NOTIZIE

Le ultime News e Approfondimenti dedicati al mondo della Salute e Sanità.

Propriocezione o Cinestesia: esercizi per migliorarla

Large dcmc 527
14 novembre 2017

Benessere

Cos'è la propriocezione


Letteralmente, la propriocezione è traducibile come "percezione del proprio, di se stessi". Per propriocezione, o cinestesia, in medicina si intende la capacità di un soggetto di avere la piena consapevolezza della sua posizione nello spazio, in relazione al mondo esterno, senza il supporto della vista. Nelle anamnesi generiche, per comodità, questa sensibilità viene semplicemente definita come "paziente orientato, o non orientato, nel tempo e nello spazio".
La propriocezione è un meccanismo molto complesso ed articolato che trova la sua collocazione nel sistema centrale. La scienza non ha, ad oggi, risposte a tutte le dinamiche che la regolano, in quanto fa parte della sfera inconsapevole ed inconscia di ogni persona: ognuno ha un modo soggettivo di percepire, ognuno ha il suo livello di consapevolezza e controllo, ognuno ha la sua particolare ed unica sensibilità. Qualche esempio pratico, utile a comprendere meglio cosa sia la cinestesia: quando ci si sveglia in piena notte, immediatamente si sa che ci si trova nel proprio letto, in che punto preciso e in che posizione. Questo consente di girarsi senza cadere o alzarsi senza bisogno di accendere la luce. Un altro esempio è la capacità di muoversi e camminare agevolmente al buio in casa propria o in un altro posto che si conosce molto bene.
 

Come funziona il meccanismo della propriocezione


Sulla propriocezione non si hanno indicazioni certe. Gli studi scientifici hanno individuato a grandi linee il meccanismo di trasmissione di informazioni inconsce ed inconsapevoli, asserendo che i principali organi coinvolti sono le fibre muscolari, la cute e le articolazioni. Queste parti del corpo interagiscono, senza che ci sia volontà cosciente del soggetto, col sistema centrale, inviando informazioni al cervello e comunicando la loro posizione nello spazio.
In poche parole: un arto comunica ai propriocettori presenti nel sistema nervoso che si trova in posizione piegata. Il soggetto sa, percepisce che il suo arto è piegato, anche senza vederlo e anche senza aver deciso volontariamente di piegarlo. Si tratta di una comunicazione a livello inconscio tra muscoli, ossa e cervello.
 

A cosa serve la propriocezione


Il corpo umano è una macchina perfetta e niente avviene per caso in esso, nemmeno le cose che non sono ancora state spiegate in modo chiaro e inopinabile dalla scienza. La sensibilità propriocettiva ha un ruolo ben definito nell'economia dell'organismo umano e funzioni ben precise.
Principalmente funge da difesa: la capacità del cervello di conoscere, pur senza che il soggetto se lo chieda, l'esatta posizione di ogni parte del corpo, consente un rapido spostamento inconscio in caso di pericolo. Basti pensare a qualcosa che cade dall'alto ed alla velocità che una persona può avere nello scansarsi per evitare di essere colpita o nei riflessi istintivi che si hanno, fin da piccolissimi, nel mettere le mani avanti, a protezione di viso e testa, se si cade. Inoltre, una buona propriocezione, contribuisce ad un miglior controllo osteo-muscolare, una migliore postura e facilita nelle prestazioni atletiche e sportive.
 

Cosa può comportare un'alterazione della propriocezione


Non sono del tutto chiare le cause di una carenza o assenza di propriocezione. È, solitamente, sintomo di patologie molto complesse e serie, spesso diagnosticate alla nascita, che implicano gravi problemi, malformazioni o carenze a livello cerebrale.
L'incapacità di percepire se stessi nello spazio può essere correlato a patologie neuro-degenerative tipiche dell'anziano e, in alcuni casi, una conseguenza di tumori cerebrali, principalmente nell'area del cervelletto. Un basso livello di propriocezione, invece, può essere assolutamente fisiologico e soggettivo e non essere indice di patologia alcuna ma, semplicemente, di sensibilità personale poco affinata.
 

È possibile migliorare i propri livelli di propriocezione?


Un soggetto che si rende conto di avere poca propriocezione può sicuramente allenare questo senso e fare dei progressi.
Se, per esempio, ci si accorge di essere disorientati mentre si percorre, di notte, la strada dalla propria camera da letto al bagno al buio, può essere sintomo di una scarsa propriocezione. A questo si può rimediare praticando con costanza alcuni esercizi che rinforzano le fibre muscolari, le ossa ed il senso dell'equilibrio, supportando in maniera attiva l'apparato propriocettivo, che risiede nel cervello.
Un ottimo allenamento è costituito dalla pedana basculante: si tratta di una pedana elettrica che si muove, si inclina e dondola, costringendo la persona che ci sta sopra a mantenere l'equilibrio durante questo movimento ondulatorio. Esercitarsi costantemente su questa pedana rinforza le connessioni muscolo-mente ed apporta miglioramenti significativi sulla capacità propriocettiva. Un'alternativa più semplice è data dalle "tavolette propriocettive" messe a punto specificamente per allenare questa sensibilità. Si tratta di piccole pedane sorrette da un supporto semicircolare, sulle quali bisogna salire, con due piedi o uno solo, tentando di restare in equilibrio nonostante queste si muovano. La ginnastica riabilitativa è indicata soprattutto nei casi in cui la propriocezione sia carente a causa di traumi articolari o muscolari o in quei casi in cui la riabilitazione post traumatica abbia prodotto anche una perdita di sensibilità.