Trapianti: quali sono le ultime novità? Aggiornamenti 2018

Trapianti: quali sono le ultime novità? Aggiornamenti 2018
30 marzo 2018

Ricerca e Prevenzione

Il trapianto è un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione di un organo o di un tessuto con altro prelevato da un secondo individuo. Notevoli sono i progressi compiuti in Italia nel corso degli anni in materia di trapianti: alla base vi sono organizzazioni su base nazionale, regionali e locali sempre più efficaci, campagne di sensibilizzazioni e un livello di professionalità e competenza dei medici decisamente eccellente. In Italia è assicurata la giusta informazione ai cittadini, qualità e trasparenza attraverso collaborazioni con i miglior centri di ricerca in Europa nonchè mediante la pubblicazione sempre aggiornata dei dati relativi a donazione, trapianti e liste d'attese.
 

Numeri in aumento

I dati confermano che il 2017 è stato un anno eccezionale sia per quanto riguarda le donazioni che i trapianti d'organo. Si registra un aumento significativo con effetto positivo sulle liste d'attesa, in netto calo. Il successo è da ricercare nella riorganizzazione del sistema con la creazione di una centrale unica operativa nazionale. Degno di nota è anche il lavoro di coordinamento, formazione e sensibilizzazione compiuto all'interno delle Terapie intensive. E' dunque sempre crescente il numero di italiani che ha espresso il proprio consenso alla donazione di organi attraverso la registrazione alle Asl, nei Comuni e mediante l'iscrizione all'Aido. In futuro si auspica un continuo aumento delle donazioni in quanto da ciò dipende la possibilità di curare i pazienti. Come ribadito dal direttore del Cnt è in "questa direzione che va il Piano Nazionale Donazioni 2018-2020, approvato a dicembre". Si tratta di uno strumento che introduce innovazioni molto significative tra cui il fatto che l'attività trapiantologica non dipenderà più dai Centri Trapianti bensì dall'ospedale.
 

Dichiarazione di volontà sulle donazioni

In materia di trapianti è intervenuta anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha parlato agli Stati Generali della rete trapiantologica italiana, a Roma. E' stato osservato come l'innovazione introdotta dall'art. 43 del decreto legge n. 69/2013, ossia "l'attivazione del servizio di registrazione della dichiarazione di volontà sulla donazione di organi in occasione del rinnovo/rilascio della cartà d'identità", abbia dato i suoi frutti. All'inizio dell'anno 2018, circa un quarto del totale dei comuni hanno dato avvio a tale procedura. Nel nostro Paese esprimersi sulla donazione di organi e tessuti rappresenta un'opportunità e non un obbligo. La dichiarazione, resa secondo le modalità previste dalla legge, può essere modificata in ogni momento in quanto fa fede l'ultima manifestazione riportata in ordine temporale. Contestualmente alle donazioni, è aumentato anche il numero di trapianti. Tuttavia il sistema non appare ancora "in sicurezza" in quanto le liste d'attese continuano ad essere lunghe con conseguente pregiudizio per la salute.
 

"Cross over" da donatore cadavere

Un nuovo successo conseguito dalla medicina italiana in materia di trapianti è stata la realizzazione, per la prima volta al mondo, di una catena "cross over" innescata da donatore cadavere. Un simile programma è attualmente previsto soltanto in America pertanto l'Italia risulta essere il primo Paese in Europa ad occuparsi di ciò. Tale intervento è stato realizzato presso l'Azienza ospedaliera di Padova. La tecnica consente di effettuare trapianti tra coppie di donatore e ricevente incompatibili. In genere vengono incrociate le incompatibilità immunologiche di una coppia donatore-ricevente con un’altra coppia nelle stesse condizioni. Il dato sorprendente dell’interveto effettuato in Italia sta nel fatto che, per la prima volta al mondo , la catena cross-over è stata avviata utilizzando un donatore cadavere.

Nel caso specifico, un paziente in lista d’attesa ha ricevuto un rene da un donatore deceduto. In una fase successiva sarà prelevato il rene, per lui incompatibile, della donatrice vivente. Tale intervento rappresenta una vera innovazione in quanto, come ha commentato il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, "il ricorso a donatori cadavere accrescerà le possibilità di sottoparsi al trapianto renale per i pazienti immunizzati che posseggono, cioè, anticorpi specifici che ne rendono difficile la ricezione da un donatore vivente." Il programma "crossover" costituisce dunque una modalità aggiuntiva di accesso al trapianto per alcune categorie di pazienti di difficile trapiantabilità. Inizialmente le perplessità etiche e giuridiche legate allo stesso hanno rallentato l’accettazione del programma ma, dopo i primi casi, la procedura si è sviluppata rapidamente tanto da condurre a valutare la possibilità di realizzare trapianti crossover internazionali.
 

Trapianto di staminali

Un ulteriore passo in avanti riguarda le cure con il trapianto di cellule staminali per i malati di sclerodermia, patologia autoimmune che coinvolge la pelle causandone indurimento e perdita di elasticità e che, nelle sue forme più gravi, può condurre alla morte. Lo studio è stato condotto da ricercatori americani del Duke University Medical Center, che hanno colloborato con altre 26 Università Americane e Canadesi. In particolare i ricercatori hanno sottoposto 36 pazienti ad un trattamento volto alla distruzione del midollo osseo e con esso della principale sede di produzione degli auto-anticorpi. Successivamente hanno somministrato ai pazienti le loro cellule staminali prelevate in precedenza e purificate. Le nuove cellule hanno ricostituito il midollo osseo e iniziato a produrre cellule del sistema immunitario normali.

