Sale: impariamo a ridurlo

Sale: impariamo a ridurlo
23 agosto 2017

Alimentazione

Il sale in cucina

Il sale in cucina non costituisce solamente un ingrediente che viene aggiunto alle ricette durante la fase di preparazione ma rappresenta anche una sorta di abitudine in quanto non tutti hanno gli stessi gusti, alcuni preferiscono le pietanze un pò sciape, in modo da assaporare meglio gli alimenti, altri invece abbondano di sale rischiando di coprire totalmente il sapore dei cibi, altri ancora cercano di bilanciarne la dose. Indipendentemente dalle abitudini di ciascuno, quando si cucina occorre comunque tenere presente che vi sono alcuni alimenti che, già per le loro caratteristiche intrinseche, sono sufficientemente saporiti, si pensi ad esempio ai salumi oppure ai cibi conservati sotto sale come il baccalà, dunque, per evitare di preparare dei piatti immangiabili perchè troppo carichi, occorre assaggiare sempre e dosare il sale con moderazione. Il sale è anche una questione di cultura, infatti, in alcune regioni italiane, come la Toscana o l'Umbria, il pane viene preparato totalmente sciapido, con la finalità di gustarlo al meglio con il companatico.
 

I danni del sale

Nonostante il sale sia un elemento spesso irrinunciabile all'interno di ogni tipologia di alimentazione, l'utilizzo eccessivo od erroneo comporta degli inevitabili danni alla salute che sono poi riscontrabili nel corso del tempo. Il sale innanzitutto provoca la ritenzione idrica e con questo termine non bisogna pensare esclusivamente agli anti estetici cuscinetti di cellulite, ma al gonfiore eccessivo lungo gli arti inferiori, il dolore alle gambe e alle caviglie, la difficoltà a riposare in posizione distesa e, nei casi più gravi, a camminare. Una dieta ricca di sale non consente di eliminare i liquidi in eccesso quindi l'organismo tende ad essere più gonfio e pesante. Un altro danno provocato dal sale riguarda l'innalzamento della pressione sanguigna che, quando raggiunge i picchi più alti, può portare all'infarto o all'ictus e, combinato con altri fattori quali il colesterolo cattivo, il fumo e la sedentarietà, può provocare tumori all'apparato digerente, al fegato e nuocere irreparabilmente ai reni che non riescono più ad esercitare la propria attività drenante.


Uno stile di vita sano

Quando si sente parlare di stile di vita sano non bisogna pensare ad un qualcosa di irrealizzabile, soprattutto quando per molti anni si sono portate avanti delle abitudini scorrette, ma di una necessità per interrompere un circolo vizioso e volersi bene, curando finalmente il proprio organismo. Il benessere comincia dalla tavola, ciò significa che occorre prestare molta attenzione a quello che si mangia, cercando di orientarsi maggiormente verso frutta e verdura di stagione, limitando considerevolmente il consumo della carne, se non nella versione bianca, e ridimensionando le porzioni. Un altro elemento fondamentale per vivere meglio è rappresentato dall'acqua, che si consiglia di consumare nella misura di almeno un litro e mezzo al giorno per rinvigorire tutti gli organi interni. Infine, è fondamentale vivere una vita dinamica, facendo un'attività sportiva settimanalmente oppure anche cercando di camminare per almeno 30 minuti al giorno, spesso la soluzione è lasciare l'auto ed andare a piedi.
 

Come si riduce il consumo giornaliero di sale

Come evidenziato, il consumo di sale rappresenta principalmente un'abitudine, per questa ragione, per eliminarla occorre essere virtuosi per certo periodo di tempo, riducendo in maniera graduale le dosi. In un primo momento il gusto ne verrà penalizzato in quanto tutte le pietanze appariranno insipide ma, con la costanza si potranno raggiungere ottimi risultati. Oltre ad avere pazienza perseverando sino al perseguimento dell'obiettivo, per ridurre il consumo di sale è possibile anche avvalersi di altri alimenti sostitutivi che, pur rendendo il cibo più gustoso, non sono dannosi per la salute. Per arricchire i piatti si può optare per le spezie, sia nella versione fresca che secca, miscelandole anche tra loro per ottenere un tocco di originalità, oppure l'aceto di mele, balsamico o tradizionale, o anche utilizzare delle salse magre come dressing o condimento.

Come base per una salsa ipocalorica è possibile utilizzare lo yogurt greco oppure il ketchup, magari preparandolo anche in casa con dei pomodori maturi comprati al mercato.
 

I benefici di una dieta povera di sale

I benefici di una dieta povera di sale sono praticamente immediati in quanto, sin da subito, l'organismo si presenta più tonico e vigoroso, migliora l'umore e anche la forza fisica in quanto si riescono ad eliminare più efficamente le tossine. La pelle cambia consistenza, diventando più morbida al tatto e più luminosa, alcuni dichiarano addirittura di vedersi più giovani, con rughe distese. Dal punto di vista degli organi interni, i primi beneficiari del nuovo regime alimentare sono i reni, che riescono a lavorare meglio, senza ostacoli, il cuore pulsa con estrema regolarità e, portando il sangue velocemente nell'area del cervello, rende la mente più aperta e recettiva. Logicamente, al benessere fisico, dato da una ritrovata salute, anche l'aspetto psicologico ne trae beneficio, con una apertura verso gli altri, la voglia di parlare e incontrare gente nuova, mettersi alla prova in sfide avvincenti, sia nella vita privata che sul lavoro, in sintesi un atteggiamento più positivo di vedere le cose. Necessitate di una visita nefrologica? Ecco dove farla!

 
In collaborazione con
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