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Tuteliamo le orecchie

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11 dicembre 2016

Ricerca e Prevenzione

Si puliscono da sole, salvo i casi di malattie o malformazioni

 

Chi è convinto che i cerume sia un problema di igiene, di sporcizia da rimuovere, è bene che si ricreda: si tratta di una barriera protettiva naturale che tutela l’orecchio esterno e la membrana timpanica. Nella parte iniziale del condotto uditivo sono presenti piccolissimi peli che servono per impedire l’ingresso indiscriminato di virus e batteri e più internamente del cerume. Le orecchie di fatto si puliscono da sole, al massimo potete sciacquarle con acqua tiepida. Per questo è bene evitare bastoncini di cotone, asciugamani, carta igienica che possono creare piccole abrasioni, minuscoli taglietti che, a contatto con lo shampoo o l’acqua della piscina o del mare, possono sfociare in una infezione micotica o batterica.

Diverso è il caso del “tappo di cerume" che si può creare in caso di malattie come la psoriasi o la dermatosi o per anomalie del condotto uditivo che possono favorire l’insorgenza di infezioni a carico dell’orecchio esterno. L’accumulo di cerume genera la fastidiosa sensazione di ovattamento auricolare, il calo dell’udito, in caso di infezione si associa a dolore. Anche in questo caso niente coni di cera per stappare l’orecchio, è bene rivolgersi a personale sanitario esperto che provvede alla rimozione del tappo tramite lavaggio e aspirazione del cerume con strumenti specifici.

Solo in caso di frequenti recidive, e su indicazione medica, sono possibili lavaggi con spray di soluzione fisiologica, presenti in bombolette pressurizzate e dotate di apposito beccuccio, avendo l’accortezza di scaldare con le mani, per alcuni minuti, il contenitore. Questo per evitare che la soluzione spray crei problemi di vertigini.

Queste informazioni sono senza età: valgono per le orecchie di adulti, bambini e adolescenti, ambosessi.