Il sole è amico se lo si conosce

Il sole è amico se lo si conosce
12 giugno 2016

Benessere

Osservano i nostri comportamenti, soprattutto le nostre conoscenze, quelli di Ipsos Observer, e stavolta ci bocciano, in quanto popolo mediterraneo: in tema di esposizione al sole – alla ricerca di un’abbronzatura senza rischi – noi italiani sappiamo poco o nulla. Di certo non raggiungiamo la sufficienza. Primo rilievo negativo, macroscopico: pensiamo di tutelare i nostri figli, raccomandandoli di esporsi al sole con grande cautela, iperprotetti, e dimentichiamo che il sole in primo luogo garantisce la sintesi della vitamina D, cruciale per il sistema osseo. E ne subiamo i benefici effetti anche quando è nuvolo. Non fate arrostire al sole i figli, ma quel quarto d’ora giornaliero per stimolare la produzione di vitamina D, per favore non dimenticatelo. Lasciate che si muovano al sole, che giochino in spiaggia o altrove. Ne trarranno giovamento.

La protezione solare apre una voragine di equivoci, a partire dal fatto che solo un intervistato su dieci, fonte Ipsos, è al corrente della differenza che corre tra filtri chimici e schermi fisici. I primi sono molecole in grado di assorbire le radiazioni UV, ma possono anche generare fotosensibilizzazione, in virtù di normali reazioni chimiche. I secondi, gli schermi fisici, sono vere e proprie protezioni, genere ossido di zinco, con cui i surfisti australiani hanno cominciato a colorarsi il viso come gli Indiani d’America già a fine anni Novanta del Novecento.

Non sbandierate troppo il vostro fototipo, perché correte il rischio di fare una figuraccia: un’italiana su due, recita Ipsos, non conosce il proprio e per fortuna ricorre, con furbizia, a un fattore di protezione medio o alto. Non si sa mai, se v’interessasse conoscere il vostro fototipo internet vi viene in soccorso con un facile test. Lo trovate su www.solesicuro.it.

Dove cascano gli asini, quasi nessuno escluso, è sull’uso delle protezioni solari. Gli italiani, femmine e maschi non fa differenza, applicano maldestramente le creme di protezione, taluni una sola volta al giorno, altri 2-3, ma quasi nessuno ricorda che dovrebbero essere spalmate ogni due ore. Dimenticano infatti che dopo due ore l’effetto protettivo svanisce e rischiate di farvi del male. Il sole è amico se lo si conosce.