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Psoriasi, effetti collaterali

Psoriasi, effetti collaterali
31 maggio 2016

Ricerca e Prevenzione

Un mondo variegato quello di chi soffre di psoriasi, ma con una serie di dati che lo complicano: la gran parte dei pazienti si comporta in maniera pressoché irresponsabile, poco meno del 10% di loro segue le cure con costanza, la metà applica il trattamento solo quando avverte dei disturbi e addirittura meno di un paziente su cinque segue le indicazioni del medico. Tutto questo a dispetto della percezione del disturbo che fa dire all’84% degli affetti da psoriasi che già la forma lieve o moderna costituisce un rilevante disagio, in grado di turbare la quotidianità, a partire dalle relazioni sociali.

Chi ha indagato sul fenomeno rileva una serie di motivazioni, le principali legate alla scomodità dei trattamenti, in larga maggioranza affidati a creme, unguenti, paste, gel, lozioni che vengono applicati direttamente sulle zone cutanee coinvolte ma comportano medicazioni a volte laboriose, con prodotti che emanano odori decisamente sgradevoli o inopportuni perché macchiano la pelle e i vestiti.

Non tutto, tra i rimedi, complica la vita di chi è affetto da psoriasi: di comprovata efficacia sono i cortisonici, cui si ricorre per brevi periodi nella fase di attacco della malattia, su aree limitate, privilegiando i soggetti adulti; e ancora il ditranolo, in grado di provocare remissioni prolungate, con la sola controindicazione di possibili irritazioni prodotte nella zona circostante della cute; e poi i derivati della vitamina D3, impiegabili anche a lungo nelle fasi di stabilizzazione e mantenimento; per finire il tazarotene, un retinoide in gel da applicare solo sulle lesioni psoriasiche oltre alle creme emollienti e idratanti che contrastano la secchezza cutanea e riducono la desquamazione.

Riassumendo, la scomodità delle terapie ne scoraggia l’impiego continuato e questa discontinuità ne pregiudica l’efficacia. Da qui il ricorso, decisamente inopportuno, all’auto-prescrizione. Fondamentale è il parere, vincolante, del dermatologo, l’unico di grado di modulare le terapie caso per caso.