Sci e Snowboard: le 10 regole d'oro per evitare gli infortuni

Sci e Snowboard: le 10 regole d'oro per evitare gli infortuni
Bambini e sci - Sport invernaliNon solo le Alpi, con le loro splendide cime innevate, ma anche i parchi dell’Appennino, le rinomate stazioni sciistiche della Campania, dell’Abruzzo o della Sicilia, sono mete sognate da tanti italiani per meravigliose vacanze sulla neve. Per qualcuno sarà la prima volta, per tanti una tradizione lietissima che si rinnova.

Gli amanti dello sci e di tutte le altre attività sportive che si praticano sulla neve però, sanno che non bastano montagne abbondantemente imbiancate e attrezzature di marca per trascorrere il periodo vacanziero in totale spensieratezza. Occorrono impianti adeguati e piste in ottime condizioni.

La sicurezza, quando si tratta di sport invernali outdoor, è davvero tutto per garantire a grandi e piccini un sano divertimento senza… brutte sorprese. Le quali si traducono per lo più in… rovinose cadute. Anche i più allenati difficilmente tornano da una vacanza bianca senza almeno una piccola ammaccatura.

Le ragioni possono essere tante, dalla classica “collisione” con altri sciatori poco attenti, all’eccesso di velocità, fino ad una esagerata sicurezza nei propri mezzi e nel proprio livello di preparazione. Se poi ci mettiamo condizioni meteorologiche non ideali, o un fisico un po’ appesantito (magari proprio dai bagordi natalizi), la frittata è presto fatta.


Quali sono gli “incidenti” di alta montagna che più comunemente colpiscono adulti e bambini quando si dedicano agli amati sport invernali?

Scii infortuniCe lo dice il Presidente della Società italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), il dottor Francesco Falez: “Gli infortuni più frequenti riguardano gli arti inferiori soprattutto distorsioni del ginocchio, con associate lesioni legamentose che rappresentano uno dei traumi più frequenti conseguenti all’attività sciistica. Molto dipende anche dal tipo di sport praticato: se lo sci è uno sport che sollecita in modo particolare le articolazioni e, tra queste, soprattutto quelle degli arti inferiori, diversamente, lo snowboard salvaguarda relativamente meglio le ginocchia, esponendo a maggior rischio gli arti superiori, con maggior frequenza a carico della spalla, della mano e del polso. Questi traumi possono essere di gravità crescente, tali da ricorrere all’intervento dell’ortopedico e spesso ad un intervento chirurgico”.

Partire per una vacanza che dovrebbe essere all’insegna dello svago, circondati da scenari fiabeschi, e rientrare con un’ingessatura o, peggio, dover ricorrere all’intervento chirurgico, magari per colpa di una “banale” distrazione non è certo il programma ideale per chi attenda tutto l’anno di potersi godere qualche giorno di ferie da trascorrere in splendide località sciistiche.

Stando alle cifre (la fonte è il Sistema di Sorveglianza sugli Incidenti di Montagna SIMON), sono ben 1700 (in media), i ricoveri ospedalieri che ogni anno fanno seguito ad incidenti su pista, e addirittura 30 mila il totale degli infortuni, più o meno gravi, che coinvolgono soprattutto persone di età inferiore ai 30 anni, più maschi che femmine. La causa? Nella maggior parte dei casi una perdita di controllo, per lo più imputabile alla velocità.

Non tutti gli infortuni si possono prevenire, ma senza dubbio assumere un atteggiamento prudente, anche se siamo giovani e allenati, e se non vediamo l’ora di noleggiare un paio di sci o solcare la pista con il nostro snow board a tutta velocità, e anche se abbiamo praticato questi sport tutta la vita senza nessun problema, è la prima regola d’oro. In realtà, di buone pratiche e di regolette auree per non farci male in pista, la SIOT ne ha stilato ben dieci, e sono tutte molto semplici da seguire, perché basate unicamente sul buon senso.

