Alimentazione e Tumore Colon-Retto: consigli e dieta

Alimentazione e Tumore Colon-Retto: consigli e dieta

Benessere

Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2019

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Nel tumore del colon, l’alimentazione rappresenta un’arma a doppio taglio. Se è infatti vero che il 38% dei casi, in base a un studio recente, è correlato a una dieta sbagliata, è altrettanto vero che un adeguato stile alimentare può fare molto per prevenire il cancro al colon retto, ma anche per favorire il benessere di tutto il corpo. A fare luce sull’argomento dieta e rischio di malattia oncologica è uno studio pubblicato su JNCI Cancer Spectrum che giunge alla conclusione che il 5,2 % di tutti i tumori registrati nel 2015 negli Usa, si possono attribuire a una alimentazione inadeguata. Di questi, il 4,4% è direttamente correlabile ad “errori” dietetici, ma nello 0,82%, dei casi il fattore di rischio è l’obesità spesso frutto di una alimentazione sbagliata. Il tumore del colon retto, con il 38,3 % del totale dei casi, è quello che risulta maggiormente correlato alla dieta, in particolare tra i maschi di mezza età (45-64 anni). Subito dietro, secondo lo studio, c’è il cancro della bocca, della faringe e della laringe (25,9%). A molta distanza, errori dell’alimentazione sono all’origine del tumore allo stomaco (6,8%), utero (6,1%), esofago (adenocarcinoma) con il 4,6%, rene (3,9%), fegato (3,1%), cistifellea (2,8%), seno nel postmenopausa (1,5%), pancreas (1,2%), mieloma multiplo (1,1%), prostata in fase avanzata (0,9%), tiroide (0,9%) e ovaio (0,8%).

Il cancro del colon-retto è il terzo tumore più comune in Italia. In Europa rappresenta globalmente il 10,2% di tutti i tumori, per questo è importante una prevenzione che vada oltre lo screening. Colpisce soprattutto dopo i 50 anni anche se, dati recenti, indicano che l’incidenza e la mortalità per questa patologia sono in aumento anche in fasce di età più giovani. Le ragioni di questo fenomeno non sono ancora del tutto chiare, ma lo stile alimentare e la prevalenza di obesità, in crescita nei giovani e negli adolescenti, potrebbero rappresentare una spiegazione almeno parziale del fenomeno.

Secondo un recente studio di Fang Fang Zhang et al., i fattori dietetici che aumentano il rischio di tumore al colon sono lo scarso consumo di cereali integrali e di latticini e l’assunzione eccessiva di carni processate, cioè insaccati, salsicce e wurstel. Non è ancora chiaro quali siano le sostanze contenute in questi gruppi di alimenti che riducono o aumentano il rischio, ma altri studi hanno dimostrato che alcuni composti come fibre, vitamina E, selenio, polifenoli e omega-3, contenuti negli alimenti consigliati, hanno un effetto protettivo.

Perché gli alimenti possono proteggere dal cancro

Ormai non ci sono dubbi: l’alimentazione è un’arma di prevenzione molto efficace, soprattutto se iniziata in giovane età. Alcuni studi affermano che le persone che mangiano bene, fanno esercizio fisico (anche solo una camminata di mezz’ora al giorno), mantengono un peso sano e riducono al minimo l'alcol, possono abbassare le probabilità di malattia di oltre un terzo. Alla luce dei dati scientifici attualmente disponibili si possono quindi dare alcune indicazioni sui cibi da preferire e da mangiare con minore frequenza.

