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Toglietemi tutto ma non il mio smartphone

Toglietemi tutto ma non il mio smartphone
20 febbraio 2017

Benessere

Al bar, al ristorante, al cinema, in autobus e perfino alla guida, gli occhi della maggior parte di noi sono fissi sul display di un telefonino.


Altro che tutti pazzi per amore, oggi sono tutti pazzi per lo smartphone, tanto che non si può pensare un attimo di rimanerne senza.

La tecnologia senza dubbio semplifica la vita: in troppi però sembrano incapaci di gestire tanta innovazione.
Se non si “disconnette” mai, il sistema nervoso non riposa e finisce per stancarsi troppo. Il risultato? Una riduzione delle funzionalità e della creatività, che ha bisogno anche di spazi di noia per svilupparsi al meglio, oltre che di sperimentare in prima persona.

Negli adolescenti l’utilizzo continuo di smartphone può avere degli effetti negativi sullo sviluppo corporeo, sociale e personale, per non parlare del rischio di dipendenza.

La psicoterapeuta newyorkese Nancy Colier ha recentemente pubblicato sul tema il libro “The Power of off”, una sorta di elogio ai momenti “offline”: “Trascorriamo troppo tempo a fare cose che non ci interessano davvero, in un mondo virtuale che non ci nutre come esseri umani”.
Colier suggerisce un programma di disintossicazione in 30 giorni, ma consiglia almeno tre passi:
  1. Distinguere il tempo passato sul web per semplice abitudine da quello lavorativo o usato per scambiarsi informazioni necessarie con famigliari e amici.
  2. Poco per volta diminuirne l’uso dello smartphone, iniziando a toglierlo dal tavolo durante il pranzo e la cena e non controllando i social mentre siete con gli amici. Provare ogni giorno ad aggiungere nuovi momenti senza telefonino.
  3. Chiedersi cosa sia realmente di valore per noi, cosa ci nutre l’anima e ci fa stare bene.