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Due miliardi di umani sovrappeso, 462 milioni sottopeso: i rischi

Due miliardi di umani sovrappeso, 462 milioni sottopeso: i rischi
15 ottobre 2017

Alimentazione

Cresce il numero degli obesi (600 milioni) e di chi muore (5 milioni di bambini ogni anno) perché poco e malnutrito


L'Organizzazione mondiale della sanità lancia un nuovo allarme: i dati aggiornati al 2014 pongono sotto i riflettori la malnutrizione in base ai dati sconfortanti dell’ultima indagine. Due anni fa il numero degli obesi ha toccato la cifra record di 600 milioni mentre i minori che crescono in maniera rallentata o sono sotto peso superano i 200 milioni. In tema di denutrizione, nei Paesi a basso reddito muoiono 5 milioni di bambini, mentre in quelli ricchi l'obesità infantile cresce, in un solo anno, del 30%. Un unico dato accomuna Paesi ricchi e Paesi poveri: le scelte alimentari riguardano in larga parte il cibo spazzatura (“junk food"), fattore primario di sovrappeso, obesità e soprattutto di patologie, negli anni a venire.

Nel 2014 quasi 2 miliardi di adulti nel mondo sono risultati in sovrappeso, e 462 milioni sottopeso. Con dirette conseguenze in termini di malattie, già presenti o in incubazione. A completare il quadro, disarmante, ci sono 528 milioni di donne affette da anemia provocata dall'alimentazione, 41 milioni di bambini sotto i cinque anni in sovrappeso o obesi, 159 milioni di bambini affetti da crescita rallentata, e 50 milioni di bambini troppo magri rispetto alla loro altezza.

La malnutrizione, sottolinea l'Oms, si riscontra a livello individuale con esempi di obesi che presentano carenza di vitamine e minerali o adulti in sovrappeso con bassa crescita nell'infanzia; in un quadro familiare sono presenti madri sovrappeso o anemiche con un figlio o un nonno sottopeso; a livello di popolazione, possono prevalere denutrizione e sovrappeso nella stessa comunità o in un intero territorio.

La denutrizione già in gravidanza può predisporre un bambino al sovrappeso o al rischio, in età adulta, di malattie croniche come il diabete o disturbi cardiologici. Le gestanti in sovrappeso possono mettere al mondo figli obesi o comunque in eccesso ponderale. Per questo l’Oms si muove sul fronte della malnutrizione per sviluppare una serie di iniziative ad ampio spettro che contrastino ogni forma di cattiva nutrizione e le sue conseguenze, a partire dal sacrificio di giovani vite che in alcune aree del pianeta non arrivano al quinto compleanno.
 

Cibo e bevande spazzatura sono oggetto di azioni aggressive di marketing


Già sovrappeso e a rischio obesità, i bambini sono sotto attacco da parte del marketing che, attraverso i social media, i cellulari, i giochi digitali propone loro alimenti zuccherini (bevande incluse) oppure ricchi di sale e di grassi. Per questo l’Organizzazione mondiale della Sanità ha deciso di intervenire sollecitando i genitori a controllare gli svaghi elettronici dei loro figli piccoli, preda dei cosiddetti advergames, giochi che hanno come figure di richiamo le bevande zuccherate, i cioccolatini e le caramelle. Le aziende si avvalgono inoltre della possibilità di localizzare i cellulari, invogliando i ragazzi alla prova delle succulente novità nei negozi di zona.

Non a caso l’Oms descrive il fenomeno come una trappola che induce obesità nei bambini e negli adolescenti perché i messaggi sono tutti suadenti e persuasivi, oltre che pervasivi. L’Oms in un documento molto corposo ha stabilito che gli Stati e non le aziende sono chiamati a definire i parametri di marketing per i bambini, così come l’età legale per permettere di usarli come referenti per qualunque tipo di iniziativa promozionale. Altra forte iniziativa, le regole su internet, per rimuovere la pubblicità degli alimenti a rischio per la salute dei più piccoli.

I ricercatori Irlandesi e australiani hanno analizzato su Facebook la rilevanza di 113 generi alimentari molto venduti, valutandone l’incidenza sui consumatori di 13 o 14 anni. I 18 marchi che fanno maggior presa sul social prediletto dai ragazzi di quella fascia di età si riferiscono a bevande gasate zuccherate o dolcificate, a gelati, cioccolato, caramelle e dolciumi, oltre a snack salati. Quel che più preoccupa sono gli eventi di intrattenimento che si collegano alle iniziative di marketing, irresistibili per molti giovanissimi.

Ci vorrà del tempo ma è ma le restrizioni pubblicitarie e di marketing sono l’unica soluzione che può portare alla riduzione di sovrappeso e obesità, che colpisce oltre il 60% dei bambini prima della pubertà. Si stima che in Europa un bambino su quattro in età scolare abbia problemi gravi di peso che lo porteranno a sviluppare malattie cardiovascolari, diabete e cancro.