Alimenti di cui limitare il consumo

  • Carne rossa. Un succulento hamburger caldo alla griglia può tentare le papille gustative, ma può essere un fattore di rischio di malattia per il colon. Un consumo abituale di carne rossa come manzo, maiale e agnello, può aumentare le probabilità di contrarre il cancro del colon-retto. Sul perché questi alimenti possano favorire lo sviluppo della malattia ci sono delle ipotesi legate a composti presenti nella carne stessa o che si formano con la cottura ad alte temperature. Alla luce dei dati disponibili, non si dovrebbero superare i 500 grammi di carne rossa a settimana.
  • Carni elaborate/industriali. Sono carni trattate perchè affumicate, stagionate o salate o conservate con aggiunta di sostanze chimiche: hot dog, salsicce, insaccati, pancetta, prosciutto. Questi alimenti possono favorire lo sviluppo non solo del cancro al colon, ma anche allo stomaco, oltre ad altre patologie cardiovascolari (ipertensione).
  • Alcool. Un drink di superalcolico ogni tanto non sembra aumentare le probabilità di cancro al colon. Il passaggio però dal bere in modo moderato a pesante (due o tre bicchieri al giorno) può aumentare del 20% le probabilità di svilupparlo, tanto che il bere pesantemente fa salire del 40% il rischio. In generale con più di tre drink di superalcolici al giorno è meglio considerare, oltre che di modificare questa cattiva abitudine, di sottoporsi a uno screening per il cancro del colon-retto. 

