Scoliosi: diagnosi e cura. Intervista al prof. Piergentili

Scoliosi: diagnosi e cura. Intervista al prof. Piergentili
27 luglio 2018

Ricerca e Prevenzione

Intervista al professore Carlo Piergentili

Ricercatore dell’Università “Federico II” di Napoli,
responsabile del Centro per la Diagnosi e Cura delle Deformità Vertebrali
presso l'I.R.C.C.S. Neuromed

 
 
La scoliosi è una patologia ad evoluzione piuttosto rapida, soprattutto durante la pubertà e non deve essere sottovalutata. Una tempestiva diagnosi ci consentirà di prediligere trattamenti meno lunghi e severi. È una deformità della colonna vertebrale accompagnata anche da una torsione della colonna su sé stessa che coinvolge, oltre alla spina dorsale, le articolazioni, i legamenti, la muscolatura paravertebrale e, nei casi più gravi, gli organi interni, ad esempio quelli cardio-respiratori. Nell’85% dei casi la scoliosi è idiopatica, cioè non se ne conoscono con precisione le cause. Occorre rivolgersi a centri specializzati e dotati di tecnologie diagnostiche d’avanguardia. Prima si riconosce, prima si possono cominciare i trattamenti e riuscire a frenarne l’evoluzione e a migliorare la deformità della colonna.

Il Centro per la Diagnosi e Cura delle Deformità Vertebrali dell’I.R.C.C.S. Neuromed, diretto dal Prof. Carlo Piergentili, è altamente specializzato nella presa in carico di pazienti con patologie della colonna vertebrale. Opera con apparecchiature d’avanguardia e detiene un’importante casistica che lo pone come centro di riferimento del Centro-Sud Italia. L’interesse principale è rivolto alla diagnosi ed al trattamento sia conservativo che chirurgico delle deformità vertebrali che si manifestano durante l’età dell’accrescimento o a causa di fenomeni degenerativi durante l’età adulta.

Numerosi sono i pazienti che si rivolgono al centro per patologie come scoliosi, dorso curvo, spondilolisi, spondilolistesi e spondiloptosi. La casistica diviene ancor più importante quando si parla del trattamento della scoliosi idiopatica, per la quale il centro è da considerarsi punto di riferimento sia in termini di diagnosi che di trattamento conservativo o, laddove si ritiene indispensabile, trattamento chirurgico.
 

Prof. Piergentili come avviene la diagnosi?

La prima cosa da chiarire è che la scoliosi evolutiva rappresenta una piccola percentuale dei dimorfismi della colonna vertebrale. Infatti nel 20-30% della popolazione si osservano atteggiamenti di scoliosi che rispondono al trattamento fisiochinesiterapico, ovvero quella branca della riabilitazione – in particolare della fisioterapia – che prende in cura le perone affette da patologie che interessano l’apparato muscoloscheletrico. Solo in una piccola percentuale osserviamo una scoliosi evolutiva ed è proprio su questi casi che focalizziamo la nostra attenzione, sia in termini di prevenzione che di trattamento.

La diagnosi di scoliosi è essenzialmente clinica e può essere confermata da un semplice esame radiografico. La presenza presso il nostro Istituto del sistema radiologico EOS, ideato dal premio Nobel per la Fisica, Charpax, permette una diagnostica di alta qualità con una bassa esposizione a radiazioni ionizzanti. Arrivare ad una diagnosi precoce è essenziale per intraprendere un trattamento tempestivo con corsetti ortopedici associati a fisiochinesiterapia. Solo nelle forme più gravi è necessario ricorrere al trattamento chirurgico.

 

Perché il suo è definitivo Centro di Avanguardia?


Per la tipologia e la difficoltà di interventi che svolgiamo e per l’ampia casistica. Il centro è dotato di 14 posti letto, suddivisi in 7 camere da due letti, con personale medico e paramedico altamente formato per la presa in carico di pazienti con patologie e dolori vertebrali. È dotato inoltre di un comparto operatorio tecnologicamente avanzato. Si individuano percorsi altamente personalizzati che seguono le linee guida internazionali e consolidate che consentono trattamenti che mirano a preservare un’alta qualità di vita dei pazienti. L’attività chirurgica del nostro Centro si colloca tra i primi in Italia per casistica e risultati, richiamando numerosi pazienti da Regioni limitrofe e diventando un riferimento nazionale.

 

Come fare prevenzione?

 
Oltre l’80 per cento delle forme evolutive di scoliosi si manifesta durante l’adolescenza. – continua Piergentili – Infatti l’aggravamento della scoliosi è strettamente connesso alle fasi di maggiore crescita staturale. Ecco perché le forme di scoliosi giovanili che compaiono prima dei 10 anni, avendo più tempo per evolvere, possono essere anche più severe di quelle dell’adolescenza. Una volta completata la crescita ossea, la malattia di solito perde la sua capacità di progredire.

Abbiamo attivato un progetto che ci vede già protagonisti in Campania e Molise con ottimi risultati. Si chiama “la schiena va a scuola”, il cui intento è quello di effettuare gratuitamente nelle Scuole di II Grado, che vogliono aderire all’iniziativa, degli screening gratuiti per prevenire le patologie della colonna vertebrale come la scoliosi.
 
Vogliamo essere partner attivi che, interagendo con il mondo della scuola e della famiglia, siano in grado di far interiorizzare ai giovani di oggi le sane e corrette abitudini per una corretta postura e per salvaguardare la salute della loro schiena.



 
In collaborazione con
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