Vaccinazione fa rima con disinformazione

Vaccinazione fa rima con disinformazione
28 giugno 2016

Mamma e Bambino

In calo continuo, purtroppo, le coperture vaccinali in Italia, soprattutto a causa della disinformazione che imperversa in internet. Malgrado l’Organizzazione Mondiale della Sanità valuti in non meno di 2 milioni e mezzo le vite salvate con la prevenzione vaccinale di una serie di patologie, c’è chi contesta questa pratica che ha consentito la scomparsa di alcune malattie infantili a decorso infausto. Recenti sono i casi di malattie infettive - pertosse, morbillo o meningite – riemerse da un lontano passato che hanno causato, sia pure in numero limitatissimo, di decessi in Italia. Si tratta di malattie dimenticate da tempo grazie ai vaccini che ne hanno limitato la diffusione e questo certamente a causa della diminuita copertura vaccinale e della cattiva informazione su queste pratiche che una parte del mondo, quello meno sviluppato, accetterebbe volentieri se esistessero le risorse per consentirle a tutti.

In proposito bastano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, riferiti a poliomielite, tetano, difterite ed epatite B: patologie tutte in calo e attualmente garantite da una copertura vaccinale del 95%. Al contrario c’è un certo timore per morbillo, parotite e rosolia, di cui è oggi al riparo soltanto l’86% dei nostri giovanissimi: lo dicono i dati della Società Italiana di Pediatria, significa che oltre 358.000 bambini non sono stati vaccinati negli ultimi 5 anni. “La vaccinazione rappresenta uno degli interventi di sanità pubblica maggiormente efficaci e sicuri – spiega Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – attraverso la cosiddetta immunità di gregge, anche i non vaccinati beneficiano degli effetti positivi della vaccinazione, sempre che la copertura sia superiore alla soglia del 95%, al di sotto della quale l’agente patogeno continuerebbe a circolare. Il calo delle vaccinazioni costituisce un grave pericolo per la salute di tutti". L’immunità di gregge permette di coprire anche chi non può vaccinarsi, come i neonati, troppo piccoli, o i bambini immunodepressi o con gravi patologie.

Non meno importanti sono le vaccinazioni in età adolescenziale, come quella contro il Papilloma Virus umano (Hpv), in grado di proteggere ragazzi e ragazze da vari tipi di cancro, come il tumore del collo dell’utero, il cancro anale, le lesioni precancerose di cervice, ano, vulva e vagina e i condilomi genitali. Vaccinazione che secondo il nuovo Piano vaccinale sarà rivolta gratuitamente alle ragazze sotto i 12 anni – e in alcune regioni sotto i 17 e 25 anni – ma anche ai ragazzi sotto i 12 anni. Questo grazie sia dalla riduzione del costo del vaccino contro il Papilloma Virus sia dalla semplificazione della schedula di somministrazione (due dosi invece di tre). Allargando ai maschi questa vaccinazione, oltre a prevenire le malattie da Hpv nel maschio stesso, si interviene riducendo il serbatoio infettivo. Mentre in età adulta la pratica vaccinale è legata principalmente ai vaccini antinfluenzali, verso i quali spesso c’è scetticismo, talvolta anche da parte degli operatori sanitari.

L’avvento del Web ha moltiplicato la velocità e la quantità delle informazioni disponibili, facilitando la pubblicazione di dati spesso errati e privi di base scientifica. Il dibattito sulle vaccinazioni è ampliamente presente anche su social network, blog e forum, dove i genitori condividono dubbi, perplessità e diffidenza: in queste “piazze virtuali" spesso le informazioni non sono verificate e viaggiano senza filtri.

Per il sistema-Italia, non vaccinare contro una malattia prevenibile rappresenta un costo rilevante non solo in termini di salute pubblica, ma anche economici: uno studio dell’Altems e del Ceis nel 2010 ha evidenziato come il costo complessivo per l’influenza, tra spese del Ssn, dell’Inps, delle aziende e delle famiglie (costi diretti ed indiretti), ammonti a circa 2,86 miliardi di euro; vaccinando tutta la popolazione maggiore di 18 anni i costi complessivi si ridurrebbero a 1,56 miliardi.