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La vitamina B12 pro anziani

La vitamina B12 pro anziani
21 luglio 2016

Ricerca e Prevenzione

La carenza di vitamina B12 negli anziani potrebbe incrementare il rischio di depressione, declino cognitivo e malattia di Alzheimer. Lo conferma la ricerca del Karolinska Institutet di Stoccolma pubblicato su Jama Psychiatry che ha preso in esame per sei anni 300 ultrasessantenni. Bassi valori nel sangue di vitamina B12 influenzano la rapidità con cui si riduce il volume cerebrale in quei soggetti. Un fenomeno naturale, legato all’invecchiamento, ma di fatto uno dei segni premonitori della demenza.

E’ noto come la vitamina B12 contribuisca al metabolismo delle cellule cerebrali. Insieme all’acido folico è fondamentale per mantenere nella norma nel sangue i livelli di omocisteina, un aminoacido che aumenta il rischio di aterosclerosi e malattie vascolari. Anche elevati valori di omocisteina sono associati a una più rapida perdita di volume cerebrale. La vitamina B12 è un regolatore, concorre alla corretta proliferazione e maturazione cellulare. Ove sia carente può insorgere una forma specifica di anemia oltre ad alterazioni neurologiche e gastrointestinali.

Dove la si trova negli alimenti è presto detto: in quelli di origine animale come carne, pesce, uova, latte e derivati. Diete salutari come quella mediterranea e quella lacto-ovo vegetariana, anche se contemplano un consumo ridotto di alimenti di origine animale, possono comunque assicurare un buon apporto in B12. Con l’età però si può ridurre l’acidità gastrica che a sua volta riduce l’assorbimento della B12 proveniente dagli alimenti. In caso di supplementazione, deciderà sempre il medico. Il fai da te va sempre evitato.