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Riscaldamento dei mari e alghe tossiche

Riscaldamento dei mari e alghe tossiche
16 agosto 2016

Benessere

Il riscaldamento dei mari, in particolare del Mediterraneo, ha generato alcune alghe mai prima riscontrate, alcune delle quali tossiche, tanto che non pochi bagnanti si sono dovuti recare in questi anni al pronto soccorso. Per fortuna con conseguenze non allarmanti perché i sintomi negativi scompaiono in 72 ore.

Le nuove fioriture, le alghe che proliferano sotto costa, in acque basse, sono state registrate in Francia, Spagna, Italia, Croazia e Grecia. Ricorderete il 2005 quando nella zona di Genova oltre 200 persone ricorsero alle cure dei sanitari per i sintomi influenzali fuori stagione: febbre alta, mal di gola, tosse, difficoltà a respirare, dolore diffuso. Ma c’era di mezzo un’alga non un virus, portata magari da un nave che accumula acqua di zavorra durante il viaggio e ogni tanto la scarica. Poi sulle nostre coste le alghe trovato molte sostanze di cui nutrirsi, frutto delle infrastrutture (porti, moli e barriere) che ostacolano il ricambio dell’acqua. E poi l’aumento della temperatura del mare. Le alghe nocive all’uomo producono una tossina, l’ovatossina-a, che colpisce per contatto e per inalazione. Lo stesso frangersi delle onde rompe le alghe le cui particelle vengono disperse nell’aria e può colpire chi la respira sino a 90 metri dalla battigia. Questione di concentrazione di ovatossina-a, perché non sempre le alghe danno problemi di salute agli umani. La contaminazione è fatale per alcuni organismi marini: patelle, cozze, ricci possono accumulare grandi quantità di sostanza tossica, fino a morirne. I ricci accusano perdita degli aculei, le stelle marine presentano le braccia rovesciate, i polpi spiaggiano.