Il sogno: aiutiamo la memoria attraverso l'immaginazione

Il sogno: aiutiamo la memoria attraverso l'immaginazione
25 settembre 2018

Benessere

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Che cos'è un sogno?

Ricerche scientifiche hanno calcolato, unendo la durata media dei sogni con il numero di manifestazioni oniriche, che un uomo passa circa sei anni della sua vita a sognare. Questa attività cerebrale, pur essendo considerata una funzione fisiologica, è ancora oggi avvolta da un certo alone di mistero.
Il sogno si può considerare uno stato di coscienza con esperienze sensoriali e cognitive che si sviluppano completamente durante il sonno. La nostra mente libera di frugare nell'infinito universo dei ricordi e del vissuto, rielabora immagini di luoghi, volti di persone conosciute, suoni e persino odori creando una realtà che appare, il più delle volte, sconfusionata e priva di ogni logica. Questo fenomeno psichico è caratterizzato da meccanismi mentali regolati da leggi e da processi coscienti di pensiero che sono materia di studio della tradizionale psicologia.

 
Quando si sogna?
Per gli antichi greci era il dio Morpheus il responsabile dei sogni, considerati i figli del sonno. Figure mitologiche a parte, le credenze del popolo ellenico non erano particolarmente lontane dalla verità. La scienza medica convenzionale ha stabilito che i sogni avvengono durante la fase del sonno REM, in cui il tracciato elettroencefalografico registra un cambiamento e il soggetto manifesta rapidi movimenti oculari. In questa fase l'attività cerebrale è del tutto paragonabile a quella presente durante la veglia.

In realtà ci sono altri studi che hanno messo in dubbio questa teoria, affermando come i sogni avvengano anche nella altri fasi di sonno più profondo definite non-REM. Questo spiegherebbe perché molto spesso non si ricordano i sogni oppure si ha la convinzione di non aver avuto nessuna esperienza onirica. Ciò che si rammenta al risveglio è solo la punta di un enorme iceberg, composto da innumerevoli e contorte immagini a cui è difficile dare un senso logico e il più delle volte vengono dimenticate.

Quale parte del cervello elabora i sogni?

Da sempre la scienza è stata affascinata dal fenomeno dei sogni. All'inizio gli studi si basavano solo su supposizioni nate più che altro da attenta osservazione. Oggi invece si è in grado di stabilire con una certa precisione quale parte del cervello è responsabile della nascita delle esperienze oniriche.
Attraverso gli studi di neuroimaging funzionale si è potuto accertare la correlazione tra l'attivazione corticale delle zone cerebrali posteriori (sia occipitale che temporale) e la nascita dei sogni. L'ulteriore dimostrazione che avvalla tale affermazione, è la totale perdita di capacità di elaborare un'esperienza onirica da parte di soggetti che hanno subito delle lesioni nelle zone occipitali-temporali. La parte emotiva di un sogno è invece legata alla stimolazione della ghiandola amigdala (gestisce le emozioni e in particolare la paura), della corteccia orbito frontale e di quella cingolata anteriore. Nei sogni si riscontra abitualmente anche la presenza di memoria che sarebbe fornita grazie all'attivazione delle aree mesio-temporali. Anche la corteccia prefrontale viene in parte attivata e stimolata durante i sogni e sarebbe la spiegazione dell'alterazione del ragionamento logico, della memoria episodica e delle funzioni esecutive che normalmente si manifestano nei soggetti che raccontano la propria esperienza onirica subito dopo il risveglio.

Che funzioni ha un sogno?

