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Come riconoscere l’Alzheimer

Come riconoscere l’Alzheimer
08 dicembre 2016

Ricerca e Prevenzione

Dimenticanze e disorientamento sono i primi sintomi della malattia

 

Sbadataggini di poco conto, che si accentuano quando un vostro caro ripone un oggetto là dove non dovrebbe mai sostare: un maglione in una scarpiera è decisamente fuori posto. E ancora, lievi dimenticanze, seguite da perdita di orientamento e qualche difficoltà a riconoscere persone con cui si è in familiarità. Sono i primi e più frequenti sintomi della malattia di Alzheimer che oggi colpisce 36 milioni di persone nel mondo, di oltre 600 mila italiani ma il dato, dicono gli esperti, è destinato a raddoppiare entro il 2020.

Ai primi segnali si associano spesso disturbi del linguaggio, l’impossibilità di dire parole sino a un attimo prima ben presenti, sino a repentini cambiamenti di umore. Chi è colpito da Alzheimer tende all’apatia, si deprime e diventa irascibile. Avverte dei cambiamenti che non dipendono dalla sua volontà e tende a isolarsi. Non esce più, non vuole avere relazioni sociali.

Che cosa determini questa degenerazione neuronale non è ancora noto, si sa soltanto che colpisce quasi esclusivamente gli anziani. Secondo le statistiche l’Alzheimer coglie oltre il 10% di chi ha tra i 65 e i 75 anni e va oltre il 40% degli ultranovantenni. In situazione conclamata, causa l’assistenza 24 ore al giorno, ogni malato costa in media 70mila euro l’anno, quasi per intero a carico dei familiari. Il 30% di questa cifra sono le spese per da una badante, mentre il restante 70% è legato alla perdita di reddito familiare, perché i congiunti del malato rinunciano a parte del loro lavoro per assistere il padre o la madre. Ben poco viene loro dall’indennità di accompagnamento, un assegno mensile di poco superiore ai 500 euro, in caso d’invalidità permanente del loro parente.

Ora si muove l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha chiesto ai singoli Paesi di dotarsi di un Piano Nazionale Demenze, per ridurre la loro diffusione e il costo sociale imponente, migliorando le cure e l’assistenza ai malati, con forte sostegno alla ricerca scientifica.