Viaggi sanitari in aumento

Viaggi sanitari in aumento
14 dicembre 2016

Ricerca e Prevenzione

Ogni anno 800 mila italiani colpiti da tumore decidono di farsi curare altrove. Allarma il caso della Calabria. L’allarme viene dall’Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica che ha riassunto la mappa delle migrazioni sanitarie in Italia: ogni anno quasi 800 mila italiani con neoplasie decidono di lasciare la regione di residenza per curarsi altrove nel Paese, incidendo sulla spesa sanitaria per 2 miliardi di euro. Allarma in particolare il dato della Calabria dove il 62 per cento dei cittadini con tumore al polmone e il 42 per cento di quelli con cancro al seno si recano fuori regione per l’intervento chirurgico di cui necessitano.

Considerando le neoplasie più importanti (polmone, seno, colon retto, prostata, vescica e tumori ginecologici), la migrazione sanitaria in Calabria raggiunge il 37 per cento dei malati oncologici e riflette la scarsa fiducia dei calabresi nei servizi in regione. I viaggi sanitari conducono i pazienti verso le strutture di Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna ma anche verso territori limitrofi come Basilicata, Sicilia e Puglia. Va detto che l’80% degli ospedali italiani ha volumi di attività chirurgica oncologica troppo bassi, mentre dove gli interventi sono numerosi gli esiti sono migliori e la mortalità si riduce.

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