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Sonno agitato e sonnambulismo

Sonno agitato e sonnambulismo
10 marzo 2017

Benessere

Un sonno agitato è spesso segnale delle parasonnie: un ampio gruppo di disturbi che accompagnano le varie fasi del sonno.

Il tuo partner durante la notte si agita, tira pugni, parla nel sonno e al risveglio non ricorda più nulla? Allora soffre di parasonnia, un ampio gruppo di disturbi del sonno di cui fa parte anche il sonnambulismo.

Ma cosa succede a chi ne soffre? Quando dormiamo anche il nostro cervello si riposa, e le diverse zone entrano in uno stato di bassa attività. Chi soffre però di parassonie ha invece zone del cervello che restano attive, soprattutto quelle delle aree pre-motorie, motorie e sensitive, mentre quelle della coscienza e della memoria continuano a dormire.

Il sonno normalmente è costituito da diversi cicli, di solito 4-5 per notte, ognuno composto da 5 fasi: l’addormentamento, il sonno leggero, la transizione a sonno profondo, il sonno profondo in cui è difficile svegliarsi e la fase REM con sogni intensi. Le parasonnie vengono classificate in due gruppi principali, a seconda della fase del sonno in cui si verificano.
  1. Parasonnie di sonno REM: si compiono azioni violente, si può cadere e aggredire chi ci si trova di fianco, si tirano calci o pugni.
  2. Parasonnie di sonno non–REM: comprendono risvegli confusionali, terrori del sonno e sonnambulismo.
Le cause delle parasonnie sono ancora poco chiare, anche se ci sono dei fattori che le possono favorire. Attenzione alla mancanza di sonno, a ritmi di sonno–veglia irregolari, al consumo di alcolici e all’assunzione di farmaci come gli antidepressivi.

I soggetti che più soffrono di questi disturbi sono i bambini fino ai 12 anni, soprattutto per le parasonnie non-REM, e gli adulti con più di 60 anni, per quelle REM.

Nei bambini questi disturbi non richiedono trattamenti, solitamente passano crescendo. Al più si può proteggere i bambini da cadute accidentali per evitare che si facciano male. Tuttavia in caso persistano in età adulta, o per chi ne soffre da adulto, lo specialista saprà indicare la terapia più adatta, di solito a blanda base di benzodiazepine, che riducono la durata della fase REM e quindi anche il manifestarsi di questi disturbi, o con alte dosi di melatonina per regolare le fasi del sonno.

Gli adulti che soffrono di parasonnie devono poi sottoporsi a controlli regolari: questi disturbi possono essere avvisaglie di demenza senile o di malattie neurodegenerative come l’alzheimer.