Prodotti da preferire

  • Cereali integrali. Sono alimenti ricchi di sostanze nutritive e sono buone fonti di magnesio e fibre. Queste, in particolare, aumentando il volume delle feci, favoriscono il transito intestinale e possono inoltre intrappolare eventuali sostanze cancerogene ed eliminarle dal colon. In generale, è buona regola introdurre 90 grammi di cereali integrali al giorno sottoforma di farina d'avena, pane integrale e riso integrale. Molti alimenti sostengono di essere fatti con cereali integrali, ma bisogna fare attenzione. In un chicco di grano infatti ci sono: crusca, endosperma e germe. La raffinazione rimuove la crusca e il germe, insieme ad altri 17 nutrienti, e riduce la quantità di proteine ​​del 25%. La chiave per mangiare cereali integrali è leggere le etichette degli alimenti verificando il tipo di farina impiegata, la quantità di grano intero o i grammi di fibra. Nei cereali integrali ci sono anche preziosi antiossidanti che non si trovano nella frutta e nella verdura. Ci sono anche vitamine del gruppo B, vitamina E, magnesio, ferro e fibre. Come hanno verificato vari studi, i cereali integrali riducono il rischio di cancro e anche di malattie cardiache, diabete e obesità. Tra i cereali integrali da aggiungere alla dieta ci sono: farina integrale, pane integrale (non raffinato), avena intera (farina d'avena), riso integrale, quinoa, farina di mais, popcorn, grano saraceno, miglio e orzo integrale.
  • Fibre. La fibra funge da spazzino per il colon: rimuove rifiuti, detriti e tossine lasciati indietro nel processo digestivo. Le donne dovrebbero ingerire almeno 25 grammi di fibre al giorno e gli uomini 30-35 grammi. La migliore fonte di fibre è il cibo. Esistono due tipi di fibre e un colon sano le richiede entrambe.
  • Fibra solubile: questa fibra attira l'acqua e crea una sostanza gelatinosa che rallenta la digestione. La fibra solubile dà il senso di sazietà e può aiutare a regolare la glicemia. Buone fonti di fibra solubile includono farina e crusca d'avena, mele, arance, fagioli, piselli secchi, noci, fragole, mirtilli, sedano e carote.
  • Fibra insolubile: questa fibra non si dissolve in acqua e passa attraverso il sistema digestivo relativamente intatta. La fibra insolubile aggiunge volume al contenuto intestinale e, oltre a ripulire l’intestino da sostanze tossiche, aiuta a prevenire la stitichezza. Buone fonti di fibre insolubili includono grano integrale, cereali integrali, crusca di frumento, noci, semi, orzo, cuscus, zucchine, broccoli, cavoli, verdure a foglia verde scura, uva, bucce di ortaggi a radice, riso integrale, pomodori e fagiolini. Sebbene sia meglio ottenere dal cibo la fibra di cui si ha bisogno, gli integratori di fibre, disponibili in farmacia, offrono un'alternativa utile. Sono un esempi lo psillio e la metilcellulosa. Quando si aumenta l'assunzione di fibre è consigliato di procedere gradualmente per prevenire la formazione di gas e crampi. È anche importante bere di più per idratare le fibre, altrimenti si rischia di ottenere l’effetto opposto.
  • Latticini. La maggior parte degli studi concordano sul fatto che i prodotti lattiero-caseari ricchi di calcio riducono la formazione, nel colon, di escrescenze note come adenomi, e cancro. A tale proposito, anche gli integratori di calcio possono essere utili. Non si esclude un ruolo da parte della vitamina D che potrebbe anche proteggere da questo tipo di cancro, ma sono necessarie ulteriori ricerche per confermarne l’efficacia.
  • Fagioli e altri legumi (soia, piselli e lenticchie, ad esempio). Sono alimenti ricchi di fibre, proteine ​​e vitamine B ed E. Hanno anche composti, chiamati flavonoidi, che possono impedire lo sviluppo dei tumori perché, con l’azione antiossidante, riducono la formazione di radicali liberi. Queste sono molecole che causano danni alle cellule dei tessuti e innescano processi infiammatori che predispongono alla formazione di cellule anomale come quelle tumorali. Una buona abitudine potrebbe essere quella di sostituire la carne, in alcuni pasti, con fagioli neri o mangiare una zuppa a base di legumi e cerali.
  • Frutta e verdura colorate. Questi alimenti contengono delle sostanze come i flavonoidi che possono bloccare lo sviluppo e la crescita delle cellule tumorali, oltre ad un effetto anti-infiammatorio. Gli studi che hanno verificato il collegamento tra consumo di frutta e verdura e prevenzione del cancro del colon hanno dato risultati diversi, ma le linee guida internazionali, raccomandano questi alimenti come parte di una dieta sana. Le scelte migliori includono broccoli, cavoli e frutta ricca di vitamina C come le arance e gli agrumi. Almeno cinque porzioni (una porzione è circa il pugno di una mano) di frutta e verdura di colori diversi al giorno sono un buon punto di partenza. Dato che frutta e verdura sono abbondanti e con poche calorie, possono anche aiutare la gestione del peso, visto che l’obesità è un fattore di rischio per il cancro al colon, oltre che di altre patologie cardiometaboliche come il diabete, l’infarto , l’ipertensione e l’ictus. Avere ogni colore rappresentato nella dieta assicura l’introduzione di tutte le vitamine e i minerali utili alla salute del colon, ma anche di tutto l’organismo.
Ecco alcuni suggerimenti.
  • Rosso: pomodori, melograni, mirtilli rossi, ravanelli, cavolo rosso, peperoni rossi, anguria e lattuga rossa
  • Arancio: albicocche, peperoni gialli, melone, pomodori gialli, zucca, arance, mandarini, limoni, cachi, mango, papaia e patate dolci
  • Verde: kiwi verde, broccoli, avocado, carciofo, zucchine, asparagi, cetrioli, sedano, porri, rucola, piselli, bietole, spinaci, cavolo, cavolo verde e cavoletti di Bruxelles
  • Viola: melanzane, cavoli viola, more, prugne, fichi, uva nera, mirtilli e barbabietole
  • Bianco: funghi bianchi, aglio, cavolfiore, cipolle, patate, pesche bianche
  • Pesce. Il salmone e gli altri pesci grassi come il tonno, il merluzzo, il pesce spada, le aringhe, gli sgombri, le sardine, e in genere tutto il pesce azzurro sono ricchi di acidi grassi omega-3. Questa categoria di grassi, oltre a ridurre il colesterolo, può rallentare la crescita delle cellule tumorali e la loro proliferazione, come rivela uno studio del 2018. Una particolare attenzione si deve avere rispetto alla provenienza di questi pesci che, se pescati in mari inquinati, possono contenere mercurio e altri metalli che sono invece fattori che, nel tempo, possono causare vari danni alla salute.
  • Altri alimenti in studio. I pochi dati disponibili, segnalano che potrebbero avere un ruolo nella prevenzione dello sviluppo del cancro al colon-retto, per la presenza di antiossidanti: caffè, tè, bevande contenenti caffeina, cibi zuccherati, patate e aglio.

Il ruolo degli antiossidanti: meglio dagli alimenti o dagli integratori?

integratoriLe sostanze antiossidanti contenute in frutta e verdura (fitocomplessi come i flavonoidi e le vitamine) proteggono l’organismo dallo sviluppo di infiammazione e malattie perchè contrastano l’attività dei radicali liberi.

