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Seno: autopalpazione, esami, dolori e rimedi

Seno: autopalpazione, esami, dolori e rimedi
15 aprile 2018

Benessere

 

Il seno

Il seno non rappresenta esclusivamente il simbolo della femminilità, parte anatomica che valorizza il corpo della donna e rende la figura più armoniosa e seduttiva ma, al contempo, costituisce un organo indispensabile per la maternità e l'allattamento. Il seno è una ghiandola che svolge delle funzioni molto importanti e varia in base alla forma, alla dimensione e all'età della donna. Quando la donna è ancora una bambina il seno non presenta alcuna escrescenza: l'addome è piatto e liscio, assumerà volume durante l'età dello sviluppo.
Nel corso dell'adolescenza e al verificarsi del primo ciclo mestruale, detto in gergo scientifico menarca, il seno inizia lentamente a gonfiarsi, comportando anche delle sensazioni dolorose al tatto, prendendo la forma definitiva intorno ai 20 anni. Durante la giovinezza le mammelle sono al massimo del loro splendore in quanto, grazie ad un tessuto e ad un muscolo tonico, sono toniche e sode. Con il concepimento il seno cambia nuovamente forma e inizia a predisporsi per la produzione del latte materno da dare al nascituro. Occorre evidenziare che non tutte le donne riescono a produrre il quantitativo di latte idoneo per il nutrimento del proprio bambino, alcune ne hanno pochissimo sin da subito e sono costrette ad optare per la versione artificiale, altre, invece, continuano ad allattare anche sino ai tre anni, in ossequio anche ad alcune discipline orientali che appoggiano tale scelta, altre ancora, infine, decidono di interrompere l'allattamento al seno dopo un anno in quanto ravvisano dolore e sensazioni fastidiose.
Con l'età adulta e a seguito di varie gravidanze il seno tende ad essere maggiormente rilassato e a svuotarsi sporgendosi verso il basso. Quest'ultima è l'età più delicata per la salute delle mammelle che devono essere controllate periodicamente attraverso analisi accurate in quanto potrebbero subentrare dei fenomeni tumorali benigni o maligni. La mammografia, assieme alla palpazione del seno e alla visita dagli specialisti, costituiscono gli strumenti principali per prendersi cura di questo fondamentale organo femminile che non deve essere mai trascurato.

Dolore al capezzolo

Il capezzolo, nell'anatomia del seno, costituisce l'area più delicata e soggetta a fastidi, dolori ed irritazioni. La zona dell'areola, in particolare, riconoscibile in quanto è la parte di tessuto più scura che circonda il capezzolo, è ricca di terminazioni nervose dunque viene colpita dagli sbalzi ormonali e di abitudini.

Il dolore al capezzolo non assume un aspetto unitario, uguale per tutte le donne ma, al contrario, si presenta con modalità ed intensità diverse a seconda delle età e dello stato di salute.

Nella fase dello sviluppo adolescenziale, il dolore al capezzolo è indice di crescita, nel senso che costituisce una sorta di avviso per il corpo dell'aumento di volume di questa parte anatomica. Generalmente, in questa età il fastidio viene avvertito al contatto ma molte giovani donne affermano di avere delle fitte notturne che non consentono il riposo. L'intensità del dolore varia in proporzione dello sviluppo della mammella, con una maggiore crescita la donna sente un maggiore spasimo e viceversa.

Durante la gravidanza, il dolore al capezzolo è strettamente collegato all'attività di allattamento. La frizione con la bocca del bambino, talvolta anche con i denti, il gonfiore dato dalla produzione del latte, il calore interno, sono solo alcune delle sensazioni fastidiose in tale particolare area del seno. Inoltre, il costante tasso di umidità al quale viene sottoposto in questo periodo femminile, rende il capezzolo soggetto a ragadi, piccole ferite sanguinanti che, se non curate adeguatamente, possono comportare anche infezioni dannose per la mamma e per il bambino.

Infine, durante la fase adulta, il dolore al capezzolo può presentarsi sotto forma di spasmo solitario o di male costante che può essere debellato solamente con i farmaci.

La gravità del dolore ai capezzoli è determinabile esclusivamente dal parere del medico che, dopo avere visitato con attenzione la paziente, può emettere una diagnosi. Nella maggior parte dei casi, la sensazione spiacevole è collegata ad un evento fisico, come la crescita o la gravidanza, in pochi altri casi si tratta della spia di problematiche più serie che occorre approfondire adeguatamente.

Autopalpazione


L'autopalpazione
costituisce una pratica che consente di comprendere immediatamente lo stato di salute del seno. Per eseguirla non sono richieste particolari competenze medico-sanitarie, occorre solo usare la delicatezza e, sfruttando il senso del tatto, verificare la consistenza delle mammelle ed escludere la presenza di noduli, ghiandole o altri elementi preoccupanti. Non esiste un'età predefinita nella quale si consiglia di procedere ad autopalpazione, è bene soffermarsi maggiormente nell'età dello sviluppo, anche con l'intervento diretto delle mamme, e durante l'età adulta. Inoltre, è importante sottoporsi a visita ginecologica periodica in quanto il seno è un organo direttamente collegato con l'apparato riproduttivo quindi è soggetto a sbalzi ormonali e a cambiamenti interni. Il medico ginecologo conclude sempre la propria visita con tale tipo di analisi proprio per verificare le condizioni del seno, la compattezza e l'assenza di qualsivoglia problematica.

