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Zucchero, troppo e senza saperlo

Zucchero, troppo e senza saperlo
06 febbraio 2017

Alimentazione

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che l’introito calorico proveniente dagli zuccheri naturali (o aggiunti) non deve superare il 5% del totale giornaliero. Ha sancito che per fronteggiare l’obesità, un flagello a livello mondiale, un adulto dovrebbe assumerne 25 grammi, pari a 6 cucchiaini da caffè. In Italia il consumo medio e di 80 grammi al giorno, tra zuccheri che si trovano negli alimenti preconfezionati e quelli che aggiungiamo; la media mondiale è di circa 70 grammi a testa; gli Stati Uniti, dove tre quarti dei cibi e delle bevande confezionate contengono zuccheri o dolcificanti, hanno il triste primato di 160 grammi giornalieri.

Aldilà dei dolci, gli zuccheri raffinati o grezzi si trovano nel pane in cassetta, nelle salse, nei sughi pronti e in generale nei prodotti della prima colazione (yogurt, succhi di frutta, cereali). Sempre di saccarosio si tratta, ma tra lo zucchero raffinato (bianco) e quello grezzo (di canna), la differenza risiede nelle piccole quantità di melassa che il secondo contiene, vale a dire minerali e vitamine, purtroppo in dosi non significative. Un recente studio neozelandese conferma che gli zuccheri semplici non fanno ingrassare più di altri nutrienti, a parità di calorie fornite, ma chi mangia in quantità cibi zuccherati tende ad assumere calorie in eccesso, quindi ingrassa.

L’insidia maggiore viene dalle bibite zuccherine, assai più pericolose di una fetta di torta: lo zucchero in forma liquida non attiva i meccanismi che dettano il senso di sazietà. C’è di più: una lattina può contenere l'equivalente di 10 cucchiaini di zucchero, pari a 38 grammi, e le bibite "diet" contengono i dolcificanti, anch’essi dannosi.

Un suggerimento per limitare i consumi giornalieri è evitare di zuccherare tè e caffè e ridurre drasticamente le bevande dolcificate. E ancora, per la prima colazione, scegliere cereali e succhi di frutta non zuccherati, lasciando perdere gli yogurt cremosi, i biscotti e le brioches.