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La vescica dà qualche ansia

La vescica dà qualche ansia
07 dicembre 2016

Ricerca e Prevenzione

Al momento non c’è uno screening che consenta di determinare con certezza un tumore alla vescica ma ci si limita a segnali da non sottostimare. Il sintomo più frequente, nell’esperienza degli oncologi dell’Aiom, è l’ematuria, cioè il sangue nelle urine. Nel Regno Unito e in Canada sono state sviluppate forti campagne per sensibilizzare i cittadini, in particolare gli uomini, su questo sintomo da non sottovalutare, anche se sporadico, che trova nel fumo di sigarette la causa principale dello sviluppo di un tumore alla vescica. Non dimentichiamo che questa neoplasia ogni anno in Italia colpisce oltre 26mila persone, 21mila uomini e 5mila donne.

Per questo è nata, grazie ad Aiom, la prima campagna nazionale specifica che invita chi ha più di 50 anni di età a controllare il colore delle urine e a rivolgersi senza indugi al medico in caso di ematuria. A promuoverla saranno da un lato i social network, dall’altra la distribuzione in farmacia e negli stadi di calcio di opuscoli informativi. Per informare al meglio anche figure di riferimento come medici di famiglia o farmacisti, gli oncologi hanno realizzato uno strumento di formazione a distanza con vere e proprie lezioni sull’immuno-oncologia. Il web può aiutare la salute, se ben impiegato.