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Un test che racconta come mangi

Un test che racconta come mangi
11 febbraio 2017

Alimentazione

Un esame delle urine da eseguire a casa, per verificare se mangiamo in maniera corretta, è stato messo a punto dai ricercatori britannici dell’Imperial College di Londra e delle Università di Newcastle e Aberystwyth: il test, già collaudato, potrebbe essere disponibile entro due anni. L’esame offre una doppia opportunità: sarà utile per chi segue una dieta ma anche per prevenire i problemi cardiovascolari, il diabete, l’obesità e i tumori. Il test si basa sui residui del cibo nelle urine e consente di misurare quanto sia sano quel che mangiamo.

Le prime sperimentazioni hanno fornito preziose indicazioni su grassi, zuccheri, fibre e proteine consumati. In particolare il test mira a tracciare accuratamente la dieta di pazienti obesi che vogliono perdere peso e che spesso bluffano: circa il 60% degli intervistati è approssimativo nelle risposte, dimentica di citare i cibi meno sani e tende a non dice la verità sui consumi, normalmente scarsi, di frutta e verdura.

Nello studio è stato chiesto a 19 volontari di seguire quattro diete differenti, da una molto sana a una pessima, seguendo le raccomandazioni dell’Oms per prevenire le patologie legate all’alimentazione. Di recente è emerso che ai pazienti cui viene diagnosticato il diabete hanno il doppio delle possibilità di avere anche un tumore mentre chi si muove riduce il rischio di ammalarsi ben 13 tipi di neoplasie. I partecipanti hanno sostato per tre giorni presso una struttura a Londra seguendo alla lettera il regime dietetico assegnato, mentre i medici raccoglievano campioni di urina al mattino, pomeriggio e sera. Le urine hanno consentito di cercare le tracce, i metaboliti, di quanto l’organismo è chiamato ad assimilare e i residui di carne rossa, pollo, pesce, frutta e verdura. Entrano in gioco anche, proteine, grassi, fibre e zuccheri, mangiati e bevuti.

I ricercatori hanno poi verificato il test su altri 291 volontari e proseguiranno su un numero più elevato di persone che saranno seguite anche a casa loro. L’obiettivo finale è quello di mettere a punto definitivamente, entro un paio d’anni un test, semplice e accurato, per verificare lo stile di vita dei soggetti.