Queste sostanze danneggiano le cellule del corpo attraverso l'ossidazione, lo stesso processo che fa arrugginire il metallo e trasforma il burro in rancido. È stato dimostrato che l'ossidazione contribuisce a dare danni tissutali che favoriscono lo sviluppo di malattie cardiache, cataratta, invecchiamento e infezioni. Le cellule del corpo hanno una naturale strategia di difesa contro i radicali liberi e sono in grado di riparare i danni da loro causati. Tuttavia gli antiossidanti, come il selenio e il beta-carotene, possono aiutare a rafforzare questa protezione.

Negli studi clinici, però, nessuno di questi agenti ha dimostrato di ridurre lo sviluppo del cancro. Gli alimenti che sono buone fonti di antiossidanti includono frutta, verdura e alcuni tipi di tè, in particolare il tè verde.
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DOMANDE e RISPOSTE

Risponde alle domande Salvatore Pucciarelli, direttore della chirurgia oncologica della Clinica chirurgica I dell’Azienda Ospedaliera, professore associato Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterlogiche dell’Università di Padova.

1. QUALI SONO LE CAUSE DEL CANCRO AL COLON?
A parte una piccola percentuale (5%) di cui è nota l’origine ereditaria, nella stragrande maggioranza dei casi non si sa esattamente cosa causi il cancro all'intestino. Manca infatti la relazione diretta che si riscontra nel fumo per il tumore al polmone, ma ci sono una serie di fattori che possono aumentare il rischio. Tra questi c’è l’età: quasi 9 casi su 10 di carcinoma intestinale si verificano dopo i 60 anni e nel sesso maschile. Sono fortemente indiziate alcune abitudini di vita, soprattutto la poca attività fisica, e degli alimenti tipici della dieta dei paesi occidentali, ricca di carni rosse elaborate e povera di fibre. Con i dati attualmente disponibili si può certamente dire che una dieta varia, senza eccessi, ma ricca in fibre è utile non solo per prevenire il cancro in generale e quello al colon in particolare, ma anche la stitichezza. 

2. IL CANCRO DEL COLON È IN AUMENTO ANCHE IN PERSONE GIOVANI? 
Il carcinoma del colon e il carcinoma del retto possono essere associati alla tipica dieta occidentale povera di fibre e ricca di grassi saturi e calorie che causano un aumento del peso. Alcuni studi hanno riscontrato un aumento del rischio di cancro al colon nelle persone che mangiano gli alimenti tipici del fast food e hanno uno stile di vita sedentario.

3. CHE TIPO DI CIBO FAVORISCE IL CANCRO AL COLON?
Le diete che includono molte verdure, frutta e cereali integrali sono state associate a un ridotto rischio di cancro del colon o del retto. Mangiare meno carne rossa (manzo, maiale o agnello) e carni lavorate (hot dog e alcune carni a pranzo), che sono state collegate ad un aumentato rischio di cancro del colon-retto, possono aiutare a ridurre la probabilità che si sviluppi tale patologia.

4. GLI INTEGRATORI DI VITAMINE E DI FIBRE CHE SI COMPRANO SONO DA PREFERIRE AL CIBO?
Sull’impiego di integratori e vitamine ci sono studi contrastanti. La regola di base però è nel preferire l’assunzione di questi elementi con il cibo per la presenza di altre sostanze che ne favoriscono l’assorbimento e l’efficacia. Va sempre considerato che la vera prevenzione del tumore al colon – retto è nella dieta equilibrata, ma anche nello screening che è consigliato dai 50 ai 60 anni. Le regioni che hanno iniziato per prime a fare gli screening hanno dati che mostrano che l’incidenza e la mortaità per questo tumore cambia e si riduce. 
 
In collaborazione con
Maddalena Guiotto

Maddalena Guiotto

Giornalista con laurea in farmacia e master in bioetica, ho sempre scritto di salute, sanità e farmaceutica. Ho maturato esperienze professionali a livello di agenzie stampa internazionali, Tv, carta stampata e siti web. Nel collaborare con testate come "Le Scienze", "Corriere Salute", "Aboutpharma" e "iFarma", ho potuto affinare le mie competenze in vari aspetti del giornalismo su web. Oggi scrivo anche di benessere e digital health, sempre partendo da dati scientifici certi e documentati.
Data di pubblicazione: 12 ottobre 2019