NOTIZIE

Le ultime News e Approfondimenti dedicati al mondo della Salute e Sanità.

Salute: Decreti e Leggi, quali sono le novità?

Large dcmc 538
05 dicembre 2017

Ricerca e Prevenzione

Ecco le ultime novità per quanto riguarda la situazione sanitaria italiana. Gli ultimi provvedimenti riguardano una politica sanitaria più accessibile e un’attenzione particolare alla prevenzione verso le nuove generazioni, senza dimenticare il problema dell'invecchiamento della popolazione italiana la cui età media ha raggiunto ormai i 45 anni.


Informati e in salute: cosa cercano gli italiani in ambito sanitario

Nutrono una grande fiducia nei medici di famiglia, utilizzano sempre più il web per informarsi sulle prestazioni sanitarie e sono sempre più attenti ai temi riguardanti la salute. È questo il profilo degli italiani emerso da un recente indagine, elaborata da AGENAS in collaborazione con la Fondazione Censis e finanziata dal Ministero della Salute che ha coinvolto un campione rappresentativo di mille cittadini. I temi più cari agli italiani sembrano essere, sempre secondo la survey, il tempo di attesa per una singola prestazione, le procedure di prenotazione, la qualità dei servizi offerti, i costi e i programmi di screening. La fonte principale a cui rivolgersi per eventuali è risultato essere il medico di famiglia, mentre il 23% sembra preferire internet per ottenere informazioni. Per evitare situazioni di disinformazione e garantire una fonte univoca come emissario del consulto in ambito sanitario, il Ministro Lorenzin ha recentemente rilanciato il Portale della Trasparenza dei servizi della salute. Le linee di intervento previste sono, oltre che un'attività di promuovere la salute e la prevenzione (screening, vaccinazioni, ecc.), un servizio di forum, con chat e FAQ. Gli interessati potranno accedere ai dati di performance e confrontare i servizi erogati per effettuare scelte consapevoli in ambito sanitario e fornire il proprio feedback anche a beneficio di altri utenti.
 

Il decreto vaccini: cosa cambierà

'Con la legge sui vaccini proteggiamo i nostri figli e le prossime generazioni'. Sono queste le parole del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin al via libera della Camera al testo di conversione in legge del Decreto vaccini. Per contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate verificatosi a partire dal 2013 che ha portato ad una copertura vaccinale media in Italia inferiore al 95%. Questa soglia è importante poiché è stata istituzionalizzata dall'OMS come la soglia minima per fornire a tutti la così detta 'immunità di gregge', ossia la protezione indiretta anche per coloro che per motivi di salute non possono essere vaccinati. Complici la disinformazione, le correnti di pensiero anti-vax il rischio di malattia batteriche ormai archiviate potrebbe tornare ad essere un problema. Il decreto ha portato le vaccinazioni obbligatorie nell'infanzia e nell'adolescenza da quattro a dieci. Per i minori dai zero ai sedici anni sono infatti obbligatorie e gratuite le vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, influenza tipo B, morbillo, rosolia, parotite, varicella da eseguire in base alle disposizioni del Calendario Vaccinale Nazionale. L'obbligatorietà delle ultime quattro è soggetta a revisione triennale in base alla copertura vaccinale raggiunta. Le vaccinazioni saranno vincolanti per l'iscrizione ad asili e servizi per l'infanzia e le sanzioni per chi non rispetta l'obbligo prevedono multe dai cento ai cinquecento euro.
 

Proposte di legge: cosa potrebbe cambiare

Uno sguardo alle nuove generazioni è stato rivolto anche nelle nuove proposte di legge. Oltre ad essere stata riconosciuta l'importanza alla lotta contro le cosidette malattie sociali (anoressia e bulimia), se la legge verrà approvata l'istigazione alla magrezza o comunque a pratiche alimentari non idonee diventerà reato. In Italia le persone colpite da disturbi alimentari sono quasi due milioni e ogni anno si assiste a sei nuovi casi di anoressia e dodici di bulimia ogni diecimila abitanti, un dato preoccupante considerando che l'età d'esordio di tali patologie è sempre più bassa.
 

L'Italia non è un Paese per giovani

Lo dicono i dati ISTAT, 33 italiani su 100 ha più di 65 anni. Siamo un paese con un indice di vecchiaia molto alto visto l'allungamento della vita media e il basso tasso di natalità a causa di una mancata agiatezza economica. L’esempio virtuoso in questo caso è la Svezia la cui politica di tutela del nucleo familiare ha garantito un tasso di natalità sufficiente a contrastare l’invecchiamento della popolazione. In Italia invece l'esigenza sanitaria è cambiata verso la gestione della cronicizzazione della malattia e l'assistenza territoriale in loco e a domicilio.