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Sempre più efficace il vaccino italiano anti Aids

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18 settembre 2016

Ricerca e Prevenzione

Nuove conferme per il vaccino italiano contro l’Aids: un ulteriore studio del gruppo di ricercatori che fa capo a Barbara Ensoli, direttrice del Centro Nazionale Aids (Cnaids) dell'Istituto Superiore di Sanità, pubblicato sulla rivista Retrovirology, certifica le capacità del vaccino di aumentare i livelli di linfociti T CD4+, le cellule del sistema immunitario che sono il bersaglio principale del virus HIV.

La nuova sperimentazione, condotta in Sudafrica nell'ambito di un programma di cooperazione bilaterale tra il governo italiano e quello sudafricano per la lotta contro l’Aids, ha coinvolto pazienti infettati da sottotipi del virus diversi rispetto a quelli presenti nella ricerca condotta in Italia, per stabilire se il vaccino fosse efficace anche in pazienti con diverse caratteristiche genetiche e aggrediti da un differente sottotipo virale. "Somministrando una piccolissima quantità della proteina Tat siamo stati in grado di indurre una risposta immunitaria capace di migliorare l’efficacia dei farmaci anti-HIV, evidenziata da un aumento significativo di cellule T CD4", ha spiegato la Ensoli. Il vaccino italiano contro l'Hiv ha come bersaglio Tat, una proteina del virus prodotta nelle prime fasi dell'infezione, fondamentale per la replicazione del virus e per la progressione della malattia. La proteina stimola la produzione di anticorpi in grado di neutralizzarla, aumentando così l'efficacia delle attuali terapie contro l'Hiv e l'aspettativa di vita in caso di infezione.

La somministrazione del vaccino aumenta i livelli delle cellule bersagliate dal virus e sembra ridurre la forma silente dell'Hiv, inattaccabile dai farmaci e responsabile dell'aumento del virus nel sangue, vuoi per interruzione delle terapie o per discontinuità nella loro assunzione, fatto che si riscontra nel 30% circa dei pazienti.