Sport e traumi al cervello: calcio e rugby in osservazione

Sport e traumi al cervello: calcio e rugby in osservazione
18 febbraio 2017

Sport e Fitness

Ci aveva già pensato una ricerca del neuropatologo Bennet Omalu a far emergere che traumi cranici ripetuti provocano un alto rischio di sviluppo di malattie neurodegenerative progressive a medio-lungo termine. Il caso era stato osservato tra i giocatori di football e denunciato alla National Footbal League (NFL). Tuttavia non tutti i traumi cranici hanno questa conseguenza.

In questi giorni un’ulteriore conferma al problema è stata pubblicata su Neurology, il giornale dell’American Academy of Neurology, società americana che si occupa di malattie del cervello e nervi. Sotto i riflettori questa volta il calcio, soprattutto per quanto riguarda non tanto i contatti fisici quanto gli spettacolari colpi di testa.

Ogni colpo infatti può provocare una commozione cerebrale. L’impatto del pallone sulla testa fa sbattere il cervello avanti e indietro all’interno della scatola cranica, con sintomi variabili da una leggera vertigine fino allo svenimento.

La ricerca, condotta su 222 calciatori amatoriali (uomini e donne), evidenzia come questi sintomi siano riconducibili soprattutto ai famigerati colpi di testa piuttosto che agli scontri non intenzionali tra giocatori, che invece finora erano stati ritenuti colpevoli.
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