Il sale? Da usare con criterio

Il sale? Da usare con criterio
09 giugno 2016

Alimentazione

Una ricerca condotta su oltre 133 mila persone - età media 55 anni, residenti in 49 Paesi diversi e a latitudini ben differenti, l’esatta metà ipertesa e la residua metà con la pressione sanguigna nella norma - ha evidenziato che la dieta a basso contenuto di sodio dovrebbe essere seguita solo dalle persone ipertese che aggiungono al sale già presente negli alimenti un eccesso di condimento, pur scegliendo il sodio iodato. Ma attenzione, a rischio di guai seri sono anche coloro che di sale ne assumono troppo poco. Ne riferisce l’autorevole The Lancet, la rivista scientifica britannica più accreditata che ospita i risultati dell’indagine condotta dai ricercatori canadesi dell'Hamilton Health Sciences guidati dal dottor Andrew Mente.

Gli studiosi hanno stabilito che il consumo di 3-4 grammi di sale al giorno è da considerarsi ideale. Andare oltre, come fanno i soggetti ipertesi che si nutrono di cibi troppo salati, può nuocere fortemente alla salute. Ma nemmeno fa bene assumere meno di tre grammi di sale al giorno, fatto che aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, infarti e ictus.

I ricercatori hanno monitorato lo stato di salute della popolazione sotto indagine per 4 anni e due mesi, rilevando che sia l'elevato consumo di sale (oltre 6 grammi al giorno) per le persone ipertese, sia l'assunzione ridotta di sodio (meno di 3 grammi al giorno) per i soggetti ipertesi e non ipertesi, si associa all'aumento del numero di decessi e delle probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. Questo significa che, indipendentemente dal livello della pressione sanguigna, ogni individuo dovrebbe optare per un consumo moderato, pari a 3 o 4 grammi di sale al giorno.

A suffragare questi dati il dottor Andrew Mente ha ricordato come gli effetti di un basso consumo di sale sulla pressione siano modesti, rispetto a quelli di un'assunzione moderata, ma comportano l’aumento del livello di alcuni ormoni che possono giocare in negativo: “La domanda da porsi non è se un basso consumo di sale riduce la pressione sanguigna, ma se migliora la salute".
In collaborazione con
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