Tre milioni di italiani respirano male

Tre milioni di italiani respirano male
02 dicembre 2016

Benessere

La BPCO è un problema planetario ma anche nostro


Gas di scarico per il traffico, oltre al riscaldamento delle abitazioni e degli uffici, fanno impennare le polveri sottili a livelli che possono minare la salute delle vie aeree: non a caso sono in netto peggioramento i dati della BPCO, la Broncopneumopatia Cronico Ostruttiva che inquieta non meno di tre milioni di italiani, la gran parte anziani e affetti da altre patologie croniche. In autunno-inverno il 20% di loro, oltre seicentomila persone, in particolare gli over 65 e chi vive nelle grandi città, vede aggravarsi le problematiche respiratorie.

La BPCO colpisce nel mondo 329 milioni di persone e l’Organizzazione mondiale della Sanità ritiene che entro il 2030 possa diventare la terza causa di morte. Riducendo la funzionalità bronchiale, l’infiammazione cronica dà luogo a un progressivo restringimento delle vie aeree. Difficoltà di respirazione, in particolare sotto sforzo, tosse e catarro cronici e un’eccessiva produzione di muco sono i suoi sintomi principali. Alla BPCO concorrono, oltre allo smog, il fumo di tabacco (nove pazienti su dieci sono fumatori o ex tabagisti), l’alcol, l’esposizione per lavoro a sostanze irritanti (agenti chimici), la sedentarietà.

Un solo consiglio si può dare a chi è affetto da BPCO: non frequentare spazi affollati a rischio di contagio infettivo e non uscire di casa se non strettamente necessario. Le mascherine purtroppo non servono, non recano alcun beneficio. Per la diagnosi di BPCO basta un semplice test, la spirometria.