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Una protesi per la retina

Una protesi per la retina
03 ottobre 2016

Ricerca e Prevenzione

Una parziale restituzione della vista a chi è affetto dalla malattia di Stargardt, una patologia degenerativa della retina che, su base ereditaria, colpisce in un caso su diecimila portando a completa cecità.

La permette il sistema di protesi retinica denominata Argus II, un’apparecchiatura (consiste in occhiali esterni e un dispositivo impiantato chirurgicamente nella retina) realizzata dalla Second Sight Medical Products, che consente la percezione visiva in persone con grave o profonda degenerazione retinica esterna. In Italia l’innovativa procedura è stata impiantata in oltre trenta pazienti colpiti da gravi patologie oculari, mentre a livello planetario i casi sono arrivati quasi a quota duecento.

Argus II funziona convertendo le immagini catturate da una videocamera in miniatura montata sugli occhiali del paziente in una serie di piccoli impulsi elettrici, che vengono trasmessi in modalità wireless a una matrice di elettrodi impiantati sulla superficie della retina.

Argus II serve a by-passare le cellule morte che non funzionano più, stimolando con piccoli impulsi elettrici le cellule ancora attive nell’occhio. Con queste stimolazioni elettriche si creano dei disegni luminosi che il paziente poi impara a riconosce come oggetti, persone, un’auto in movimento, un albero. L’intervento chirurgico si risolve in meno di due ore. Può beneficiare di Argus II chi è vittima di retinite pigmentosa, coroideremia, sindrome di Usher. In Italia si contano più di 20.000 persone che hanno perso la vista a causa di queste patologie.