Questo è uno degli aspetti a cui la scienza non è ancora riuscita a dare risposte certe. Alcuni sogni rimangono vividi anche molto tempo dopo il risveglio con sensazioni paragonabili a esperienze realmente vissute, altri invece svaniscono dopo pochi minuti e per la maggior parte nemmeno si ha la percezione di averli fatti. Perché tutte queste differenze? Perché alcuni sogni si ricordano anche a distanza di anni?
Per alcuni scienziati il sogno è una specie di passeggera anomalia che scuote la nostra mente ma senza avere particolari funzioni. È una posizione alquanto opinabile e che va in netto contrasto con l'esperienza di moltissime persone che invece danno molta importanza ai sogni, studiandoli e analizzandoli per trarne indicazioni utili per la loro vita presente e futura.
Visto che il sogno non è una prerogativa solo dell'uomo ma è una condizione che si manifesta in tutti i mammiferi e negli uccelli, alcuni scienziati sono convinti che sia un fattore che incide sull'evoluzione. Altri ricercatori invece sono convinti che il sogno sia una specie di protezione dagli stimoli sensoriali finché questi non superano determinate soglie.
C'è anche chi sostiene che i sogni rappresentano il modo con cui il cervello rielabora delle informazioni per poi utilizzare i risultati nel tentativo di migliorare l'efficienza nei comportamenti e nello svolgere determinati compiti durante la vita reale. Sono alcuni ricercatori della Belth Israel Deaconess Medical Center, che sono arrivati a questa brillante deduzione. In pratica il cervello sfrutterebbe la fase REM per lavorare su più livelli di memoria con lo scopo di migliorare le prestazioni. Una specie di allenamento inconscio, un po' come chi afferma di poter imparare una lingua ascoltando delle lezioni mentre sta dormendo.
Come detto da questo punto di vista la ricerca scientifica brancola ancora nel buio e per ora è in grado di formulare solo teorie, rimanendo nel campo delle ipotesi senza studi e dati attendibili al 100%.

Sogno e psicoanalisi

Cercare di interpretare un sogno è sempre stato un desiderio dell'uomo. Spetta alla psicoanalisi prendersi tale incombenza. Fu il famoso neurologo Sigmund Freud ha gettare le basi dell'interpretazione dei sogni come strumento per esplorare l'inconscio. Da sempre era affascinato dalle esperienze oniriche tanto da tenere un diario in cui annotava tutti i ricordi dei suoi sogni. Si può dire la psicoanalisi si sia sviluppata di pari passo con l'interpretazione dei sogni.
In psicoanalisi le esperienze oniriche sono viste come manifestazioni dell'inconscio che possono essere sfruttate per osservare ed analizzare fantasie, esperienze, sentimenti e pulsione rimosse dalla coscienza.

Lo sapevate che...

  • Il termine sogno fa subito venire alla mente un'immagine o comunque un qualcosa associato ad un ambito visivo. Ma è veramente così? Il sogno, anche se può spesso apparire illogico e paradossale, in realtà il più della volte è la rielaborazione di ricordi passati legati, non solo ad immagini, ma anche a suoni e profumi. Se così non fosse come è possibile che persone cieche dalla nascita possono sognare? Questi soggetti sono in grado generare sogni come chiunque, con la sola differenza che le manifestazioni oniriche si basano su creazioni virtuali della mente e rielaborazioni di descrizioni narrative. Altro aspetto molto interessante è che, anche in un cieco dalla nascita, durante un sogno si attivano le parti del cervello correlate alla vista, come se esistesse una sorta di innato database di immagini.
  • Un'altra curiosità, anche se meno sorprendente, è che di norma si dimenticano circa il 90% dei sogni fatti. Studi hanno dimostrato come, già solo dopo 5 minuti dal risveglio, la maggior parte delle persone scordano le metà dei sogni, che spariscono quasi completamente trascorsi 10 minuti.
  • Durante un sogno la mente non è in grado di inventare volti di persone. Tutti i personaggi presenti sono rielaborazioni di visi già visti e conosciuti.
  • Gli animali sognano? Naturalmente la risposta è si. È stato provato scientificamente che anche i mammiferi e gli uccelli attivano le stesse onde cerebrali dell'uomo. Quando si nota che il proprio cane si agita durante il sonno è perché, molto probabilmente, sta sognando.
  • Una curiosità particolarmente interessante è che durante la fase REM, mentre si sogna, il corpo è praticamente paralizzato. Osservando un soggetto che sta sognando si potranno notare i rapidi movimenti oculari con tutto il resto del corpo sostanzialmente immobile. È un metodo di autoprotezione per evitare, durante il sonno, di ripetere i movimenti che si stanno compiendo nel sogno.
 
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