi deglutire senza masticare. È possibile assumere Moment a stomaco vuoto. Nei soggetti con problemi di tollerabilità gastrica, è preferibile assumere il medicinale a stomaco pieno. Non superare la dose di 6 compresse al giorno;
  • Gocce orali: 25-50 gocce 2-3 volte al giorno (25 gocce = 200 mg di ibuprofene). Non superare la dose di 50 gocce tre volte al giorno;
  • Momentact: 1 capsula/compressa/bustina 2–3 volte al giorno. Non superare le 3 assunzioni al giorno.
Nel caso sia necessario assumere il farmaco per più di 3 giorni negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni o nel caso di peggioramento della sintomatologia, deve essere consultato il medico. Non superare le dosi consigliate. I pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati.

Insufficienza renale: nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzione renale, il dosaggio deve essere mantenuto il più basso possibile per la più breve durata necessaria a controllare i sintomi e la funzione renale deve essere monitorata.

Insufficienza epatica: Moment è controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica. Nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzionalità epatica, il dosaggio deve essere mantenuto il più basso possibile per la più breve durata necessaria a controllare i sintomi e la funzione epatica deve essere monitorata. 
Popolazione pediatrica: Moment è controindicato nei bambini di età inferiore ai 12 anni.
Moment può essere prescritto con Ricetta OTC - medicinali non soggetti a prescrizione medica da banco.

MODO DI SOMMINISTRAZIONE
È possibile assumere Moment anche a stomaco vuoto. Nei soggetti con problemi di tollerabilità gastrica, è preferibile assumere il medicinale a stomaco pieno.

Avvertenze e precauzioni


CONTROINDICAZIONI
L’uso di Moment è controindicato nel caso di pazienti con:
  • Ipersensibilità al principio attivo, ad altri antireumatici (acido acetilsalicilico, ecc.) o ad uno qualsiasi degli eccipienti (fare riferimento al foglietto illustrativo presente nella confezione);
  • Bambini di età inferiore ai 12 anni;
  • Donne che intendano iniziare una gravidanza o che siano al terzo trimestre di gravidanza e/o in allattamento;
  • Ulcera gastroduodenale attiva o grave o altre gastropatie;
  • Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento);
  • Insufficienza epatica o renale grave;
  • Immagine che ritrae una donna preoccupata dal test di gravidanzaInsufficienza cardiaca severa (IV classe NYHA);
  • Fenilchetonuria;
  • Severa disidratazione (causata da vomito, diarrea o insufficiente apporto di liquidi).
In pazienti asmatici il prodotto deve essere utilizzato con cautela, dopo aver consultato il medico.
La somministrazione di Moment dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Di norma l’impiego di Moment non altera la capacità di guidare né di usare macchinari. Tuttavia, dovrebbero usare cautela quei pazienti la cui attività richiede vigilanza nel caso essi notassero sonnolenza, vertigine o depressione durante la terapia con ibuprofene.

Non bere alcolici durante i periodi di assunzione del farmaco, perché potrebbero aumentare il rischio di effetti a livello gastrointestinale.

L’ibuprofene può causare gravi reazioni allergiche, specie in soggetti allergici all’aspirina. I sintomi possono includere: orticaria, gonfiore della faccia, asma, shock, arrossamento della pelle, eruzione cutanea, vescicole. In presenza di una reazione allergica, sospendere il farmaco e ricorrere tempestivamente a un ausilio medico.

ECCIPIENTI
È importante tenere in considerazione che alcune forme farmaceutiche di Moment possono contenere eccipienti che possono dare dei problemi in alcune tipologie di pazienti (fare riferimento al foglietto illustrativo contenuto nella confezione):
  • Sorbitolo: pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale;
  • Saccarosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi non devono assumere questo medicinale;
  • Aspartame: è una fonte di fenilalanina ed è pertanto controindicato nei soggetti affetti da fenilchetonuria.
  • Potassio (bustine di granulato e nelle gocce per soluzione orale). Da tenere in considerazione in persone che seguono una dieta a basso contenuto di potassio;
  • Colorante Ponceau 4R (E124) (nelle capsule molli) può causare reazioni allergiche;
  • Sodio solfito: raramente, può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo;
  • Metile paraidrossibenzoato: può causare reazioni allergiche anche ritardate.