L'autopalpazione può essere eseguita anche quotidianamente, mentre si fa la doccia o quando si provvede all'applicazione della crema, effettuando movimenti concentrici e iniziando accuratamente da una mammella per poi passare all'altra. Internet rappresenta un bacino di informazioni inesauribile, vi sono molte risorse dedicate appositamente alla tematica del dolore al capezzolo e alle tecniche di autopalpazione.

I consigli degli esperti

I medici e i ginecologi consigliano alle donne di monitorare costantemente le condizioni di salute del proprio seno, sia mediante l'autopalpazione quotidiana che attraverso visite costanti poste in essere anche con l'ausilio di macchinari idonei, come la mammografia. Non esiste un tempo predefinito per usare queste accortezze in quanto l'attenzione deve essere costante, sia per le ragazze giovani sia per le donne adulte.

La gravidanza rappresenta un momento della vita della donna e, di conseguenza, delle mammelle, molto delicato e per questa ragione è bene rivolgersi al proprio medico ad ogni avvisaglia di dolore o fastidio.

Gli esperti inoltre sollecitano le donne a non vivere il dolore sporadico come un dramma, consigliando loro di prendere dei provvedimenti nel caso in cui la sensazione diventi frequente e non tollerabile.

Gli autotrattamenti devono essere eseguiti con serenità in quanto non bisogna vivere con la paura di sviluppare dei problemi. Se in famiglia vi è un alto tasso di ereditarietà di tumore è consigliabile provvedere ad un'analisi approfondita dei marcatori per evidenziarne le presenze e, in caso, intervenire prontamente. La prevenzione, ad oggi, costituisce lo strumento più efficace per curare il male.

Rimedi naturali

Il dolore al capezzolo che si presenta in casi sporadici, come conseguenza di uno stato della donna e non di una malattia più grave, può essere curato con successo attraverso i rimedi naturali. Le piante officinali presentano delle qualità curative altissime e, al contempo, non provocano alcun effetto collaterale essendo anche ben tollerate dall'organismo. Inoltre, alcuni soggetti allergici agli eccipienti contenuti nei farmaci maggiormente diffusi, trovano enorme beneficio nelle cure naturali che attaccano il problema senza provocare scompensi o fastidi aggiuntivi.

La medicina naturale si presenta già sotto forma di preparazioni vedute in farmacia, ad esempio in capsule da deglutire o in unguenti da spalmare direttamente sulla zona da trattare oppure, per chi voglia adottare questi rimedi, può acquistare gli estratti vegetali in erboristeria e prepararli direttamente in casa. In entrambi i casi l'efficacia è abbastanza evidente e non sono stati rinvenuti episodi di intolleranza o reazioni ai prodotti.

Molte donne, insieme alla sensazione di dolore al capezzolo, ravvisano un senso di calore molto intenso sull'areola. Il calore è un sintomo ricollegabile ad una presunta frizione od irritazione dovuta ad esempio all'allattamento, per questa ragione, tra i primi rimedi naturali che comportano un grande beneficio vi è la cura del freddo. La cura del freddo è davvero semplicissima, basta appoggiare un impacco fresco, come ad esempio un sacchetto di ghiaccio o un fazzoletto di cotone umido sulla zona per pochi minuti al giorno. Il freddo ha un potere vaso-costrittore e antidolorifico che riduce il gonfiore e l'irritazione. Dal momento che tale terapia non ha alcun effetto collaterale, può essere eseguita sino all'occorrenza, anche per molti giorni successivi, sino al ripristino della condizione precedente. Utilizzano questo rimedio le donne in allattamento per avere refrigerio e sollievo e ne riscontrano gli effetti positivi, visibili sin dalle prime applicazioni.

L'arnica è una pianta con poteri curativi conosciuti sin dall'antichità, ha un effetto emolliente che viene apprezzato anche nelle situazioni apparentemente più critiche. In genere, l'arnica viene contenuta in pomate ed unguenti da applicare direttamente sulla zona da trattare. In pochi giorni l'edema si riduce, il capezzolo non fa più male o comunque il fastidio diventa sopportabile. Per aumentare il potere della pomata si consiglia di conservarla in frigorifero o in luogo fresco.

Lo zenzero è una radice di origine orientale, caratterizzata da un aroma persistente ed un gusto pungente e fruttato. Le donne giapponesi curano, sin dalle epoche più remote, il dolore al capezzolo con l'applicazione di pezzetti di questa radice nell'area dolente. Per fare ciò occorre pelare lo zenzero, anche con l'ausilio di un pelapatate per non sprecarlo, affettarlo sottilmente e distribuirlo sul capezzolo e l'aerola. Per fermare il tutto è consigliabile utilizzare una garza traspirante e una fascia contenitiva. Lo zenzero è un ottimo antisettico e disinfettante, riduce l'infiammazione e può essere applicato più volte al giorno. Se non si trova la versione fresca è possibile optare per quella secca, in polvere o liofilizzata, presente in erboristeria e numerosi punti vendita.