La stanchezza cronica nasce nell’intestino?

La stanchezza cronica nasce nell’intestino?
15 agosto 2016

Benessere

La sindrome da stanchezza cronica – che affligge in Italia quasi duecentomila persone – è tutta da rivisitare: secondo gli scienziati della Cornell University (Ithaca) muove dall’intestino, da un’alterazione della flora intestinale, mentre sin qui si pensava che avesse connotazioni eminentemente psicologiche. I ricercatori hanno registrato alcune alterazioni del microbiota intestinale, presenti in tutte le 48 persone coinvolte, che segnalavano sintomi riconducibili alla sindrome da stanchezza cronica (rispetto ai 39 soggetti inseriti nel gruppo di controllo). Il dato, riscontrabile nell’83 per cento delle persone che segnalavano i sintomi caratteristici (stanchezza protratta, difficoltà di concentrazione, dolori articolari, mal di gola e mal di testa che i farmaci non attenuano) è emerso attraverso il campionamento delle feci e un semplice prelievo.

«Chi soffre di affaticamento cronico ha un’alterazione della flora batterica intestinale probabilmente responsabile dei sintomi gastrointestinali e dei processi infiammatori riscontrati nei pazienti», racconta Maureen Hanson, docente di genetica e biologia molecolare alla Cornell University e prima firma della pubblicazione. Molti aspetti restano ancora da scoprire, ma secondo la scienziata l’evidenza è «sufficiente a escludere l’origine psicologica della malattia», finora associata alla concomitanza, non rara, con le sindromi depressive.

I ricercatori hanno identificato diverse tipologie di batteri, tra le persone sane e quelle colpite dalla sindrome da stanchezza cronica, con una quota inferiore, nelle persone malate, di microrganismi dotati di azione antinfiammatoria. Di qui la scelta degli esperti di cercare nel microbiota le possibili cause della risposta immunitaria sovradimensionata che innesca la sindrome da stanchezza cronica. Oltre ai batteri, i ricercatori puntano a capire se un ruolo determinante lo giochino anche virus e funghi. Sinora tra le possibili cause della malattia era stato segnalato il virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi e spesso presente nel sangue dei pazienti. Non si escludono altri fattori: alimentari, ambientali o endocrini.
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