Ridare la vista con un microchip

Ridare la vista con un microchip
23 luglio 2016

Ricerca e Prevenzione

Un microchip potrebbe restituire la capacità di vedere a persone che hanno perso la vista durante l’età adulta a causa di gravi malattie ereditarie quali la retinite pigmentosa o le distrofie cornio-retiniche. Il dispositivo, denominato Alpha AMS, sarà impiantato per la prima volta in Italia presso l’Unità di Oculistica e Oftalmologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. Il microchip è grande circa 3 millimetri e contiene 1500 sensori. Può sostituire i fotorecettori della retina - le cellule che servono per vedere – attraverso un fotodiodo, un microscopico apparato elettronico in grado di trasformare la luce in uno stimolo elettrico.

Durante l'intervento il dispositivo viene inserito al di sotto della retina, dove può stimolare il circuito nervoso che collega il cervello all’occhio: in questo modo sostituisce l’attività delle cellule malate che hanno smesso di funzionare. Può, insomma, ripristinare la percezione della luce, degli oggetti e delle persone circostanti restituendo al paziente una visione indipendente da supporti esterni, come telecamere o occhiali.

A eseguire l’intervento sarà Marco Codenotti, responsabile del servizio di Chirurgia vitreo-retinica del San Raffaele, che effettuerà l'operazione non appena si concluderà la valutazione dei riceventi.

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