Sovradosaggio

I segni e i sintomi di tossicità non sono stati generalmente osservati a dosi inferiori a 100 mg/kg nei bambini o negli adulti. Comunque, in alcuni casi potrebbe essere necessario un trattamento di supporto. Si è osservato che i bambini manifestano segni e sintomi di tossicità dopo ingestione di ibuprofene a dosi di 400 mg/kg o maggiori.

SINTOMI
Immagine che ritrae una ragazza con nausea e mal di testaLa maggior parte dei pazienti che hanno ingerito quantitativi significativi di ibuprofene manifestano i sintomi entro 4-6 ore. I sintomi di sovradosaggio più comunemente riportati comprendono: nausea, vomito, dolore addominale, letargia e sonnolenza. Gli effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) includono mal di testa, tinnito, vertigini, convulsioni e perdita della coscienza. Raramente sono stati anche riportati nistagmo, acidosi metabolica, ipotermia, effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea, diarrea e depressione del SNC e dell’apparato respiratorio. Inoltre, sono stati riportati disorientamento, stato di eccitazione, svenimento e tossicità cardiovascolare comprendente ipotensione, bradicardia e tachicardia. Nei casi di sovradosaggio significativo sono possibili insufficienza renale e danno epatico.

TRATTAMENTO
Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di ibuprofene. In caso di sovradosaggio è pertanto indicato un trattamento sintomatico e di supporto. Particolare attenzione è dovuta al controllo della pressione arteriosa, dell’equilibrio acido-base e di eventuali sanguinamenti gastrointestinali.

Entro un’ora dall’ingestione di una quantità potenzialmente tossica deve essere considerata la somministrazione di carbone attivo. In alternativa, nell’adulto, entro un’ora dall’ingestione di una overdose potenzialmente pericolosa per la vita, deve essere presa in considerazione la lavanda gastrica. Deve essere assicurata una diuresi adeguata e le funzioni renale ed epatica devono essere strettamente monitorate. Il paziente deve rimanere sotto osservazione per almeno quattro ore successivamente all’ingestione di una quantità di farmaco potenzialmente tossica. L’eventuale comparsa di convulsioni frequenti o prolungate deve essere trattata con diazepam per via endovenosa. In rapporto alle condizioni cliniche del paziente possono essere necessarie altre misure di supporto.
Per maggiori informazioni, contattare il locale centro antiveleni.

Interazioni ed effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati osservati con Moment sono generalmente comuni agli altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei. È consigliabile ricorrere al consiglio del medico in caso di qualunque concomitante terapia prima della somministrazione del prodotto.

Tra gli effetti indesiderati osservati più comunemente dopo l’assunzione di Moment vi sono sensazione di pesantezza allo stomaco, nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, colite aggravata, morbo di Crohn.

Meno comunemente si sono osservate delle reazioni allergiche (eritema, prurito, orticaria), edema, insufficienza cardiaca e ipertensione (in associazione con altri FANS). Molto raramente si sono sviluppate delle ulcere peptiche, emorragia gastrointestinale, perforazione gastrointestinale e gastrite che potrebbero risultare fatali in particolar modo nei soggetti anziani.

L’uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/die), può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto del miocardio o ictus). Tali fenomeni regrediscono rapidamente con la sospensione del trattamento.

