Insolazioni, ustioni e colpi di calore: che cosa fare per difendersi adeguatamente

Insolazioni, ustioni e colpi di calore: che cosa fare per difendersi adeguatamente

Insolazioni, ustioni e colpi di calore: che cosa fare per difendersi adeguatamente


Senza un’adeguata protezione, i raggi solari possono provocare reazioni a breve o a lungo termine, a seconda dell’intensità della radiazione e del periodo di esposizione. Eritemi, macchie sulla pelle, ma anche colpi di calore che possono avere esiti potenzialmente gravissimi. E poi ci sono le reazioni a lungo termine, inclusi tumori della pelle (da meno gravi come basaliomi e carcinomi, a più aggressivi come i melanomi).

Proteggersi con creme idonee e per tutto il tempo necessario, e riconoscere per tempo i primi sintomi di una brutta insolazione, fanno la differenza.


immagine che rappresenta donna che applica crema solare sulla pelle

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Insolazioni, ustioni e colpi di calore: che cosa fare per difendersi adeguatamente


Senza un’adeguata protezione, i raggi solari possono provocare reazioni a breve o a lungo termine, a seconda dell’intensità della radiazione e del periodo di esposizione. Eritemi, macchie sulla pelle, ma anche colpi di calore che possono avere esiti potenzialmente gravissimi. E poi ci sono le reazioni a lungo termine, inclusi tumori della pelle (da meno gravi come basaliomi e carcinomi, a più aggressivi come i melanomi).

Proteggersi con creme idonee e per tutto il tempo necessario, e riconoscere per tempo i primi sintomi di una brutta insolazione, fanno la differenza.


immagine che rappresenta donna che applica crema solare sulla pelle


Sintomi

Le reazioni a breve termine più comuni da eccesso di esposizione al sole sono per lo più rappresentate da:
  • Eritema solare, che si manifesta a distanza di poche ore dall’esposizione e raggiunge il suo apice entro le 24 ore successive. La pelle si arrossa, compaiono prurito intenso, sensazione di calore, secchezza e desquamazione. Nei casi più gravi, si sviluppano vescicole simili a quelle prodotte dalle ustioni.
  • Orticaria (dermatite solare): vera e propria reazione allergica alla radiazione, mediata dal sistema immunitario, che causa gonfiore (edema), arrossamento a macchie e prurito intenso.
  • Colpi di calore e colpi di sole, caratterizzati da un rapido aumento della temperatura corporea che può raggiungere i 40°C. I colpi di sole avvengono per diretta esposizione sotto il sole, mettendo in sofferenza in particolare il cervello, mentre i colpi di calore possono avvenire anche al chiuso qualora le temperature interne o esterne fossero molto elevate. Capita spesso alle persone anziane. In entrambi i casi, i sintomi non vanno sottovalutati, includono:
    • Sensazione di debolezza e confusione;
    • Vertigini;
    • Nausea o vomito;
    • Forte mal di testa fino – nei casi più gravi – a battito cardiaco e respiro accelerato e perdita di coscienza
 immagine che rappresenta vescicole da eritema solare

Cosa fare

Anzitutto, bisogna evitare di esporsi eccessivamente al sole e comunque, sempre, scegliere una crema solare con protezione adeguata, anche se abbiamo la percezione di dover stare al sole per poco tempo.

Le pelli si classificano per fototipi: dal fototipo 1, quello più a rischio perché più povero di melanina e che richiede fotoprotezione estrema (pelle e occhi chiari, efelidi, capelli biondi o rossi); al fototipo 6, il meno pericoloso (pelle olivastra, occhi e capelli neri), che richiede fotoprotezione bassa.

Purtroppo ci sono in rete (e non) molte informazioni errate circa il fatto che con la pelle non chiarissima si possano anche usare creme a protezione più bassa (20, 10 o addirittura 5!). La ricerca ha invece mostrato che è necessaria la massima protezione (50+) sempre, per tutte le
pelli con fototipo fino a 4. Inoltre, è fondamentale rispettare il dosaggio che è maggiore di quanto spesso siamo abituati a pensare: servono infatti di 2 milligrammi di crema per centimetro quadrato di pelle, e questa quantità va applicata ogni 2-3 ore, circa un quarto d’ora prima di iniziare a prendere il sole e dopo ogni bagno.

Una regola per tutti è inoltre evitare di esporci al sole fra le 11 e le 16, perché in questi orari i raggi del sole hanno direzione verticale incidendo sulla pelle con maggiore aggressività ed esponendoci più facilmente a disidratazione e a pericolosi colpi di calore.
 

Quando chiamare il 118

Per quanto riguarda il colpo di calore e il colpo di sole, le “fasi” da riconoscere sono:

Prima fase:
  • Comparsa improvvisa di contrazioni muscolari intermittenti dolorose;
  • Sudorazione;
  • Frequenza cardiaca accelerata (da squilibrio di sali persi sudando). 
Seconda fase:
  • Mal di testa;
  • Crampi muscolari;
  • Nausea;
  • Vomito;
  • Intontimento;
  • Frequenza cardiaca accelerata.
In questi casi è necessario spostarsi in un ambiente fresco o fare una doccia o bagno, e idratarsi.
Se dopo 30 minuti i sintomi persistono, consultare il Medico.

Terza fase:
Bisogna chiamare subito il 118 in caso la cute sia già calda e si presenti febbre alta con:
  • Rigidità muscolare;
  • Difficoltà respiratorie;
  • Tachicardia e abbassamento della pressione.

immagine che rappresenta donna che soffre per colpo di sole


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI




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In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

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