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Vaccini, i pregiudizi da estirpare

Vaccini, i pregiudizi da estirpare
22 settembre 2016

Mamma e Bambino

L’Accademia Americana di Pediatria (AAP) ha monitorato il calo delle vaccinazioni registrato negli Usa in base a due indagini condotte nel 2006 e nel 2013, quando l’87% dei pediatri statunitensi ha registrato il rifiuto dei genitori nei confronti della vaccinazione per i figli con un incremento del 75 per cento rispetto a quanto rilevato nel 2006. Come risposta doverosa i pediatri che hanno deciso di non seguire più i bambini dopo il no alle vaccinazioni da parte dei genitori sono aumentati considerevolmente: dal 6% nel 2006 sono diventati il 13% otto anni dopo.

Tra i genitori americani che si rifiutano di vaccinare i loro piccoli, quasi tre su quattro ritengono che il provvedimento sia inutile visto che riguarda malattie non presenti sul territorio statunitense. Un errore gravissimo, come sostiene una titolare dell’indagine, Kathryn Edwards, visto che «in un mondo globalizzato un‘infezione che si osserva anche a migliaia di chilometri di distanza può comparire anche nel centro di New York o nelle grandi pianure americane».

Se nel 2006 il grande rifiuto a vaccinare i figli era dato dal timore dell’autismo, ipotesi che la scienza rifiuta perché inesistente, unitamente a seri effetti indesiderati, oggi i dubbi dei genitori americani si concentrano sui vaccini concentrati in una sola somministrazione per bambini troppo piccoli ma soprattutto la convinzione che i vaccini non siano necessari: il 10% in più dei genitori americani lo afferma categoricamente.

Da noi la pericolosa tendenza al no ai vaccini si sta attenuando anche se i dati italiani sono ancora preoccupanti, in termini di coperture vaccinali. Nel primo semestre del 2016 l’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 434 casi di morbillo, di cui oltre il 90% in soggetti non vaccinati.

Come ovviare? Il provvedimento migliore rimane la corretta informazione. Ne riferisce Paolo Bonanni, docente di Igiene a Firenze: «Un anno di esperienza del Numero Verde Vaccini, cui si rivolgono molti genitori, segna un ridotto impatto della falsa associazione tra autismo e vaccini, ma rimane ancora una scarsa consapevolezza sui rischi delle malattie infettive, visto che le infezioni non hanno frontiere: finché non sono eradicate a livello globale non si può abbassare la guardia».