La comparsa di effetti collaterali nel corso del trattamento deve essere seguita dalla immediata sospensione della terapia.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati usando la più bassa dose efficace per la più breve durata di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

L’ibuprofene (come altri FANS) deve essere assunto con cautela in combinazione con le sostanze elencate di seguito:
  • Corticosteroidi: possono aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale;
  • Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin o l’eparina. In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio dello stato della coagulazione;
  • Inibitori della COX-2 e altri FANS: queste sostanze possono causare un aumento del rischio di reazioni Immagine che ritrae una donna che prende un'aspirinaavverse a carico del tratto gastrointestinale;
  • Aspirina: la somministrazione concomitante di ibuprofene e aspirina non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati;
  • Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs): possono indurre un aumento del rischio di emorragia gastrointestinale;
  • Farmaci antiipertensivi (betabloccanti, diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell’angiotensina II): i FANS possono ridurre l’effetto dei farmaci antipertensivi ad esempio ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II, beta-bloccanti e diuretici. I diuretici possono anche aumentare il rischio di nefrotossicità associata ai FANS. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o anziani) la cosomministrazione di un ACE inibitore, di un betabloccante o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della cicloossigenasi può portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale determinando una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono Ibuprofene in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, tale combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante e nei periodi successivi;
  • Fenitoina e Litio: la somministrazione concomitante di ibuprofene e fenitoina o preparazioni di litio può determinare una ridotta eliminazione di questi medicinali con conseguente aumento dei loro livelli plasmatici e possibile raggiungimento della soglia tossica. Qualora tale associazione sia ritenuta necessaria, si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici di fenitoina e litio allo scopo di adattare la posologia adeguata durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene;
  • Metotrexato: i FANS possono inibire la secrezione tubulare del metotrexato e alcune interazioni metaboliche possono verificarsi con conseguente riduzione della clearance del metotrexato e aumento del rischio di tossicità;
  • Moclobemide: aumenta l'effetto di ibuprofene;
  • Aminoglicosidi: i FANS possono diminuire l’escrezione degli aminoglicosidi aumentandone la tossicità.
  • Glicosidi cardiaci: i FANS possono esacerbare lo scompenso cardiaco, ridurre il tasso della filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli di glicosidi sierici.
  • Colestiramina: la concomitante somministrazione di ibuprofene e colestiramina può ridurre l’assorbimento dell’ibuprofene a livello del tratto gastrointestinale. Comunque, la rilevanza clinica di tale interazione non è nota;
  • Ciclosporina: la somministrazione concomitante di ciclosporina e di alcuni FANS causa un aumentato rischio di danno renale. Questo effetto non può essere escluso per la combinazione di ciclosporina e ibuprofene;
  • Estratti vegetali: il Ginkgo Biloba può aumentare il rischio di sanguinamento se assunto in associazione ai FANS.
  • Mifepristone: a causa delle proprietà anti-prostaglandiniche dei FANS, il loro utilizzo dopo la somministrazione di mifepristone può teoricamente determinare una diminuzione nell’efficacia del medicinale. L’evidenza limitata suggerisce che la co-somministrazione di FANS e prostaglandine nello stesso giorno non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica del medicinale sull’interruzione di gravidanza;
  • Antibiotici chinolonici: i pazienti che assumono FANS e chinoloni possono avere un aumentato rischio di sviluppare convulsioni.
  • Sulfaniluree: i FANS possono aumentare l’effetto ipoglicemico delle sulfaniluree. Nel caso di trattamento simultaneo, si raccomanda il monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue;
  • Tacrolimus: la co-somministrazione di FANS e tacrolimus può determinare un aumento del rischio di nefrotossicità;
  • Zidovudina: ci sono evidenze di un aumentato rischio di emartrosi e di ematoma in pazienti emofiliaci HIV positivi in contemporaneo trattamento con Zidovudina ed altri FANS. Si raccomanda un esame ematologico 1-2 settimane dopo l’inizio del trattamento;
  • Ritonavir: può determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche dei FANS;
  • Probenecid: può rallentare l’escrezione di ibuprofene, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di ibuprofene.
  • Inibitori del CYP2C9 (come voriconazolo o fluconazolo): la somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può rallentare l’eliminazione dell’ibuprofene (substrato del CYP2C9) determinando un aumento dell’esposizione all’ibuprofene. In uno studio con voriconazolo e fluconazolo, è stata osservata una aumentata esposizione al S(+)-ibuprofene da approssimativamente l’80% al 100%. Si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di ibuprofene nei casi di cosomministrazione con inibitori forti del CYP2C9;
  • Alcol, bifosfonati e oxpentifillina (pentoxifilline): possono potenziare gli effetti collaterali gastrointestinali e il rischio di sanguinamento e ulcera;
  • Baclofene: elevata tossicità del baclofene.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza
L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Ci può essere un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. 

