Addio terza età: come gli over 55 stanno cambiando

Addio terza età: come gli over 55 stanno cambiando

Benessere

Ultimo aggiornamento: 01 ottobre 2019

Indice

Introduzione

Ad avvicinare giovani e anziani potrebbero esserci molti più punti in comune di quelli che pensiamo, tanto da mettere in discussione la definizione stessa di “terza età”. Lo suggeriscono i dati della ricerca “Generazione 55 special”, promossa da Amplifon e condotta da Ipsos a livello internazionale, che ha esaminato il profilo, i valori, le abitudini e i comportamenti di 6 mila individui di età superiore ai 55 anni di Italia, Australia, Francia, Germania e Stati Uniti.

Ne emerge un quadro complessivo che dice come la crescente aspettativa di vita si traduca anche in una crescente qualità, in molteplici ambiti. Una generazione destinata a far sentire sempre di più il proprio peso: infatti nel 2018, per la prima volta, gli over 60 hanno superato gli under 30 ed entro il 2050, secondo i dati Istat, più di un terzo della popolazione sarà composto da over 65.
 

Questione di abitudini


immagine che ritrae marito e moglie sui 60 anni mentre fanno yoga in un parcoCome afferma la scrittrice Lidia Ravera, chiamata a partecipare a un convegno milanese per la presentazione della ricerca:
“Per la prima volta nella storia dell’umanità le persone che arrivano a 65 anni hanno ancora 25-30 anni davanti a sé. Ciò ha conseguenze rilevanti in termini economici, culturali, sociali, filosofici ed esistenziali. I senior di oggi sono persone con cui la società deve fare i conti: erano la maggioranza quando sono nati, lo sono ancora.”

La ricerca si sofferma sui diversi aspetti che caratterizzano l’attuale generazione di over 55enni, rappresentando un quadro di grande dinamismo, positività e indipendenza: più di 8 senior italiani su 10 sono soddisfatti della propria vita, pur ammettendo che la condizione generale è peggiorata rispetto al passato (quasi 5 su 10).
L’avanzare dell’età non scalfisce l’autonomia: quasi la metà degli italiani nella fascia d’età tra 75 e 84 anni è infatti indipendente (48%) e non ha bisogno di aiuto per gestire la casa (48%), le finanze (59%) e la salute (53%). Più di 4 senior italiani su 10 vedono i propri amici almeno una volta alla settimana, mentre un terzo degli over 55 fa spesso attività fisica (il 33%) e 9 su 10 si considerano in salute.

“I dati dell’indagine ci mettono di fronte a una nuova generazione di senior: attivi, indipendenti, tecnologici e pienamente inseriti nel contesto sociale e familiare dove svolgono un ruolo cruciale. È quindi chiaro come gli over di oggi non siano più quelli a cui eravamo abituati”, dichiara Federico Bardelli, General Manager Amplifon Italia.
 

I senior italiani e la salute

 
Immagine che mostra frutta, verdura e cereali di diverso tipo, freschi e di buona qualitàLa salute della nuova generazione sembra essere complessivamente positiva: oltre 9 su 10 affermano infatti di essere in condizioni buone o soddisfacenti e fanno controlli con regolarità nel 91% dei casi.
Nonostante un terzo (33%) faccia spesso attività fisica, gli italiani non tengono il passo dei tedeschi (40%) e dei francesi (39%), ma vincono la sfida contro gli statunitensi (24%) e gli australiani (30%). Quando si parla di alimentazione i nostri connazionali non hanno rivali: nel Bel Paese il 12% controlla tutto quello che mangia, in Francia e in Germania lo fa solo il 5%.

La perdita della salute fa paura: le malattie sono infatti la principale fonte di preoccupazione per il futuro (ne è spaventato il 63%), seguita dalla perdita di memoria (52%) e dal decadimento fisico (40%). I disturbi più frequenti negli over 55 italiani sono l’ipertensione (39% sotto la media del 43%), il colesterolo alto (32% in linea con gli altri Paesi) e i problemi dell’udito (17%, il dato più alto, pari a quello registrato in Australia). Per ulteriori infomrazioni si veda anche il seguente articolo: "Malattie Neurologiche: cosa sapere su Parkinson, Alkheimer, Ictus e Cefalee". In presenza di un disturbo uditivo, i connazionali sono i meno propensi a trovare una soluzione: infatti, solo il 25% utilizza un device acustico, contro il 70% dei tedeschi e il 63% degli australiani.

“Nonostante le malattie e il decadimento fisico rappresentino le principali paure dei nostri senior, ancora troppo pochi cercano una soluzione in caso di disturbo o di patologie”, prende la parola Roberto Bernabei, direttore del Dipartimento Scienze dell'Invecchiamento, Neurologiche, Ortopediche e della Testa-Collo, Fondazione Policlinico A. Gemelli e Presidente di Italia Longeva. Che continua: “In questo senso, è emblematico il dato dell’indagine di Ipsos sui disturbi dell’udito: solo un quarto di coloro che soffrono di un calo uditivo indossa una protesi acustica in grado di risolvere il problema.”
 

