Puntura di zecca: cosa fare e non fare

Puntura di zecca: cosa fare e non fare

Puntura di zecca: cosa fare e non fare


Le zecche sono creature simili ai ragni che si attaccano alla pelle e vengono talvolta scambiate per dei nei. Piccole, scure, a forma di goccia e munite di otto zampette, rappresentano una minaccia per la salute dell'uomo. Se si frequentano aree a rischio, come prati e boschi, meglio prendere adeguate precauzioni. Il loro morso, infatti, in genere indolore, può essere veicolo di patologie infettive che, se non curate tempestivamente, possono comportare serie conseguenze. Tra queste, la malattia di Lyme, l'encefalite da zecca, la rickettsiosi o la meningoencefalite. È fondamentale saperle riconoscere ed estrarle nel modo corretto, avendo cura di non lasciare il rostro, l'apparato che utilizzano per attaccarsi, conficcato nella pelle. Occhio anche alla comparsa di eventuali segnali d'infezione nei successivi 30-40 giorni dalla puntura: se insorgono bisogna subito contattare il medico. 

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In collaborazione con

Michela Crippa

Michela Crippa

Giornalista professionista, da oltre dodici anni mi occupo di giornalismo medico-scientifico per le riviste e i siti del Gruppo Sfera (Rizzoli) scrivendo principalmente di salute e alimentazione. Ho lavorato come redattore presso il mensile "Donna e Mamma" e oggi curo la rubrica delle news in primo piano di "Io e il Mio Bambino" e realizzo reportage sulle strutture ospedaliere per la sezione viaggi nei centri di eccellenza. Inoltre lavoro come addetta stampa del portale Dove e Come Mi Curo.

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