Psoriasi, terapie condivise

Psoriasi, terapie condivise
18 gennaio 2017

Ricerca e Prevenzione

I medicinali per bocca sono i preferiti da pazienti e specialisti


Chi è affetto da psoriasi è normalmente contrario ai trattamenti in ospedale e gradisce i medicinali per bocca prescritti dai dermatologi che a loro volta ne sono soddisfatti anche se vorrebbero disporre di una terapia con maggiore sicurezza a lungo termine, costi contenuti e migliore tollerabilità. Ne dà notizia l’indagine Bridge, realizzata dall’Associazione per la difesa degli Psoriasici (Adipso) e dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria (Sics).

La psoriasi accompagna dal suo esordio e per tutta la vita chi ne soffre e incide sulla qualità della vita dei malati. Sino a fine Novecento non esistevano cure specifiche e l’unica possibilità era l’ospedalizzazione. Ora la ricerca scientifica ha consentito enormi progressi e le biotecnologie danno risultati importanti anche nei casi più gravi.

Una vera criticità sono le diagnosi tardive anche se vari sono i sintomi che inducono chi non sa di essere malato a farsi visitare da un dermatologo: la desquamazione nel 47% dei casi, l’arrossamento (34%), il prurito (15%) e la sensazione di bruciore (2%). Già la prima visita sollecita una terapia contenitiva. Il persistere della malattia in aree difficili da trattare (unghie, palmo plantare, cuoio capelluto) induce a tornare dallo specialista, seguito dalla persistenza delle manifestazioni cutanee.

Diversi i sintomi che anticipano l’artrite psoriasica: gonfiore (29,3% dei casi), rigidità articolare (10,5%) e dolore (22,1%). Il continuo dolore articolare (49%), il gonfiore (18,7%) e manifestazioni cliniche specifiche come l’entesite e la dattilite (17%) sollecitano il ritorno dal dermatologo. Quanto all’adesione alla terapia da parte del paziente, il 63% dei dermatologi la ritiene soddisfacente per i farmaci biologici, anche se il timore di effetti collaterali, di infezioni e neoplasie, angustia il 54,7% del campione.

Gli specialisti sono insoddisfatti (29,9%) per gli effetti collaterali delle terapie sistemiche tradizionali per la difficoltà di gestire la terapia nei pazienti politrattati (17,2%) e per il profilo di sicurezza a lungo termine. I farmaci biologici generano preoccupazione per gli effetti collaterali (21,6%), il loro costo (20,1%) e il profilo di sicurezza a lungo termine (16,5%). L’effetto collaterale più temuto dai dermatologi nei pazienti in cura per psoriasi è l’immunosoppressione (25%), lo sviluppo di neoplasie e malattie linfoproliferative (16,1%) e della tubercolosi (12,5%). Segue la preoccupazione per la tossicità renale e epatica (19,3%).