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Suggeriamo di mettere in valigia, oltre alle tute e agli scarponi da sci e agli indumenti termici, anche questo saggio elenco delle cose da fare e da ricordare, da appendere in bella vista dove andremo ad alloggiare. Ecco il decalogo:
  1. Allenati prima di andare in vacanza. Fondamentale, per non mettere a rischio i tuoi legamenti, le tue articolazioni e i tuoi muscoli, arrivare in montagna con un fisico già pronto per reggere gare di velocità o impegnative sessioni di trekking secondo il programma sportivo che intendi onorare per goderti fino all’ultimo la bellezza mozzafiato dei panorami di montagna. Il suggerimento è quello di iniziare la preparazione almeno un paio di mesi prima della partenza per le piste.
  2. Ascolta il tuo corpo. Significa che se avverti qualche dolore, se non ti senti al top della forma, se ti stanchi subito, non puoi permetterti di non ascoltare questi campanelli d’allarme. Indaga l’origine del problema e cerca, se puoi, di risolverlo. Non fare lo “gnorry” con il tuo corpo, per poi “costringerlo” a praticare sport impegnativi e faticosi come lo sci, di velocità o di fondo, sperando che tutto si risolva da sé. Così facendo, infatti, rischieresti di farti seriamente male e, per giunta, di rovinare la vacanze a te, e a chi ti accompagna.
  3. Fai riscaldamento. Dai, questa è una regola di base che ben conosci, e che non vale solo quando vai in palestra. Ricorda di preparare adeguatamente i tuoi muscoli allo sforzo che seguirà con esercizi di stretching e di riscaldamento, così minimizzi anche il rischio di infortuni alle articolazioni.
  4. Sii umile. Significa che devi tener conto sempre dei tuoi limiti, sia fisici propriamente detti - che legati alla tua età, al tuo grado di allenamento, alle tue condizioni di salute presenti – che a quelli ambientali. Valuta sempre le condizioni delle piste, chiedi informazioni a chi di dovere, e soprattutto stai attento alle condizioni meteorologiche. E mai, mai, scendere in pista con un rischio slavine e valanghe, o con tempeste in arrivo.
  5. Visibilità, manutenzione delle piste e caratteristiche della neve. Segnati queste parole, che hanno a che fare con il punto precedente, perché siano il tuo faro nella nebbia. Se non sei sicuro della tua capacità di valutazione, rivolgiti al personale dell’impianto o ad amici più esperti.
  6. Occhio alla velocità. Non c’è cosa più adrenalinica che buttarsi a capofitto in una discesa con gli sci ai piedi e… volare! Sì, ma sempre con prudenza. La sensazione elettrizzate della velocità è insostituibile, ma dobbiamo essere consapevoli che più veloci andiamo, meno controllo abbiamo sulla nostra capacità di movimento e di frenata. Con tutti i rischi che ne conseguono. Se vuoi evitare incidenti traumatici, non correre troppo, soprattutto se non sei esattamente Alberto Tomba, e se le condizioni della pista, o la visibilità, non sono ottimali.
  7. Rispetta le regole. Degli impianti sciistici dove andrai ad allenarti.
    Ecco quelle che sono state diffuse dall’AMSI (Associazione Maestri Sci Italiani):
    • Rispetto degli altri. Mai diventare un pericolo per altri sciatori (oltreché per sé). 
    • Padronanza della velocità. Non andare come un fulmine con il rischio di perdere il controllo, soprattutto se non sei uno sciatore provetto e se la visibilità non è ottima.
    • Scelta della direzione. Chi si trova nella porzione superiore della pista deve direzionarsi in modo da evitare di collidere con chi sta sciando più in basso.
    • Traiettorie. Occhio alle traiettorie degli altri sciatori anche in base al mezzo che stanno utilizzando (es. snowboard, carving o telemark), onde evitare impatti traumatici.
    • Sorpasso. Da qualunque parte si sorpassi, è bene lasciare lo spazio vitale a chi si sta sorpassando e alle sue “acrobazie”.
    • Spazio minimo per il sorpasso a bordo pista. Quando si scia a bordo pista, è opportuno sempre lasciare un buon margine per un eventuale sorpasso, e quindi mai curvare troppo.
    • Attraversamento e incrocio. Intuitivo: non ci butta su una pista da fermi, né in orizzontale, né in verticale, prima di essersi assicurati che non stiano transitando altri sciatori.
    • Sosta. Mai fermarsi in mezzo alla pista, specialmente se c’è scarsa visibilità, e anche in caso di infortunio, occorre sgombrare il campo quanto prima.
    • Salita e discesa a piedi. Sempre ai bordi o ai piedi della pista, e comunque solo se vi è ottima visibilità.
    • Rispetto della segnaletica.
    • In caso di incidente. In caso di infortunio di terzi, chi sia presente è tenuto a portare soccorso.
    • Identificazione. Sempre in caso di infortunio o incidente, è indispensabile fornire le generalità delle persone coinvolte, sia la vittima che i testimoni e i soccorritori.
  8. Attenzione alle abbuffate! Si sa, in vacanza, specialmente se parliamo di quelle natalizie, si tende a mangiare un bel po’ più del dovuto, e ci sta. Attenzione, però, a tenere conto dell’effetto che pranzi e cene abbondanti e ipercaloriche hanno poi sul nostro rendimento sportivo. Il suggerimento è pertanto quello, se si ha in programma una bella sessione di sci o di altra pratica sportiva sulla neve, di fare una buona colazione al mattino, per ricavare l’energia sufficiente a darci un bello sprint, ma non pesante da digerire. Il pasto intermedio, invece, dovrebbe essere più leggero, soprattutto se decidiamo di fare moto anche dopo mangiato, nel pomeriggio. Potremo rifarci – sempre con criterio e moderazione – con una merenda sfiziosa o direttamente una cena sostanziosa non troppo tardi la sera. In montagna, si sa, si va a dormire presto!
  9. Mai solo! Sciare in solitaria può essere affascinante, così come un’escursione da soli sulle nevi ma… può anche essere molto pericoloso. Se siamo in vacanza, godiamoci la compagnia dei nostri amici e partner, e facciamo sport insieme. Per la sicurezza di tutti.
  10. Mai senza il casco di protezione. Una consiglio che è un ordine. Proteggi la tua testa dai traumi, indossando un bel casco e facendolo indossare a chi è con te, specialmente se parliamo di minori. Oltretutto può anche trasformarsi in un accessorio alla moda!
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In collaborazione con
Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.
Data di pubblicazione: 26 dicembre 2019
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