I risultati sono stati controllati a distanza di 6 anni ed è emerso che i pazienti sottoposti a successivo trapianto di cellule staminali hanno avuto maggiori percentuali di sopravvivenza. Come sostenuto da Keith Sullivan, principale autore dello studio, "la sperimentazione dimostra che, nonostante gli effetti collaterali di questo nuovo approccio, peraltro attesi, come un aumento delle infezioni o delle anemie, i risultati positivi a lungo termine sono stati superiori a quelli negativi a breve termine e quindi con il trapianto di cellule staminali è possibile migliorare le condizioni di questi pazienti e farli vivere più a lungo".
 

Motivazioni a favore della donazione

Allo stato attuale, nonostante i numeri sia sempre più incoraggianti, la richiesta di trapianto di rene continua a superare il numero di organi disponibili. Ci si chiede pertanto quali sono i fattori che fungono da ostacolo al compimento dell’atto. Un recente studio ha esaminato le potenziali barriere e gli elementi facilitatori alla donazione di rene da vivente.

E’ emerso che gli elementi che influenzano la decisione sulla donazione sono l’altruismo, la relazione con il ricevente, il rischio, la convenienza, i costi, il beneficio personale. Dal sondaggio è venuto fuori che i partecipanti hanno riportato una significativa mancanza di informazioni sulle donazioni, nonché una mancanza di conoscenza su dove e su come ottenere informazioni che potessero maggiormente motivarli a donare o in grado di contribuire al processo decisionale. Da tali risultati emerge la necessità che "gli sforzi delle campagne d’informazione pubblica che cercano di aumentare i tassi di donazione da vivente dovrebbero fare appello all’altruismo e aumentare la conoscenza circa l’impatto o l’assenza di fattori d’influenza sullo stile di vita e sulla salute futura di chi dona."

Allo stesso tempo sarebbe opportuno che i programmi di trapianto mirino a massimizzare la convenienza e a ridurre al minimo l’onere per il donatore. Occorre ricordare infatti che i partecipanti hanno riferito che i costi, in particolare quelli da sostenere di tasca propria e relativi alle cure mediche post- donazione, quali spese di viaggio, alloggio o la perdita di parte del salario, non sono certo d'aiuto nella scelta a favore della donazione. Questi risultati, coerenti con studi precedenti, suggeriscono e sostengono l’idea di rimuovere i disincentivi finanziari, piuttosto che introdurre riconoscimenti economici.

Stati Generali della rete trapiantologica italiana

Occorre ricordare che a Roma si sono tenuti gli "Stati Generali della rete trapiantologica italiana", una due giorni dedicata ai medici, infermieri e operatori sanitari coinvolti nel processo di donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule staminali nel nostro Paese.

Si tratta di un'importante iniziativa ormai giunta alla terza edizione che si svolge presso il centro congresso di "Roma Eventi- Piazza di Spagna". A tale manifestazione ha preso la parola il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, con un importante intervento nella mattinata dell’8 marzo volto a ricordare il crescente successo delle donazioni e dei trapianti. Agli "Stati Generali" sono intervenuti più di 300 partecipanti per discutere in merito agli innovativi programmi della Rete Nazionale Trapianti, come la donazione a cuore fermo e la perfusione degli organi. Si è trattato di un importante incontro anche per approfondire gli ultimi documenti di indirizzo emanati nei primi mesi del 2018: il discorso si incentra in particolar modo sulle raccomandazioni sull’idoneità clinica del donatore di organi e tessuti, coinvolgendo anche i nuovi modelli organizzativi per il procurement e i requisiti minimi per l’autorizzazione delle strutture che eseguono i trapianti.

Nel corso della due giorni è stata poi posta l'attenzione altre importanti attività e programmi della Rete Nazionale Trapianti: lo scopo è stato quello di incentivare il confronto e lo scambio tra tutti i professionisti presenti nonchè valorizzare le buone pratiche esistenti a livello regionale e locale. Particolare attenzione è stata poi rivolta all'Europa, di cui il sistema italiano costituisce un punto di riferimento in termini organizzativi, gestionali e qualitativi. E' stata questa l'occasione per parlare dello sviluppo di programmi di trapianto sovranazionali, come quello "cross-over" per il rene eseguito con successo a Padova.

Bisogna ricordare infine che "l’anno appena conclusosi ha fatto registrare un vero e proprio record per le donazioni e i trapianti nel nostro Paese. Tali risultati non sono altro che il frutto di una visione di sistema che, nel corso degli anni, si è andata sempre più rafforzando e incentivando, attraverso un lavoro sinergico con le Regioni e i coordinamenti locali e la promozione di momenti di confronto quali appunto gli Stati Generali." Si auspica pertanto un aumento di donazione di organi nel triennio 2018-2020 nel rispetto del programma nazionale adottato dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e di Bolzano: l'obiettivo è lo sviluppo dell'attività donativa nel suo complesso.


In Dove e Come Mi Curo si può trovare l'elenco delle Strutture Sanitarie che effettuano trapianti semplicemente scrivendo il tipo di Trapianto nella Barra di Ricerca! Ad esempio: trapianto di cuore, trapianto di fegato, trapianto di polmone etc etc...