ATTENZIONE ALLE FRATTURE

“Con il passare degli anni e con il significativo incremento della vita media – spiega il Professor Francesco Falez, Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) - aumenta la possibilità di incorrere in fratture, in particolare quelle collegate all'osteoporosi. La colonna vertebrale, l'omero, l'anca e il polso sono le parti del corpo maggiormente colpite dalle fratture, mentre le cadute rappresentano il principale fattore scatenante”. 

“Per prevenire e trattare le fratture da fragilità –
prosegue Falez - la figura di riferimento è l’ortopedico. L’ortopedico ha il compito di indirizzare i pazienti a rischio a sottoporsi ad opportuni esami strumentali per dare l’avvio ad una eventuale terapia preventiva. Se invece il paziente si presenta già fratturato alla visita, dopo l’opportuno trattamento chirurgico, lo specialista avrà il compito di tenerlo sotto controllo nei mesi successivi, integrando una terapia preventiva che ha lo scopo di ridurre il rischio di incorrere in nuovi eventi traumatici”.

Secondo quanto rende noto il Ministero della Salute, nelle donne di oltre 45 anni le fratture da osteoporosi determinano più giornate di degenza ospedaliera di molte altre patologie di rilievo, quali infarto del miocardio, diabete o carcinoma mammario. 

Proprio per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si sta facendo promotrice dell’invecchiamento attivo attraverso iniziative di sensibilizzazione mirate a diffondere le azioni necessarie al miglioramento della salute delle ossa degli anziani. 

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Ipoacusia: quali soluzioni?

L’ipoacusia, comunemente chiamata “calo dell’udito”, è la diminuzione della capacità uditiva. I sintomi più comuni sono la ridotta percezione dei suoni che porta - ad esempio - a tenere il volume della televisione molto alto o a parlare con un tono di voce elevato e la difficoltà nel comprendere le parole, con la persona che chiede più volte di farsi ripetere singole parole o frasi. Italia, le persone affette da ipoacusia sono oltre 7 milioni. I disturbi dell’udito diventano più frequenti con l’avanzare degli anni a causa di un naturale invecchiamento del sistema uditivo e, in particolare, delle cellule ciliate della coclea. I problemi uditivi non trattati possono incidere sulla qualità di vita.

Immagine che mostra una dottoressa inserire nell'orecchio del paziente l'apparecchio acustico“Spesso, infatti, a causa di un calo dell’udito le persone si isolano o rinunciano a occasioni conviviali. Sottoporsi a controlli regolari e intervenire precocemente" - afferma Carlo Antonio Leone, Direttore Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-facciale, Azienda dei Colli - Ospedale Monaldi Napoli.
Intervenire precocemente su un disturbo dell’udito può permettere alle persone di ritornare a partecipare in modo attivo alla propria vita sociale e familiare: “è quindi fondamentale per rimanere attivi”, continua il dott. Leone, “una soluzione contro questo sottoutilizzo può venire dalla tecnologia: oltre 8 italiani su 10 dichiarano infatti di essere molto interessati a ricorrere ad apparecchi acustici ipertecnologici, regolabili direttamente dal proprio smartphone e capaci di adattarsi alle caratteristiche sonore dell’ambiente circostante”.

Per proteggere l’udito, la prevenzione gioca un ruolo cruciale. È quindi consigliabile limitare l’utilizzo di auricolari e l’esposizione a livelli elevati di decibel. È inoltre buona prassi sottoporsi a controlli audiologici regolari, così da identificare immediatamente un eventuale disturbo e - in caso di calo dell’udito - intervenire precocemente con una protesi acustica, che permetta di recuperare la funzione uditiva.

La scrittrice Ravera chiude così l’intera presentazione: “Questa individualità va rispettata e valorizzata. Quando si parla di “vecchiaia” si deve partire cambiando gli aggettivi con cui la si qualifica, anzi: la si squalifica. Non sta scritto da nessuna parte che si diventa avari, lamentosi, ipocondriaci, noiosi e privi di curiosità e passione.” E conclude: “Bisogna lavorare sull’immaginario collettivo. Si tratta di un processo culturale, che quindi richiede tempo, ma a cui non si deve rinunciare.”

 

Come funziona la salute dell'anziano?

In collaborazione con
Veronica Tosetti

Veronica Tosetti

Scrivo di salute e benessere, attualità e libri per le edizioni online de "Il Libraio" e "Vanity Fair", con particolare attenzione ad approfondimenti legati a salute della donna, psicologia e benessere. Lavoro nella comunicazione digitale come content e social editor. Sono autrice e coordinatrice di progetti narrativi legati alla radio e al fumetto. Sono attiva sui principali social network, tra gli altri già citati anche su Facebook e Instagram

 
Data di pubblicazione: 10 gennaio 2019