Immagine che ritrae una donna incinta in ospedale Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, Moment non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari.
Se Moment è usato da una donna in attesa di concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare) o disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamniosi. La madre e il neonato, alla fine della gravidanza, possono avere un possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse. L’inibizione delle contrazioni uterine può risultare in un ritardo o un prolungamento del travaglio.
Conseguentemente Moment è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Allattamento
Ibuprofene viene escreto nel latte materno: alle dosi terapeutiche durante il trattamento a breve termine il rischio di influenza sul neonato sembra improbabile, mentre in caso di trattamento a lungo termine dovrebbe essere considerato lo svezzamento precoce. I FANS, se possibile, devono essere evitati durante l’allattamento materno.
Fertilità
L’uso di ibuprofene può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne in attesa di concepimento. Questo effetto è reversibile con la sospensione del trattamento. Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che sono oggetto di indagine sulla infertilità, si deve considerare l’interruzione del trattamento con ibuprofene.

Note (validità, modalità di conservazione)
Moment in bustine ha una validità di 3 anni. La forma in compresse ha una validità di 2 anni. Conservare al riparo dal calore e dall’umidità.
Moment in compresse orodispersibili e in capsule molli hanno una validità di 3 anni. Vanno conservate nella confezione originale a una temperatura non superiore ai 25°C.
Le gocce orali hanno una validità di 2 anni.

L’ibuprofene non sembra avere incompatibilità chimico-fisiche verso altri composti.
Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato. Conservare questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini, a temperatura ambiente e lontano da fonti eccessive di calore e umidità (preferibilmente non in bagno).
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente. È importante avere sempre a disposizione le informazioni sul medicinale, pertanto conservare sia la scatola sia il foglio illustrativo.

Domande e risposte

Quando può essere preso?
Generalmente, è possibile assumere Moment a stomaco vuoto. Nei soggetti con problemi di tollerabilità gastrica, è però preferibile assumere il medicinale a stomaco pieno. Consultare il medico se il disturbo si presenta ripetutamente o se si nota un qualsiasi cambiamento recente delle sue caratteristiche.
Nel caso l’uso del medicinale sia necessario per più di 3 giorni negli adolescenti, o nel caso di peggioramento della sintomatologia, deve essere consultato il medico.
Quali sono gli effetti collaterali di Moment?
Gli effetti indesiderati osservati con Moment sono generalmente comuni agli altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei. Tra gli effetti indesiderati osservati più comunemente dopo l’assunzione di Moment vi sono una sensazione di pesantezza allo stomaco, nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, colite aggravata, morbo di Crohn. Meno comunemente si sono osservate delle reazioni allergiche (eritema, prurito, orticaria), edema, insufficienza cardiaca e ipertensione (in associazione con altri FANS). Molto raramente si sono sviluppate delle ulcere peptiche, emorragia gastrointestinale, perforazione gastrointestinale e gastrite.
In collaborazione con
Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Prof. Stefano Bellosta, è un Professore Associato di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica.

È docente dei moduli di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia e di Farmacotossicologia dei farmaci biotecnologici per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, e tiene lezioni alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e al Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie cardiovascolari e neurodegenerative, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Data di pubblicazione: 11 marzo 2020
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